De Magistris dice tolleranza zero. Potere al Popolo a Liberi&Uguali, Movimento 5 Stelle, Lista del Popolo: da che parte state?

Nella mattina di ieri (24 gennaio 2018) gli operai dipendenti dalla Samir, ditta esterna di pulizie dei mezzi di trasporto pubblico di Napoli, hanno riportato la campagna elettorale con i piedi per terra. Bene hanno fatto a bloccare metropolitana e bus per far sentire forte e chiaro che se dei lavoratori restano senza salario, pur avendo lavorato, è un problema serio e da risolvere immediatamente.

Sono gravi le minacce del Sindaco circa la “tolleranza zero” verso la lotta di questi lavoratori, perché la responsabilità del grave disagio dei migliaia che oggi non hanno potuto viaggiare sui mezzi pubblici è proprio sua, del Presidente della Regione e del Ministro Del Rio. Tutti insieme proprio nella giornata di ieri dovevano allegramente andare a fare passerella inaugurando una delle stazioni della nuova linea metropolitana. Se ANM ha 5 milioni di debito con la Samir, la responsabilità è di chi non ha trattato con la dovuta determinazione le falle dell’azienda municipale!

Sono mesi che i lavoratori dell’ANM denunciano le condizioni di lavoro precarie a cui sono costretti pur di garantire il servizio di trasporto pubblico, che denunciano la necessità di superiori unità di personale, che denunciano la contrarietà alla privatizzazione dell’azienda (processo che invece è in atto).

La vicenda è semplice e banale: l’azienda è stata spremuta fino all’osso dai vari consigli di amministrazione a nomina politica nel corso di decenni ed ora si vende, col risultato di aumentare i costi per gli utenti e ridurre ulteriormente il servizio.

Le motivazioni date da questa Amministrazione Comunale sono quelle di tante altre: il governo ha tagliato i fondi, non possiamo fare nulla, abbiamo le mani legate. La questione è invece proprio questa: rompere col governo centrale invece che andare a fare inaugurazioni con Del Rio! Non pagare i debiti con le banche per finanziare il trasporto pubblico dichiarando uno stato di emergenza! Legittimare il controllo popolare dei lavoratori e degli utenti per garantire trasparenza!

De Magistris invece di lamentarsi del governo e soprattutto invece di scagliarsi contro i lavoratori Samir deve allearsi con loro contro il governo centrale, contro il governatori della Regione Campania e i loro uomini imboscati nei consigli di amministrazione delle aziende pubbliche, negli ospedali e in tutte le aziende partecipate della nostra città. Non sono i lavoratori ad aver pignorato 8 milioni di euro dalla casse comunali (per debiti legati al Terremoto dell’Ottanta) ma il governo centrale. De Magistris, quindi, si unisca realmente e sino in fondo con le masse popolari di questa città, indichi questi debiti come odiosi e si rifiuti di pagarli: la tolleranza zero la riservi contro i padroni e il loro governo anziché rivolgerla contro dei lavoratori che lottano giustamente per il proprio salario!

Fare questo implica schierarsi senza se e senza ma dalla parte delle masse popolari di questa città. Non è vero che non si può, la questione è che non si vuole.

Oggi c’è una crepa in più nel quadro della Napoli ribelle, che si oppone, che dà potere al popolo.

Siamo a fianco di questi lavoratori e delle/dei compagne/i dell’USB che li stanno difendendo da questi vili tentativi di criminalizzazione e ci uniamo a loro nel chiedere a quanti oggi si stanno candidando ad entrare in Parlamento da Potere al Popolo a Liberi&Uguali, dal Movimento 5 Stelle alla Lista del Popolo: da che parte state? Questa è una lotta da sostenere o da condannare? Si può criticare il Sindaco pubblicamente o si rischiano troppi voti?

Se oggi, in campagna elettorale, non si prende posizione su una situazione simile, non ci sono grandi speranze per il futuro quando si sarà seduti sugli scranni parlamentari…Sono scene già viste al teatrino della politica borghese!

La narrazione non serve, alle masse popolari servono fatti concreti e servono qui ed ora.

