Da alcuni giorni gli operai della Tintoria di D.L. di Prato iscritti al sindacato SI Cobas sono in sciopero permanente e stanno presidiando l’ingresso dell’azienda. Le condizioni di lavoro che denunciano e a cui sono costretti vedono turni di lavoro di 12/14 ore sette giorni su sette. Gli operai si trovano sotto ricatto costante, costretti a restituire al padrone il TFR ogni volta che il contratto scade, per poter essere riassunti. Questi sono solo alcuni aspetti del rapporto lavorativo in cui sono costretti e non è niente di nuovo per la città di Prato, che ormai da anni vede situazioni simili uscire allo scoperto.

Al momento il presidio ha portato ad aprire il tavolo della trattativa con l’azienda, fissato per mercoledì, ma allo stesso tempo ha portato anche all’identificazione degli operai da parte delle forze dell’ordine e a probabili denunce a carico di questi. Gli operai (per la totalità immigrati ma all’interno della fabbrica lavorano anche italiani) stanno lottando per difendere la propria dignità e i propri diritti e per far sì che la legge italiana venga applicata. Eppure si trovano perseguitati proprio dalla legge italiana e da chi sbandiera tanto i “valori” italiani. Alla luce del Decreto Sicurezza, infatti, gli operai vengono identificati, minacciati di conseguenze legali e rischiano addirittura la prigione. Dietro il paravento della “lotta all’immigrazione” e al razzismo di stato, la Lega alimenta di fatto la repressione della classe operaia, dei poveri in generale e delle masse popolari tutte.

La vera “insicurezza” in città è quella che porta i lavoratori a morire o a ferirsi ogni giorno sul lavoro per non vedersi riconoscere diritti (oltre a non trovare più una sanità che li cura), quella che li affama, che li relega ai margini e che pesca all’interno di queste classi per reclutare nei propri affari e traffici, quella che smantella ogni diritto che la prima ondata della rivoluzione proletaria aveva conquistato.

Operai italiani e immigrati che lottano perché la legge italiana venga applicata e perché non ci sia spazio per speculazione e schiavismo, questa è la sicurezza e l’integrazione di cui hanno bisogno l’Italia e Prato!

A meno di due settimane dalla straordinaria prova di antifascismo che la città di Prato ha dato e che ha visto mobilitarsi le forze progressiste, le istituzione i partiti i movimenti e le associazioni per ribadire che il fascismo non ha spazio, e in vista del 25 aprile, quelle stesse forze oggi sono chiamate a contrastare le prove di fascismo nella pratica. Contrastarle togliendo il torbo in cui il fascismo sguazza e pesca e, quindi, prima di tutto applicando e facendo applicare le parti progressiste della nostra Costituzione, per mettere al centro una lavoro utile e dignitoso per tutti!

Per la vera lotta al degrado, per la vera sicurezza nella città facciamo appello:

ai candidati al governo di Prato, e in primis a chi adesso è al governo della città, che proclamano e promettono ogni giorno la sicurezza della città, perché facciano ora quello che promettono di voler fare dopo le elezioni e usino il loro ruolo non per aumentare il controllo e la repressione, ma per imporre l’applicazione della legge e della Costituzione, a partire da oggi e da questi lavoratori e per tutto il distretto!

Al candidato sindaco della Lega, che nella sua adesione alla manifestazione No Aero Si Parco del 30 marzo ha dichiarato che la difesa del lavoro utile e dignitoso rientra nel piano di salvaguardia e di sicurezza della città, perché attui da subito quello che ha detto e si muova in prima persona per questi lavoratori.

A tutte quelle forze che hanno costruito e preso parte alla Prato Antifascista e che ogni giorno si impegnano per far sì che le prove di fascismo non abbiano spazio; a quelle che denunciano le malefatte del governo M5S e Lega e che ne denunciano le leggi più reazionarie, come il Decreto Sicurezza, che usino i loro ruoli e i loro poteri perché non venga applicato.

A tutti gli elettori e i sostenitori del governo M5S- Lega si mobilitino per costringere il governo ad attuare le misure progressiste che ha promesso, attuandole già dal basso e subito, e si oppongano alle misure ingiuste. Il M5S e la Lega sono al governo perché lavoratori, operai e studenti gli hanno affidato un mandato perché facessero i loro interessi e non perché li perseguitassero e reprimessero.

A tutti gli studenti, gli operai e le masse popolari pratesi perché diano solidarietà ai lavoratori della DL e si leghino alla loro mobilitazione andando a rafforzare il fronte che applica dal basso le misure immediate e necessarie per fronteggiare la crisi e per riprendere in mano il proprio futuro.

Invitiamo tutti a usare i propri ruoli e poteri per prendere provvedimenti che attuino nella pratica il diritto al lavoro utile e dignitoso; a prendere posizione pubblicamente attraverso dichiarazioni (testi, video ecc. ) e foto; a portare la loro solidarietà ai lavoratori partecipando in prima persona al presidio in via Gestri n.4 (dalle 11.00 alle 22.00).

 

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