Con le elezioni europee, che si terranno il 26 maggio, i gruppi imperialisti europei, i loro circoli finanziari, le banche e i grandi capitalisti del vecchio continente mirano a formare un Parlamento europeo che copra con un velo di consenso “democratico” le politiche di miseria, razzismo e guerra delle istituzioni dell’Unione Europea e della comunità internazionale degli imperialisti.

Queste elezioni sono particolarmente importanti per i gruppi imperialisti europei a causa della situazione straordinaria che nei vari paesi da essi diretti stanno vivendo. In varie forme e modi la resistenza spontanea delle masse popolari ha compiuto un salto di qualità, in Germania, in Francia, in Spagna, in Grecia e in Italia i gruppi imperialisti trovano una crescente difficoltà a gestire il malcontento delle masse popolari nelle forme e nei modi descritti nella Dichiarazione Generale del V Congresso del Partito dei CARC. Allo stesso tempo anche lo scontro tra gruppi imperialisti avanza e si radicalizza.

L’Unione Europea è per i gruppi imperialisti che la promuovono (francesi e tedeschi innanzitutto) un obiettivo già da quando ha preso avvio la crisi generale del sistema capitalista (da metà degli anni Settanta) ma si è sviluppata per tempi e velocità variabili da un lato a causa della resistenza spontanea delle masse popolari contro il programma comune della borghesia (vedi movimento NO GLOBAL, mobilitazioni e organizzazioni euroscettiche e per la sovranità, ecc.), dall’altro a causa della lotta per bande in cui sono invischiati i gruppi imperialisti stessi, in particolare contro gli imperialisti USA (un esempio su tutti è rappresentato da quanto accaduto in Ucraina nel 2014).

Ma che cos’è l’Unione Europea? La UE è il tentativo di alcuni grandi gruppi imperialisti europei di formare una coalizione attorno ad alcuni gruppi imperialisti tedeschi, dotarsi di istituzioni e forze politiche adeguate, subordinare a sé tutto il resto del capitalismo europeo e le risorse materiali ed umane dei paesi dell’Europa occidentale[1] e, da questa posizione di forza, scalzare gli altri gruppi imperialisti (in particolare USA e sionisti) nella lotta per bande per l’egemonia mondiale. Tutto ciò si consuma in ogni paese nella guerra di sterminio non dichiarata che la borghesia muove contro la classe operaia e le masse popolari nell’attuazione del programma comune che i gruppi imperialisti si sono dati per fare fronte agli effetti della crisi.

BCE e CE sono istituzioni che i gruppi imperialisti hanno creato per dirigere i governi dei singoli paesi europei e ridurli ad agenzie locali del sistema finanziario internazionale e per eliminare le conquiste strappate dalle masse quando il movimento comunista era forte, mettendo “al riparo” dall’opposizione popolare le autorità della Repubblica Pontificia e degli altri paesi europei. “Ce lo chiede l’Europa” è stato in ogni paese la parola d’ordine con cui le autorità hanno imposto alla massa della popolazione sacrifici crescenti.

A partire dagli anni ’80 del secolo scorso, infatti, i gruppi imperialisti dei paesi dell’UE si sono infatti accordati tra loro per costituire loro proprie istituzioni sovrastanti, le istituzioni politiche formate nei singoli paesi dopo la II Guerra Mondiale. Queste ultime dovevano cedere alle nuove istituzioni dei gruppi imperialisti la sovranità che in ognuno dei singoli paesi la costituzione (“sovietica” a detta di Silvio Berlusconi e della Loggia P2 di Licio Gelli, “troppo democratica” a detta dei soci del club Bilderberg) assegnava e ufficialmente ancora assegna al popolo. Ovviamente in queste nuove istituzioni ogni gruppo imperialista conta per il capitale di cui dispone e per le combinazioni che riesce a creare, analogamente a come avviene in ogni associazione e aggregazione “privata” di capitalisti.

