Massa, 12 dicembre 2019. In molti stanno discutendo in queste ore di quanto sembra essere successo nella questura di Massa la notte scorsa: un uomo, con le mani e le gambe legate da fasce di contenimento, i pantaloni abbassati e la faccia e il corpo coperti di sangue. Sembra che l’uomo abbia chiesto di essere ricoverato, ma l’ambulanza chiamata appositamente se ne va senza eseguire il ricovero.

La mente non può che andare alla vicenda di Stefano Cucchi e giustamente, legittimamente e coraggiosamente varie persone si stanno attivando per fare chiarezza.

Con ogni probabilità la Questura uscirà con una versione dei fatti “riparatrice” attraverso cui garantirà che “sono state seguite tutte le normali procedure”. E’ un iter. E’ una prassi. Che abbiamo già visto molte volte e che anche anche nostri compagni, anche a Massa, hanno subito in prima persona sulla loro pelle.

Proprio in ragione di questa esperienza diretta e anche per non lasciar cadere nel dimenticatoio gli insegnamenti della già citata vicenda di Stefano Cucchi (come molte altre: Uva, Magherini, Aldrovandi…), riteniamo sia necessaria una mobilitazione pubblica comune, collettiva e condivisa per fare chiarezza, in piena trasparenza, sulla vicenda.

Crediamo debbano mobilitarsi per fare completa chiarezza anche le istituzioni e le autorità cittadine: il Prefetto e l’Amministrazione Comunale. Crediamo che i parlamentari eletti nella provincia (Nardi, Ricciardi, Bottici) possano e debbano fare uno sforzo di lealtà alla Costituzione e alla popolazione cercando di andare oltre le “versioni ufficiali” già confezionate. Crediamo in particolare che debba essere interesse della Questura e della Polizia di Stato pretendere che il tutto non si risolva con “una pezza” che in verità è, sarà, peggiore del buco.

Sezione di Massa del Partito dei CARC

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