Pubblichiamo la lettera aperta della Sezione di Prato del P. CARC in occasione della Marcia per la Libertà di sabato 18 gennaio alla quale sono chiamati ad aderire tutti i comitati che lottano in difesa e per la conquista dei propri diritti.

Vedi anche -> https://www.carc.it/2019/12/29/prato-solidarieta-agli-operai-colpiti-dal-decreto-sicurezza-la-loro-e-la-lotta-di-tutte-le-masse-popolari-perche-attua-la-vera-sicurezza-che-serve-al-paese/

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Il 2020 inizia nel segno della repressione per il movimento di resistenza delle masse popolari del paese! Le multe arrivate ai 21 operai e alle due studentesse così come l’arresto di Nicoletta Dosio ne sono la plateale dimostrazione!

Gli attacchi repressivi a cui stiamo assistendo sono però tutt’altro che dimostrazioni di forza da parte della classe dominante che è obbligata a ricorre alla repressione dispiegata non avendo altri mezzi per contenere il movimento di resistenza crescente delle masse popolari. La repressione si estende perché sempre più sono i lavoratori, i comitati e tutte le masse popolari che in mille forme si organizzano e mobilitano per mettere mano agli effetti più gravi della crisi che li colpisce come lo smantellamento dell’apparato produttivo, la devastazione ambientale con le grandi opere inutili e dannose!

Fin quando la gestione delle risorse e dell’ambiente rimarrà in mano ad affaristi e speculatori nessuno farà gli interessi delle masse popolari, nessuno investirà fondi in tecnologie pulite senza un adeguato ritorno economico (la vicenda degli ultimi giorni del rifiuto dei privati alla ricapitalizzazione di GIDA ne è esempio).

Le uniche che possono fare gli interessi delle masse popolari sono le masse popolari stesse! Sono i lavoratori in ogni azienda a sapere quali sono le misure necessarie per un lavoro dignitoso, sono gli abitanti di un quartiere o di un territorio che sanno quali sono le misure dannose e quali le misure positive per il territorio! Sono gli abitanti della Piana che sanno, perché lo vivono sulla propria pelle, quale sia l’inquinamento a carico del territorio e come poterlo diminuire aumentando i servizi e i trasporti pubblici e andando così a creare posti di lavoro utili e dignitosi anziché aumentare le sostanze che avvelenano!

I lavoratori e le masse popolari organizzate in comitati sono gli unici che hanno la forza di imporre le proprie misure ad un’Amministrazione Locale per farle attuare come misure d’emergenza. Quello che i sindaci della Piana, che i consiglieri della Regione faranno dipenderà esclusivamente dalla mobilitazione dei lavoratori e delle masse popolari del territorio!

A Prato e alla Piana, così come al Paese, serve un piano di rinascita che i comitati del territorio, così come gli operai di ogni azienda privata o pubblica devono imporre all’Amministrazione Locale attraverso la mobilitazione e il coordinamento.

CONTRO la repressione, PER un fronte di solidarietà tra le masse popolari della città e PER il coordinamento delle varie realtà verso un piano che imponga la Sicurezza popolare che serve a Prato.

Invitiamo i comitati del territorio che si battono contro le grandi opere inutili e dannose, il comitato della Piana contro le nocività, il No Aeroporto, il Comitato Difendiamo la nostra salute – Prato Sud, il comitato In mezzo a un’autostrada e il comitato STOP 5G ad esprimere la loro solidarietà agli operai e alla e studentesse e ad unirsi al fronte ampio contro la repressione affermando con forza che la sicurezza per Prato non passa dalla repressione fisica o economica e a ribaltare il tavolo portando in piazza in occasione della “Marcia per la libertà il 18 gennaio” ognuno la propria idea di sicurezza per la città di Prato!

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