È apparsa qualche giorno fa la notizia dei post antisemiti con chiari riferimenti all’apologia di nazismo pubblicati su Twitter dal professor Emanuele Castrucci, ordinario di filosofia del diritto alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo senese.

Alle contestazioni prontamente arrivate sui social aveva risposto così: “I gentili contestatori del mio tweet non hanno compreso una cosa fondamentale: che Hitler, anche se non era certamente un santo, in quel momento difendeva l’intera civiltà europea”.

Alla gravità del comportamento di Castrucci si è aggiunta poi l’inadeguata, quanto sconcertante, reazione del Rettore dell’Università di Siena Frati il quale, in un primo momento, si è limitato a dire “Il prof. Castrucci scrive a titolo personale e se ne assume la responsabilità. L’università di Siena, come dimostrato in molteplici occasioni, è dichiaratamente antifascista e rifugge qualsiasi forma di revisionismo storico nei confronti del nazismo”.

“Molteplici occasioni” tranne questa, a quanto sembra! Solo più tardi infatti, quando ha cominciato a sollevarsi un polverone sull’accaduto da parte di studenti e antifascisti, il rettore ha ritrattato le sue posizioni attraverso un comunicato ufficiale nel quale ha condannato i contenuti filo-nazisti condivisi: “Le vergognose esternazioni del professore Castrucci offendono la sensibilità dell’intero Ateneo”. 

Infine il Senato Accademico, in una riunione straordinaria, ha espresso per il professore la necessità di destituzione senza perdita del diritto a pensione o ad assegni. La prima riunione del Consiglio di Disciplina si terrà il 19 dicembre, occasione in cui sarà valutata l’effettiva destituzione dell’ordinario. Ad oggi, il rettore Frati ha sospeso il docente dall’attività accademica e didattica.

Il professore ha cercato di giustificare l’ingiustificabile appellandosi alla libertà di pensiero, all’articolo 21 della Costituzione palesemente inapplicabile e gravemente abusato dalla propaganda e dall’istigazione all’odio razziale in netta contrapposizione con la storia del nostro Paese scritta dalla Resistenza partigiana e dalla Costituzione che ne deriva.

Oggi – in un mondo in cui la borghesia, di fronte alla putrefazione del capitalismo, strizza l’occhio a movimenti e partiti reazionari o dichiaratamente fascisti- è indispensabile promuovere ed alimentare la mobilitazione contro personaggi come Castrucci ! E’ in questa direzione che si sta muovendo il Collettivo Studentesco Cravos che proprio mercoledì 4 dicembre alle ore 11.30 ha organizzato un presidio davanti alla Facoltà di Giurisprudenza per impedire che venga lasciato altro spazio a chi inneggia al nazismo !

Anche in questa occasione sono state le mobilitazioni immediate di organizzazioni studentesche (Cravos) e di antifascisti, a spingere il rettore e gli organi universitari a prendere posizione contro il docente.

E’ ora che anche l’università di Siena si ponga in netto contrasto con l’accaduto e che dimostri il proprio antifascismo condannando l’atto e punendo il colpevole: si assuma la responsabilità di licenziare Castrucci e gli impedisca di insegnare in qualunque altro Ateneo ! L’antifascismo che serve è quello popolare, in questo caso quello degli studenti che lottano e si mobilitano per cacciare dalla propria università gli scimmiottatori del fascismo del XX secolo anche laddove sembrano poterla fare da padroni.

Nessuna agibilità, né diritto di parola ai fascisti! Organizzarsi a tutti i livelli per porre fine dal basso agli effetti peggiori della crisi del mondo borghese! Fuori i fascisti e i nazisti dalle Università !

Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo (P.CARC), sezione di Siena-Valdelsa

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