Con il Comunicato CC 7/2019 del 5 aprile il (n)PCI presenta il nuovo numero di LaVoce, che quest’anno festeggia il suo ventennale. Il primo numero, LaVoce01, venne pubblicato nel marzo del 1999 affrontando e dando risposta a questioni ancora attuali nel dibattito per la rinascita del movimento comunista: quale è la strategia che i comunisti si danno per instaurare il socialismo e, alla luce di questa strategia, quale partito devono costruire? Nel corso degli anni La Voce del (n)PCI ha continuato la sua pubblicazione dalla clandestinità e il P. CARC si è sempre fatto promotore della sua diffusione, per la promozione del dibattito ideologico e politico e per rafforzare la rinascita del movimento comunista. Pertanto, anche il numero 61 de La Voce potete trovarla presso le sezioni del P. CARC. Contattate la sezione più vicina a voi, oppure il Centro Nazionale, per acquistarla o scaricala qui

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Comunicato CC 7/2019 – 5 aprile 2019

[Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]

La Voce 61 del (nuovo)Partito comunista italiano e il suo supplemento Gramsci e la crisi generale del capitalismo sono disponibili sul sito www.nuovopci.it!

I comunisti non sono gli spettatori, i commentatori e i critici di quello che fa la classe dominante e di quello che avviene: i comunisti sono i costruttori del futuro!

Usiamo gli insegnamenti tratti dall’esperienza dell’Internazionale Comunista e del Biennio Rosso, di cui quest’anno ricorre il centenario, per condurre fino alla vittoria la rivoluzione socialista in corso nel nostro paese!

Tessere, tessere, tessere e ancora tessere il nuovo potere delle masse popolari organizzate: costruire Comitati di Partito clandestini in ogni azienda, scuola, quartiere e paese; promuovere la nascita di organizzazioni operaie e popolari in tutte le aziende capitaliste e pubbliche, in tutti i quartieri e i paesi per mobilitare le ampie masse popolari a imparare, tappa dopo tappa, a prendere in mano le redini dell’Italia!

I comunisti non sono gli spettatori, i commentatori e i critici di quello che fa la classe dominante: i comunisti sono i costruttori del futuro. I comunisti non sono coloro che predicano la rivoluzione socialista e il comunismo alle masse popolari, che “credono” nel comunismo e aspettano che “prima o poi” scoppi la rivoluzione. I comunisti operano nelle condizioni concrete e costruiscono il nuovo potere delle masse popolari organizzate (il partito comunista e le organizzazioni operaie e popolari da esso promosse, da esso orientate o comunque in qualche modo ad esso connesse) fino a che il nuovo potere arriva, tappa dopo tappa, battaglia dopo battaglia, a soppiantare il vecchio potere, il potere della borghesia imperialista e del Vaticano.

I comunisti non sono quelli che si lamentano che “le masse popolari in Italia sono poco combattive” e che “aspettano che la coscienza delle masse cresca” per fare la rivoluzione. I comunisti guidano le masse popolari, a partire da come sono e le fanno partecipare praticamente alla rivoluzione socialista che essi promuovono. Le masse popolari diventano sempre più combattive man mano che sperimentano che il Partito comunista le dirige in modo giusto: le dirige in modo che la loro forza cresce ed esse strappano alla borghesia e al Vaticano una posizione dopo l’altra. Anche la Resistenza ci ha insegnato questo. Solo attraverso questa partecipazione pratica alla lotta di classe sotto la direzione dei comunisti, le masse trasformeranno anche le loro idee e la loro psicologia: i comunisti raccolgono ed educano gli elementi più avanzati, mentre per le larghe masse la trasformazione delle idee è il risultato della rivoluzione socialista, non il suo punto di partenza.

I comunisti non sono contro o a favore del governo M5S-Lega. La costituzione del governo M5S-Lega ha rotto la continuità dei governi delle Larghe Intese che per quarant’anni hanno eliminato le conquiste che le masse popolari avevano strappato nei decenni precedenti, quando il movimento comunista nel mondo era forte. I comunisti usano a favore della rivoluzione socialista in corso nel nostro paese le contraddizioni che l’azione del governo M5S-Lega produce nel campo nemico e, soprattutto, la mobilitazione delle masse popolari che anch’esso suscita attraversole sue misure (sia quelle favorevoli alle masse popolari che si scontrano con il sabotaggio da parte delle Larghe Intese che quelle reazionarie che proseguono il programma delle Larghe Intese) e attraverso l’azione dei suoi avversari e concorrenti (PD e sindacati di regime) che per “recuperare terreno” mobilitano le masse popolari… contro le misure che essi stessi per quarant’anni hanno promosso o avvallato.