Ma di quale sovranità stiamo parlando? In nome dell’Unione Europea le autorità della Repubblica Pontificia impongono alla massa della popolazione sacrifici crescenti, rinunce crescenti a quello che resta delle conquiste che le masse popolari avevano strappato ai padroni, al clero e al resto dei ricchi quando il movimento comunista era forte e all’attacco (la prima ondata della rivoluzione proletaria che ha “sconvolto” il mondo nella prima parte del secolo scorso su impulso della Rivoluzione d’Ottobre, dell’Unione Sovietica e della prima Internazionale Comunista).

Impongono la rinuncia e perfino denigrano gli ideali e gli obiettivi che sono stati scritti nella Costituzione e mai attuati o addirittura apertamente calpestati. Tra gli altri anche la sovranità nazionale visto che l’Italia è disseminata di basi militari, di installazioni e agenzie USA e israeliane, che le sue istituzioni sono infiltrate di consiglieri e controllori americani, inglesi, sionisti, tedeschi, che il governo copre con il segreto politico e militare cause, autori e obiettivi di attività, crimini e avvenimenti di enorme importanza, che la Corte Pontificia esercita di fatto un ruolo sovrano.

La “sovranità appartiene al popolo” prescrive l’articolo 1 della Costituzione. L’articolo 11 della Costituzione oltre a escludere “l’uso della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” afferma che l’Italia “consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”. Ma fin dal 1949 con l’adesione alla NATO e successivamente con gli accordi, in parte addirittura segreti, con USA e Israele la sovranità del popolo sancita dalla Costituzione è stata gravemente lesa. È uno dei tanti valori e diritti sanciti dalla Costituzione che la Repubblica Pontificia ha calpestato senza alcun riguardo. Al punto che chi oggi onestamente e con conoscenza delle cose propone la “difesa della Costituzione” deve proporsi di eliminarne le violazioni e di attuare le sue prescrizioni rimaste lettera morta.

Ma sono solo le catene dell’UE che violano la sovranità nazionale? In realtà l’imposizione alla massa della popolazione di sacrifici e di rinunce crescenti ai diritti e alle conquiste di civiltà e benessere è un fatto che riguarda tutti i paesi, anche quelli che non appartengono all’UE: gli USA, gli altri paesi imperialisti e i paesi oppressi. Le relazioni internazionali sono sempre meno regolate da accordi tra Stati e sempre più dettate invece dagli interessi dei grandi monopoli, delle banche e delle istituzioni finanziarie. Quindi effettivamente è universalmente calpestata la sovranità nazionale.

La sovranità nazionale del popolo italiano non è calpestata dallo “straniero”. È calpestata dai grandi capitalisti italiani e stranieri che operano a livello internazionale. Per quanto ci riguarda sono i vertici della Repubblica Pontificia che hanno consegnato la sovranità nazionale esercitata dallo Stato ai grandi capitalisti italiani e stranieri, e i grandi capitalisti italiani ottengono in cambio mano libera non solo in Italia, contro le masse popolari italiane, ma anche in altri paesi. Alle sovranità nazionali e agli accordi o sopraffazioni tra gli Stati è subentrata la dominazione dei grandi capitalisti (quelli finanziari anzitutto) su tutto il mondo diventato un terreno aperto alle loro scorrerie e consacrato ai loro affari, tutelati dalla NATO e da altri organismi militari mondiali dominati dal complesso militare-finanziario che di fatto governa gli USA fin dalla fine della Seconda guerra mondiale (come denunciò chiaramente perfino il presidente USA Eisenhower nel 1961 alla fine del suo mandato).

Come agire a fronte di tutto questo? Chi vuole cambiare il corso delle cose nel nostro paese deve porsi il compito di liberare l’Italia dal dominio dei caporioni della finanza, dei banchieri e dei grandi capitalisti dell’industria e del commercio, dalla Corte Pontificia e dai grandi capi della criminalità organizzata, cioè sinteticamente dai vertici della Repubblica Pontificia che hanno ceduto la sovranità nazionale per partecipare essi stessi ai privilegi, alle rendite e ai profitti della dominazione della comunità internazionale sul mondo.

