Nelle prime ore del 21 gennaio un piccolo gruppo di assalitori, legato a un comando di zona della Guardia Nazionale Bolivariana, ha preso d’assalto una sede del distaccamento per la sicurezza urbana nel Municipio Sucre. In quell’occasione gli assalitori hanno sottratto armi da guerra e sequestrato quattro ufficiali di quel distaccamento. Gli attentatori sono stati catturati poi in una sede dell’unità speciale di sicurezza a Cotiza, dove si sono diretti per un’altra azione ma hanno trovato una ferma resistenza da parte di ufficiali e soldati che lì erano alloggiati. A seguito dell’arresto sono state recuperate le armi rubate e gli assalitori saranno processati e condannati secondo la legge venezuelana.

A seguito del tentativo di aggressione alle istituzioni bolivariane, la Forza Armata Nazionale Bolivariana (FANB) ha diffuso un comunicato in cui ha indicato l’azione come frutto di una manovra di gruppi di destra tesi a destabilizzare il paese e affermato con forza che tutte le unità operative delle FANB, i suoi uffici e le istituzioni educative, operano sotto il pieno controllo e la fedeltà alla Costituzione e alla Repubblica.

Nel frattempo, il 23 gennaio, il leader dell’opposizione Juan Guaidò si è autoproclamato presidente del Venezuela, in un tentativo di delegittimazione del governo bolivariano guidato dal presidente Maduro. Questa vile provocazione è stata contrastata dal Tribunale supremo e dallo stesso presidente Maduro, il quale in un suo discorso davanti a centinaia di migliaia di venezuelani ha annunciato di aver rotto le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti dando 72 ore di tempo al personale diplomatico per abbandonare il paese, quali mandanti delle provocazioni e dei tentativi di destabilizzazione interni del paese.

Sono anni che la comunità internazionale dei gruppi imperialisti americani, europei e sionisti cerca di affossare il governo Maduro e il movimento bolivariano: sabotaggi, campagne diffamatorie, attività eversive, disordine sociale, un colpo di Stato strisciante, ma sempre più aperto. L’obiettivo di imperialisti e controrivoluzionari è quello di eliminare il Presidente Nicolas Maduro e il suo governo, soffocare le organizzazioni popolari chaviste e installare un governo sottomesso alla comunità internazionale. L’obiettivo è quello di creare nel Paese un clima di caos, di insicurezza, di paura rendendo precari il rifornimento di beni e la prestazione di servizi essenziali, diffondendo nel Paese attività violente e criminali, ampliando la corruzione, alimentando in ogni modo la sfiducia nella capacità del governo di venire a capo dei problemi della popolazione e di difendere le conquiste realizzate.

È questo il modo con il quale controrivoluzionari e imperialisti provano a destabilizzare il Paese. Provano a creare il clima adatto a un intervento militare, sia dall’interno che dall’esterno del paese. In questo clima la cacciata dei corpi diplomatici statunitensi è un passo importante sulla strada della sovranità del popolo venezuelano e di contrasto alle scorrerie e alle intimidazioni che i gruppi imperialisti portano avanti in tutto il mondo.

Noi comunisti italiani, il Partito dei CARC, organizzazione che aderisce alla Carovana del (nuovo) Partito comunista Italiano, esprimiamo la nostra massima solidarietà al governo Maduro, con il quale lavoriamo da anni, in particolare tramite il Consolato Generale de la Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli, e sosteniamo i compagni venezuelani nel loro processo rivoluzionario per trasformare il loro Paese e guidare le masse popolari venezuelane a prendere il potere e sconfiggere definitivamente le vecchie classi dominanti e la comunità internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti.

Esprimiamo la nostra solidarietà nel modo più alto che esiste per farlo: costruire giorno dopo giorno la rivoluzione socialista nel nostro paese. È questo il maggiore contributo che possiamo dare alla lotta delle masse popolari venezuelane e alla rinascita del movimento comunista in Venezuela e nel mondo.

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