Trasmettiamo di seguito l’intervista che i compagni della Federazione Campania del P. CARC hanno fatto al coordinamento dei collettivi flegrei, realtà che ha tra i suoi obiettivi la mobilitazione degli studenti e dei giovani delle masse popolari.

Buona lettura

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Anzitutto vogliamo chiedervi dell’iniziativa che avete fatto insieme all’associazione “Retake” che rappresenta a nostro avviso un esempio importante di come un’Organizzazione Giovanile può assumere un ruolo attivo nella lotta di classe “uscendo” dalla scuola, coordinandosi con altre realtà attive sul suo territorio e agendo direttamente (in questo caso ripulendo l’oasi del Cerlone). Come è nata l’idea di partecipare a quest’iniziativa?

L’iniziativa è partita a seguito della settimana dello studente promossa dal collettivo studentesco dell’istituto “Labriola”. Tra le attività didattiche che abbiamo realizzato in collaborazione con alcuni docenti c’era un corso sull’educazione ambientale, durante il quale il docente ci ha spinti a ragionare su come mettere in pratica quanto era venuto fuori dal corso. A quel punto, appena abbiamo saputo quasi per caso che l’associazione “Retake”, che appunto si occupa di riqualificazione ambientale nel territorio flegreo, avrebbe svolto quest’intervento di pulizia dell’oasi, abbiamo deciso di sostenerlo. Alcuni ragazzi del coordinamento hanno partecipato all’iniziativa e, in seguito, si sono mantenuti in contatto con l’associazione.

Sicuramente in seguito parteciperemo ad altre loro iniziative anche se gli ambiti esterni alla scuola in cui interveniamo sono tanti.

Ecco, quali sono le altre realtà con cui vi relazionate fuori dalle scuole?

Anzitutto abbiamo rapporti con il Laboratorio Politico ISKRA cui molti di noi appartengono. Inoltre partecipiamo spesso alle attività di “Bagnoli Libera”, alle iniziative relative alla riqualificazione dell’ex area NATO di Bagnoli e abbiamo fatto diverse iniziative con la squadra di calcio popolare “Lokomotiv flegrea”.

Insomma, cerchiamo di essere partecipi di tutte le principali vertenze riguardanti il nostro territorio, di avere uno sguardo che va al di là di quanto succede nella scuola e, in definitiva, di sviluppare la coscienza politica degli studenti anche se ci rendiamo conto che non è semplice, visto il clima di sfiducia e disinteresse che serpeggia in particolare tra i giovani in questa fase.

Perché un collettivo sia adeguatamente autorevole è necessario combinare l’attività di coordinamento con altri organismi (“uscire dalla scuola”) con quella per affrontare e risolvere tramite il protagonismo degli studenti i problemi specifici della scuola (“occuparsi della scuola”). Quali sono le iniziative e le attività che promuovete all’interno delle scuole

Il coordinamento è attivo soprattutto nella realizzazione di iniziative culturali atte a sensibilizzare gli studenti su tematiche specifiche e a promuovere una didattica non meramente nozionistica ma che serva a comprendere come va il mondo.

L’esempio più significativo in tal senso è quello dell’ultima settimana dello studente realizzata all’interno dell’istituto “Labriola”.

Per organizzare le iniziative abbiamo predisposto un questionario rivolto a tutti gli studenti, in modo da stimolare le loro idee e da avere un quadro più chiaro delle loro esigenze. Sono venuti fuori quattro filoni sui quali abbiamo impostato i corsi:

  1. Il filone attualità, in cui abbiamo trattato della situazione politica, e in particolare dell’avanzata delle forze populiste, dei paralleli tra il ’68, il movimento dei “gilet gialli” e le prospettive del movimento studentesco e della situazione delle carceri (a tal proposito abbiamo anche invitato Pietro Ioja)
  2. Il filone ambientale, in cui abbiamo affrontato questioni relative all’inquinamento dell’acqua, della terra (con particolare riferimento alle Grandi Opere come TAP e TAV e alle aziende inquinanti come l’ILVA che peraltro abbiamo visto direttamente incontrando gli operai di Taranto) e dell’aria. Da questo corso è venuta fuori, appunto, l’iniziativa svolta con “Retake”
  3. Il cineforum, piuttosto libero, in cui abbiamo trattato tematiche non affrontate negli altri corsi e, in particolare, la condizione di sfiducia nel futuro che caratterizza i giovani (che, ad esempio, ci ha spinto a rivedere “Ricomincio da tre”)
  4. Il filone “storia di Napoli” con cui abbiamo cercato di far sensibilizzare i ragazzi su aspetti poco conosciuti della storia della nostra città, della sua arte e della sua cultura.

Inoltre abbiamo svolto diverse iniziative su antirazzismo, antifascismo, repressione e situazione delle carceri che hanno visto anche la partecipazione di esperti e di realtà autorevoli come l’associazione “Davide Bifolco”.

 

Infine, una domanda sulla situazione politica attuale. Con il voto del 4 marzo le masse popolari italiane hanno manifestato la loro rabbia e la loro insoddisfazione verso le forze politiche che hanno governato il Paese negli ultimi quarant’anni. Il governo M5S – Lega ha spezzato la successione dei governi delle Larghe Intese e ha insediato un governo retto da due forze che, seppure in maniera diversa, si sono presentate in opposizione ai vecchi partiti di governo, promettendo di rompere con il programma di liquidazione dei diritti portato avanti dal “centro – destra” e dal “centro – sinistra” (abolizione del Job’s act, della “Buona Scuola”, della legge Fornero, NO alle grandi opere, reddito di cittadinanza, ecc.) pur senza rompere effettivamente con i poteri forti.

Qual è la vostra analisi su questa situazione, sugli appigli che offre e sulle contraddizioni che apre (e che si acuiscono sempre di più come, ad esempio, dimostra la rapida successione delle mobilitazioni studentesche)?

Noi siamo chiaramente all’opposizione di questo governo che, a nostro avviso, mostra sempre di più la scarsa credibilità delle sue promesse (si vedano, in particolare, le vicende TAP e ILVA, ma anche gli arretramenti su Reddito di cittadinanza e “Quota 100” che rischiano di essere armi a doppio taglio) e il suo volto di destra, incarnato dalla Lega ad oggi certamente più credibili del M5S che invece ha ceduto su molte battaglie che pure si era intestato mutuandole dalla sinistra e dai movimenti.

Certo, riconosciamo e giudichiamo positivamente il fatto che si sia rotta la successione dei governi di Larghe Intese e che si sia manifestata chiaramente la rabbia e l’insoddisfazione delle masse popolari, ma vediamo anche come tutto questo si traduca in un rancore e in un’insoddisfazione verso la politica che conduce a conclusioni facili e spinge a prendersela con i più deboli come i migranti o gli studenti (basti pensare al programma “scuole sicure” e al fatto che in una delle scuole in cui interveniamo ci siamo trovati improvvisamente davanti a due blitz della polizia, intervenuta con unità cinofile).            

Di sicuro, a nostro avviso, questa situazione, e in particolare la politica apertamente reazionaria e razzista promossa da Salvini, porta ad una radicalizzazione dello scontro sociale e questo può aprire senz’altro nuove contraddizioni spingendo le masse, anche quelle studentesche, ad alzare il livello della mobilitazione.

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