Nella notte tra venerdì 4 e sabato 5 ottobre la sede di Monza del sindacato CUB è stata oggetto di un vile attacco di stampo mafioso con il tentativo, da parte di ignoti, di incendiare la sede con una molotov.

L’attacco ricevuto dai compagni non è un attacco isolato ma fa parte di tentativi di intimidazione che questi “ignoti” perpetuano dal gennaio di quest’anno quando l’auto di Laura, delegata sindacale alla Rovagnati di Villasanta (MB) impegnata in diverse battaglie per i diritti dei lavoratori, è stata incendiata proprio davanti il suo posto di lavoro.

È chiaro che questo episodio avviene in risposta al ruolo che la CUB si costruita nel corso degli anni in quel territorio e ed è quindi palese il carattere politico di questa intimidazione: in gioco non c’è solamente l’agibilità politica di una singola organizzazione ma la libertà di organizzazione e mobilitazione della classe operaia e di tutti i lavoratori!

Il Partito dei CARC esprime la sua totale solidarietà con i compagni colpiti da questo vile attacco intimidatorio ed in risposta chiama:

– tutti i comunisti, gli antifascisti, i sinceri democratici, i meet up e gli eletti del M5S (che ha sostenuto anche le lotte dei precari dell’aeroporto di Malpensa organizzati con la CUB per un lavoro utile e dignitoso) e tutti quelli che hanno a cuore la la libertà di organizzazione a prendere una posizione pubblica su questa vicenda;

– tutti gli operai, i lavoratori, gli studenti e i pensionati ad aderire allo sciopero generale indetto dalla stessa CUB, da SGB, USI e Si COBAS del 25 ottobre, a partecipare alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma del 26 ottobre indetta dal Si COBAS, a coordinarsi con le altre lotte presenti sul territorio nazionale impegante nella difesa della salvaguardia ambientale, nella difesa dei diritti sui posti di lavoro e per una vita dignitosa (per la difesa della sanità pubblica, dei servizi, deldiritto all’abitare), per un lavoro utile e dignitoso per tutti. Solo uniti possiamo far fronte agli attacchi padronali e dei “poteri forti”;

– tutti gli operai e i lavoratori a organizzarsi fin da subito costruendo in ogni azienda capitalista e pubblica gruppi di lavoratori che, a prescindere dal sindacato d’appartenenza, prendano in mano la direzione dell’azienda. Seguiamo l’esempio dei nostri nonni e padri che, durante il Biennio Rosso nel 1919-1920 e l’Autunno caldo nel 1969, costituirono i Consigli di fabbrica: esempi di organizzazione che possono prevenire o contrastare le mosse del padrone (che puntualmente cerca di chiudere lo stabilimento, delocalizzarlo o licenziare, non applicare le norme per la sicurezza per cui assistiamo ogni giorno a una bollettino di guerra di operi uccisi sul lavoro) e far valere la forza e il protagonismo operaio in tutto il paese.

Di fronte a qualsivoglia attacco è necessario rispondere con la mobilitazione ed organizzazione, solo così riusciremo a far valere la forza della classe operaia! Osare sognare, osare lottare, osare vincere!

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