Il caso del crollo di una palazzina a Rescaldina, cittadina alle porte di Milano, ha infiammato le cronache degli scorsi giorni. I Vigili del Fuoco intervenuti sul posto sentenziano che, solo per un caso fortuito, il crollo (avvenuto a causa di una fuga di gas) non ha causato la morte degli abitanti, ora estratti dalle macerie e portati negli ospedali delle vicinanze.

Gli episodi come questo sono dimostrazione pratica della guerra di sterminio non dichiarata che la borghesia conduce contro le masse popolari del nostro paese.

“Siete esagerati!”, niente affatto! Episodi similari diventano sempre più frequenti (ad esempio, il 14 gennaio di quest’anno a Sesto San Giovanni) e più che incidenti dovuti a fatalità sono conseguenza diretta dell’incuria e del degrado in cui le istituzioni, che dovrebbero occuparsi della tutela e della salvaguardia del territorio, lasciano i quartieri popolari e le periferie in favore di lidi più appetibili alla loro fame di profitti.

A Milano, così come in tutto il paese, il degrado e l’abbandono da parte della classe dominante impera soprattutto nei quartieri periferici e nell’hinterland e fa il paio con la disoccupazione, la precarietà e l’attacco dai governi di centro-destra e centro-sinistra alle conquiste di civiltà e benessere conquistate con la Resistenza antifascista e le lotte operaie degli anni ‘60 e ‘70.

L’episodio di Rescaldina dimostra due cose importanti che vogliamo mettere in luce:

  1. In primo luogo che la messa a norma e la messa in sicurezza in questo caso degli edifici (ma vale per tanti ambiti della società), anche se “privati” è cosa che in realtà riguarda la sfera pubblica della società e deve essere materia su cui le istituzioni pubbliche devono intervenire e possono intervenire (è una questione di volontà politica!),
  2. In secondo luogo che se le istituzioni non intervengono sulle situazioni di degrado è giusto e legittimo anche se illegale che i cittadini si organizzino per fare fronte alle inadempienze delle istituzioni che non vogliono mettere al centro del loro operato i bisogni e le necessità dei lavoratori e delle masse popolari.

Giulio P.

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Crolla palazzina di due piani a Rescaldina: tra i feriti gravi anche due bambini

E’ stata una fuga di gas. Non ci sono vittime: un’intera famiglia (padre, madre e due bimbi) ricoverata in prognosi riservata

di ILARIA CARRA

31 marzo 2018

L’allarme è scattato poco dopo le 7 e 30 di questa mattina, con le prime chiamate ai vigili del fuoco per un “crollo in seguito a un’esplosione dopo un fortissimo boato”. A crollare una palazzina di due piani in via Baracca a Rescaldina, alle porte di Milano. Sul posto è subito intervenuta una squadra Usar (Urban search and rescue) dei vigili del fuoco, specializzata nei soccorsi sotto le macerie. La procura di Busto Arsizio ha aperto un fascicolo per crollo colposo.

Rescaldina: “C’è qualcuno?”, i Vigili del Fuoco alla ricerca di superstiti nella palazzina crollata

Due i nuclei familiari coinvolti: in tutto le persone rimaste inizialmente intrappolate sono 9. I soccorritori sono riusciti a estrarre dalle macerie della palazzina, semidistrutta, quattro persone. Le altre cinque sono riuscite ad uscire da sole. Tra i feriti due adulti e due bambini sono stati portati, in codice verde, all’ospedale di Busto Arsizio, in provincia di Varese. Altri due bambini, uno di 9 e uno di 6 anni, ustionati al volto, sono all’ospedale di Legnano, nel Milanese: entrambi intubati, il primo è stato portato al centro grandi ustionati del Niguarda, a Milano, il secondo a Torino con l’elisoccorso. Hanno ustioni sul 30 e 40% del corpo. Il più grave è è il padre: un uomo di 45 anni, ricoverato in terapia intensiva al Niguarda. E’ in pericolo di vita. Prognosi riservata anche per la madre dei piccoli, 41 anni.
In tutto sul posto sono intervenuti due elicotteri, due mezzi avanzati e altre due equipe sanitarie di supporto, 10 ambulanze. È quasi un miracolo che non ci siano state vittime sotto le macerie, hanno spiegato i vigili del fuoco.

Crolla una palazzina di due piani a Rescaldina: le immagini dei soccorsi

Le verifiche tecniche hanno accertato che l’esplosione si è verificata al piano terra della palazzina per una fuga di gas. Lo hanno comunicato i Vigili del fuoco, arrivati per primi sul posto.  “Sono tutti vivi per fortuna. Ora la priorità è quella di sistemare le persone”. Queste le prime parole a caldo del sindaco di Rescaldina, Michele Cattaneo, dopo il crollo della palazzina. “Le persone coinvolte -ha detto- sono 27 tra cui 4 bimbi. Nove di queste persone sono state ricoverate”. Le persone sfollate, abitanti nei 12 appartamenti della palazzina sono una trentina, accolte dall’oratorio della vicina chiesa.

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