Rilanciamo a seguire l’intervista realizzata a Fabrizio Greco, esponente del comitato dei Navigator della Campania, che in questi giorni si sta mobilitando per contrastare il sabotaggio del reddito di cittadinanza, in particolare per le mancate assunzioni degli oltre quattrocento navigator selezionati in Campania, da parte del presidente della Regione, Vincenzo De Luca.

Questa battaglia è molto importante perché si inserisce nel quadro della lotta per imporre l’attuazione di una misura progressista promossa dal governo M5S-Lega contro i tentativi di sabotaggio delle Larghe Intese e dei poteri forti del nostro paese, di cui Vincenzo De Luca è massimo esponente nella Regione Campania. Tale mobilitazione ha inoltre l’aspetto positivo di evitare il boicottaggio di questa misura nonostante la crisi di governo in atto e l’insediamento di un nuovo governo del paese.

Particolarmente importante il passaggio dell’intervista in cui Fabrizio indica la necessità di allargare la mobilitazione e il coordinamento delle vertenze che nel caso dei navigator campani significa coordinarsi con i disoccupati organizzati della città di Napoli e con le esperienze di organizzazione per un lavoro utile e dignitoso dei percettori del reddito di cittadinanza.

Tutte queste battaglie e vertenze, dei disoccupati, dei navigator e dei percettori del reddito di cittadinanza hanno l’opportunità di incalzare e strappare non solo posti di lavoro (principalmente precari) promessi in campagna elettorale o previsti in questo o quel decreto del governo, ma di alimentare a un livello superiore la lotta per un lavoro utile per la società, per la manutenzione dei quartieri, per un’istruzione e una sanità pubbliche di qualità.

Uno dei primi passi da muovere in questa direzione è quello di coordinarsi, usando il ruolo pubblico e la visibilità di queste vertenze, per individuare quali sono i lavori che servono nei quartieri e sui territori e cominciare a farli sin da subito, imponendo con la lotta il pagamento della prestazione lavorativa o l’inquadramento di chi li ha svolti. Si tratta di moltiplicare queste pratiche di lotta già diffuse a macchia di leopardo in tutto il paese (nella città di Napoli la pratica dello sciopero alla rovescia è una forma di lotta storica ma molto utilizzata anche al giorno d’oggi) per imporre un nuovo modo di gestire i quartieri, le aziende e i territori, una nuova governabilità popolare e partecipata che sfidi le istituzioni ufficiali sul terreno pratico del governo delle città e del paese.

La lotta dei navigator campani è la lotta di tutti i precari, i disoccupati e il resto delle masse popolari del nostro paese. Bisogna unire le forze per cominciare a praticare dal basso il nuovo governo del paese!

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