Il 30 maggio 2019 il ministro della Pubblica Amministrazione del governo M5S-Lega Giulia Bongiorno in un’intervista ha dichiarato di voler introdurre, nel quadro del cosiddetto “Decreto Concretezza” che vorrebbe approvare a breve in Parlamento, una laurea specifica per l’ingresso nella Pubblica Amministrazione.

L’obiettivo dichiarato dalla ministra è quello di innovare la Pubblica Amministrazione assumendo giovani e avanzando nella realizzazione di un piano di digitalizzazione reale del paese. In realtà si tratta di una misura che, qualora dovesse essere approvata così com’è, renderebbe inservibili le lauree in Scienze Politiche e Scienze dell’Amministrazione che oggi rappresentano il principale canale d’accesso alla Pubblica Amministrazione per i giovani laureati, ridurrebbe le possibilità di accesso alla Pubblica Amministrazione (con conseguente ulteriore attacco ai servizi pubblici ottenuti dalle masse popolari a prezzo di dure lotte) e destinerebbe sempre più giovani laureati ad un futuro di precarietà e di sfruttamento.

La Federazione Campania del Partito dei CARC invita gli studenti Dipartimento di Scienze politiche dell’università Federico II di Napoli, a mobilitarsi e organizzarsi per bloccare questo becero tentativo di invalidare il loro titolo di studio rispetto all’accesso alla Pubblica Amministrazione e per imporre:

a) l’equiparazione delle lauree in Scienze Politiche e in Scienze dell’Amministrazione al futuro corso di laurea ad hoc per la Pubblicazione Amministrazione;

b) l’obbligo per le Pubbliche Amministrazioni di ammettere ai concorsi pubblici tutti i laureati nei corsi già attualmente previsti, approfittando in questo senso degli appigli offerti sia dai provvedimenti più favorevoli alle masse popolari varati dal governo M5S – Lega, (come Quota 100 o lo sblocco del turnover in vari settori della Pubblica Amministrazione) sia dell’intenzione dichiarata dalla Regione Campania guidata da Vincenzo De Luca, di assumere 10.000 giovani laureati.

L’esito delle elezioni europee del 26 maggio ha confermato e allargato, nonostante la propaganda di regime dica il contrario, il distacco tra le masse popolari e i partiti delle Larghe Intese (il PD e il partito di Berlusconi) e ha confermato la fiducia delle masse popolari nel governo M5S – Lega.

Tuttavia, allo stesso tempo, il cambiamento dei rapporti di forza tra i due partiti di governo alimenta ulteriormente ‘ingovernabilità del paese e le contraddizioni di un governo provvisorio, sempre più in difficoltà nel tentativo di “salvare capra e cavoli”, di mediare tra gli interessi delle masse popolari e quelli della borghesia imperialista, sempre più stretto tra la promozione di misure di rottura e la continuità con le misure reazionarie varate dalle Larghe Intese, di cui la Lega rappresenta sempre più una quinta colonna (come dimostra proprio l’operato del ministro della Pubblica Amministrazione Bongiorno di cui il Disegno di Legge “Concretezza” in cui è inserita questa misura è emblematico) che mantiene la sua forza solo grazie all’inerzia del M5S che non si lega alle masse popolari organizzate.

Gli studenti hanno il compito di costringere il “governo del cambiamento” a rispettare le promesse favorevoli alle masse popolari inserite nel contratto, a partire dall’aumento degli investimenti nella pubblica istruzione, sicurezza (quella vera, non la criminale impostazione impressa dallo sciacallo Salvini!) e salute, e, in conclusione, coordinarsi con operai, proletari, disoccupati e tutti coloro che, sotto ogni cielo, sono sottoposti allo sfruttamento ed oppressione del sistema capitalista, convinti che questo modo di produzione è votato al fallimento e ci condurrà alla catastrofe se non lo sovvertiamo, instaurando il socialismo.

Nella pratica, per fare fronte ai problemi e ai disagi dell’università, è necessario alimentare il protagonismo e la partecipazione degli studenti costruendo organismi – che si occupino delle problematiche dell’università che si riuniscano sistematicamente per confrontarsi sulle iniziative da mettere in campo (promuovendo ad esempio Comitati di Gestione; Assemblee di Gestione, Collettivi di Residenza Universitaria, ecc.); sulle problematiche e soluzioni.

Questo è il primo passo per alimentare il protagonismo di tutti gli studenti senza delegare a nessuno (gestori, direttori o quant’altro!). Bisogna occuparsi delle problematiche interne alla residenza universitaria, coordinarsi con altre organizzazioni di studenti (bando a settarismo e concorrenza!) e con i lavoratori (delle residenze universitarie, delle università, delle aziende pubbliche e capitaliste) come ad esempio gli infermieri esclusi dal concorso dell’ospedale Cardarelli che proprio in questi giorni per far fronte alla disoccupazione, al precariato e alla guerra tra poveri alimentata dal concorso stesso, si stanno facendo promotori della lotta alla carenza di personale sanitario in Campania alimentando il concetto che il lavoro c’è per tutti.

Bisogna mettere in piedi un coordinamento di forze che raccolga tutti i campi delle masse popolari (operai, studenti, disoccupati, precari, immigrati, ecc.) deciso a difendere i propri interessi e a sostenersi e vicenda fino a imporre un proprio governo, un Governo di Blocco Popolare che costituisca quella scuola pratica di coscienza e organizzazione necessaria a costruire un nuovo sistema sociale in cui i giovani non siano più esuberi, carne da macello e da cannone ma protagonisti del loro futuro e dirigenti della società: il socialismo.

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