La mobilitazione delle masse popolari, anche quella suscitata dai nostri avversari e perfino dalla stessa borghesia e dal suo clero, è uno dei terreni in cui i comunisti intervengono a promuovere l’organizzazione della classe operaia e del resto delle masse popolari e a creare organizzazioni operaie nelle aziende capitaliste e organizzazioni popolari nelle aziende pubbliche: questa è la parte decisiva del nostro lavoro. Le organizzazioni operaie e popolari sono infatti gli embrioni dei futuri soviet (consigli) e solo attraverso di essi è possibile condurre vittoriosamente la rivoluzione socialista, instaurare il socialismo e avanzare verso il comunismo.

La difesa del marxismo dai suoi detrattori e nemici, la propaganda del socialismo, la difesa dell’esperienza della prima ondata della rivoluzione proletaria (1917-1976) suscitata dalla Rivoluzione d’Ottobre e la celebrazione delle sue conquiste sono attività fondamentali per la rinascita del movimento comunista nel nostro paese. Queste attività, però, senza intervento nella classe operaia e nei lavoratori delle aziende pubbliche, senza l’azione tesa a creare gli embrioni dei futuri soviet (consigli), portano all’attendismo, ad aspettare l’“ora x” che da sola non arriva mai e prima o poi senza il nostro intervento porterebbero alla demoralizzazione e lascerebbero la porta aperta alla mobilitazione reazionaria. La propaganda del socialismo deve essere strettamente e costantemente legata al lavoro, paziente, multiforme e creativo, di mobilitazione e organizzazione della classe operaia e del resto delle masse popolari!

Le masse popolari possono fare la rivoluzione socialista, la borghesia stessa con il grande sviluppo delle forze produttive ha creato le premesse necessarie della rivoluzione socialista: la possibilità e la necessità di superare la divisione dell’umanità in classi sociali di sfruttati e sfruttatori, di oppressi e oppressori; ma la fanno solo se i comunisti le guidano a farla. Da quando l’umanità si è divisa in classi, la classe dominante esclude la massa della popolazione dalle attività di organizzazione e di direzione, le impone l’ideologia che essa elabora per la massa sfruttata e oppressa a giustificazione dello sfruttamento e dell’oppressione, cerca di corrompere o reprimere quelli che sfuggono a questa condizione che impone alla massa della popolazione. La borghesia imperialista ha portato al massimo sviluppo questo ruolo delle classi dominanti, con il sistema di controrivoluzione preventiva. I comunisti devono far leva sulla ribellione che lo sfruttamento e l’oppressione inevitabilmente producono tra le masse popolari, sulla resistenza che il procedere della crisi del capitalismo suscita nelle masse popolari, per organizzarle e guidarle a partecipare praticamente alla rivoluzione socialista: i comunisti sono la classe dirigente della rivoluzione socialista e non semplicemente elementi delle masse popolari più generosi, attivi, altruisti (solidali), istruiti degli altri, elementi che con la loro azione danno il buon esempio.

Il compito dei comunisti, il nostro compito, è intervenire nelle masse popolari, trasformarci (in una costante dialettica tra teoria e pratica) e imparare a guidarle, partendo da come esse sono concretamente e non da come vorremmo che fossero né da come possono diventare e diventeranno.

La rivoluzione in Europa non può essere altro che l’esplosione della lotta di massa di tutti gli oppressi e di tutti i malcontenti. Una parte della piccola borghesia e degli operai arretrati vi parteciperanno inevitabilmente – senza una tale partecipazione non è possibile una lotta di massa, non è possibile nessuna rivoluzione – e porteranno nel movimento, non meno inevitabilmente, i loro pregiudizi, le loro fantasie reazionarie, le loro debolezze e i loro errori. Ma oggettivamente essi attaccheranno il capitale. L’avanguardia cosciente della rivoluzione, il proletariato avanzato, esprimendo questa verità oggettiva della lotta di massa varia e disparata, variopinta ed esteriormente frazionata, potrà unificarla e dirigerla, conquistare il potere, prendere le banche, espropriare i trust odiati da tutti (benché per ragioni diverse!) e attuare altre misure dittatoriali che condurranno, in fin dei conti, all’abbattimento della borghesia e alla vittoria del socialismo, il quale si epurerà dalle scorie piccolo-borghesi tutt’altro che di colpo” (V.I. Lenin, Risultato della discussione sull’autodecisione, in Opere complete vol. 22).

Queste parole scritte da Lenin del 1916 per i comunisti europei, sono più attuali che mai e costituiscono oggi un campo di lotta ideologica tra noi membri del (nuovo)PCI e

1. i comunisti dogmatici tipo Partito Comunista di Marco Rizzo, Piattaforma Comunista e altri simili aggregati,

2. le persone di buona volontà e aspiranti comunisti che non hanno ancora una concezione scientifica del mondo (Potere al popolo è una esemplare aggregazione di persone di questo genere),

3. la sinistra borghese di vecchio tipo (derivata dalla putrefazione e disgregazione dei revisioni moderni di Palmiro Togliatti ed Enrico Berlinguer).