È un’impresa che le masse popolari organizzate e solo le masse popolari organizzate possono compiere. La costituzione del Governo di Blocco Popolare sarà l’avvio dell’impresa che non solo restituirà la sovranità nazionale alle masse popolari italiane, ma aprirà la strada anche alle masse popolari degli altri paesi e quindi creerà il contesto internazionale di cui le masse popolari italiane hanno bisogno sia per resistere alle aggressioni e al boicottaggio della comunità internazionale sia per portare a compimento l’impresa di farla finita con la crisi generale del capitalismo alimentando la rinascita del movimento comunista internazionale e fare dell’Italia un nuovo paese socialista.

Questo perché è impossibile instaurare il socialismo senza lottare per la sovranità nazionale! Per l’Italia oggi la lotta per la sovranità nazionale è reale ed efficace solo se combinata con la lotta per instaurare il socialismo! È impossibile trasformare il sistema delle relazioni internazionali in un sistema mondiale di scambio, collaborazione e solidarietà tra i popoli senza sovranità nazionale!

E quindi cosa fare alle prossime elezioni europee? La questione decisiva è non cedere alle sirene che la borghesia impone con i suoi media e i suoi organi di propagandi che riduce il dibattito sul “chi votare”. Chi si illude di cambiare l’Europa votando questa o quella lista è fuori strada. Il Parlamento Europeo, infatti, non decide praticamente nulla rispetto alla composizione e alla linea della CE e della BCE.

Le istituzioni della UE non sono nate dalle elezioni e dal Parlamento Europeo. Sono le istituzioni dell’UE che hanno creato il Parlamento Europeo e le elezioni, al loro servizio. Ancora oggi l’esito delle elezioni europee non si ripercuote immediatamente neanche sulla composizione della CE e della BCE e tantomeno sulla loro linea d’azione.

Quello che occorre è innanzitutto mobilitarsi e organizzarsi:

contro chiusura e delocalizzazione delle aziende italiane e la loro vendita ai gruppi multinazionali, per mantenerle aperte e in funzione in Italia (attuazione degli articoli 41, 42 e 43 della Costituzione), per nazionalizzare le aziende come Alitalia, FCA, TIM, ecc. Non c’è sovranità nazionale né benessere popolare né sicurezza personale senza direzione delle autorità italiane e dei lavoratori sulle attività economiche che si svolgono in Italia;

contro la UE e le sue istituzioni (debito pubblico, patti di stabilità, pareggio di bilancio in Costituzione, assegnazione di quote di produzione in campo agricolo e industriale, ecc.);

contro la NATO (basi e installazioni militari, partecipazione a missioni di guerra, partecipazione alle sanzioni economiche contro altri paesi, ecc.);

contro il Vaticano (abolizione dei Patti Lateranensi e dei privilegi della Chiesa Cattolica rispetto alle altre organizzazioni e associazioni religiose).

C’è bisogno di una nuova liberazione nazionale contro gli occupanti del nostro paese: banchieri, speculatori, capitalisti, potenze straniere (USA e loro breccio armato, la NATO), Vaticano. Ognuno può e deve dare il suo contributo per costruire e far costruire organizzazioni operaie e popolari, collegarsi con altri organismi e movimenti popolari, portare ovunque arriva la parola d’ordine di “organizzarsi, coordinarsi, ribellarsi, costituire il Governo di Blocco Popolare che ha al centro del suo programma un lavoro utile e dignitoso per tutti!

[1] Un esempio significativo è il Trattato di Maastricht che prevedeva entro il ‘96 la costituzione della Banca Centrale Europea, entro il ’99 l’adozione di una moneta unica europea e a seguire lo sviluppo di una politica estera e un sistema militare e di polizia comuni.

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