Tutti e tre questi aggregati attaccano le masse popolari perché hanno votato M5S e Lega e attendono che le masse popolari “cambino idea”, “si riprendano dallo sbandamento”, ecc. anziché trasformare la propria concezione del mondo e attività e rendersi così capaci di guidarle passo dopo passo a fare la rivoluzione socialista, orientarle in questo senso e contemporaneamente educare e reclutare gli elementi avanzati che via via emergono.

Questo è l’orientamento su cui è strutturata La Voce 61 del (nuovo)Partito comunista italiano, disponibile sul sito www.nuovopci.it. Intorno a questo asse, sono articolate le tre rubriche che compongono il numero.

1. Applicazione della scienza comunista (pagg. 2-30): analisi e linea di intervento nel contesto nazionale e internazionale, con particolare attenzione all’analisi dell’attività del governo M5S-Lega e all’azione che i comunisti devono svolgere nel prossimo periodo per usare a favore della rivoluzione socialista in corso nel nostro paese i sommovimenti e gli appigli prodotti dall’azione del governo. A quelli che vogliono comprendere il piano che ci guida, consigliamo in particolare lo studio dell’ editoriale.

2. Scienza comunista (pagg. 31-42): scienza delle attività con le quali gli uomini fanno la storia. La rubrica è dedicata al bilancio dell’Internazionale Comunista e del Biennio Rosso. Una particolare attenzione è stata posta agli errori commessi dall’Internazionale Comunista nel campo dell’analisi della crisi generale del capitalismo: l’insuccesso dell’IC nell’instaurare il socialismo nei paesi imperialisti è la prova dell’importanza che ha per i comunisti l’analisi scientifica del corso delle cose (Le origini e la natura della crisi generale del capitalismo). Il tema è ulteriormente approfondito in Gramsci e la crisi generale del capitalismo, supplemento di La Voce 61, anch’esso disponibile sul nostro sito. Prescindere oggi dall’analisi scientifica della situazione, accettare le tesi della sinistra borghese che “la situazione è complessa”, che “la situazione è incomprensibile e indecifrabile”, che “non sappiamo che cosa succederà”, ecc. porta alla disfatta. Alla luce del materialismo dialettico la realtà è conoscibile senza limiti. I comunisti sono coloro che hanno la comprensione più avanzata delle condizioni, forme e risultati della lotta di classe: possono e devono raggiungere una comprensione avanzata quanto ne hanno bisogno per svolgere il loro compito. In questa rubrica pubblichiamo anche un articolo sulla conferenza dell’Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai d’Europa tenuta a Istanbul il 16 e 17 febbraio 2019 (Centenario della fondazione dell’Internazionale Comunista e del Biennio Rosso) e un articolo per lo sviluppo del dibattito ideologico con il Partito Comunista di Marco Rizzo (La lotta tra le due linee nel Partito è un mezzo indispensabile per elaborare la linea giusta): in esso analizziamo la relazione presentata dal Partito Comunista alla conferenza di Istanbul.

3. Consolidamento e rafforzamento del Partito (pagg. 42-70): nella rubrica mostriamo, anche attraverso lettere e contributi alla rivista giunti da membri e candidati del Partito, il lavoro che il (n)PCI sta svolgendo nel quadro del secondo piano di “consolidamento e rafforzamento del (n)PCI”, per “darsi i mezzi della propria politica”. La rubrica si articola in lavoro esterno (esperienze-tipo di intervento dei Comitati di Partito nelle aziende capitaliste, reclutamento di nuovi membri) e in lavoro interno (rafforzamento del Centro del Partito, esperienze dirette di Riforma Intellettuale e Morale dei membri e candidati del Partito, contributi di compagne sulla lotta per emanciparsi dalla doppia oppressione e diventare dirigenti comuniste).

Contribuisci a far conoscere il (nuovo)Partito comunista italiano nella tua zona: stampa e affiggi la locandina del Partito sull’Internazionale Comunista, facendo attenzione a non essere individuato dalla polizia politica. La propaganda dell’esistenza del Partito clandestino infonde fiducia nella classe operaia e nel resto delle masse popolari e incute timore nel nemico!

Mettiti in contatto con il Centro del Partito (usando il programma di criptazione PGP e il programma per la navigazione anonima TORe cimentati sotto la sua guida nella costruzione di un Comitato di Partito clandestino nella tua azienda, scuola o zona!

Osare lottare, osare vincere!

Avanziamo con scienza, coscienza e tenacia nella rivoluzione socialista in corso nel nostro paese!

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