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Da http://napoli.repubblica.it

 

Napoli, città in tilt: fermi bus e metropolitana. Potesta degli addetti alla pulizia

Servizio sospeso su tutte le linee bus e sulla Linea 1 della metropolitana, su tutta la tratta, dalle 6 di stamattina, per otto ore (dalle 6 alle 14). I dipendenti si sono distesi sui binari della stazione di Piscinola, bloccando il traffico. Le stazioni sono rimaste chiuse con evidenti disagi per migliaia di utenti. Stessa tecnica nei depositi dei bus (alle 14 ancora fermi). Sarebbero stati trovati anche dei detriti posizionati sui binari della metropolitana. A Piscinola interviene la polizia, in tenuta antisommossa, per mediare con i lavoratori in sciopero. C’è stata anche una carica e l’Usb denuncia “lavoratori contusi.”

Protesta lavoratori, paralizzato trasporto pubblico a Napoli. Interviene la polizia

I dipendenti della Samir hanno bloccato banchine e depositi e i mezzi non sono usciti. Migliaia di persone per tutta la mattinata sono rimaste in attesa in strada alle fermate e davanti alle stazioni sbarrate, tra rabbia e proteste. “Stateci voi senza stipendi – sbotta Marco Sansone dell’Usb – mi domando, questa crisi provocata da politica e istituzioni in generale, la devono pagare gli operai? Allora ben venga qualsiasi forma di protesta. Non siamo più abituati a vedere i lavoratori protestare, consideriamo normale che a pagare siano sempre i più deboli. Invece stamattina la città è paralizzata e io sono dalla parte dei lavoratori”.

Anm, metro e bus fermi, città in tilt. L’ira dei viaggiatori

I sindacati hanno indetto lo sciopero per il 29 e il 30 gennaio.  L’astensione di stamattina fa saltare la presenza del Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, all’inaugurazione della riqualificazione di largo Pignatelli, alla Riviera di Chiaia, dove tra un anno arriveranno i treni della linea 6 provenienti dalla Mostra d’Oltremare. “Un’azione ingiustificata ed illegittima che ha causato enormi disagi alla città e ai suoi abitanti. Questo – per l’amministrazione comunale – è il folle risultato dell’azione dei dipendenti delle ditte di pulizie che ha bloccato l’uscita stamani dei bus Anm e dei treni della metropolitana”.

“Azione tra l’altro rivendicativa delle spettanze di gennaio (tra l’altro non ancora maturate)”che da Palazzo San Giacomo ritengono “ingiustificata oltre che abnorme”. “Infatti già nella serata di ieri l’azienda di trasporto pubblico aveva attivato la procedura con il giudice del concordato Anm per il pagamento entro fine mese di oltre il 90% degli stipendi salvo il conguaglio che sarebbe arrivato in pochi giorni dopo le certificazioni delle ditte di pulizie” continua la nota de Comune.

Per un “atto di rispetto e sensibilità nei confronti della cittadinanza che è stata duramente colpita da questa scellerata azione” il sindaco de Magistris d’intesa con il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ed il presidente della Regione Vincenzo De Luca ha annullato la partecipazione all’inaugurazione dell’area riqualificata di largo Pignatelli che si è svolta comunque alla presenza dei tecnici e dei rappresentanti di Metropolitana e Ansaldo.

E de Magistris parla di “Un’azione criminale” a cui bisogna rispondere con “tolleranza zero”. “Il Comune è parte lesa. La protesta di oggi non rimarrà priva di conseguenze – promette il sindaco – sotto ogni punto di vista perché è un danno senza precedenti per la città, per i napoletani e per i tanti lavoratori onesti”.

Per l’assessore ai Trasporti, Mario Calabrese: “Sono azioni da codice penale”. “L’aver lasciato senza trasporto pubblico centinaia di migliaia di cittadini- incalza Calabrese –  con il ricorso al blocco notturno del deposito della linea 1, l’occupazione dei binari, il sabotaggio degli stessi con la collocazione di pietre sulle rotaie e con il blocco contemporaneo dei quattro depositi dei bus di Anm, è un’azione organizzata per finalità del tutto lontane e completamente estranee dalle ragioni di una legittima protesta di lavoratori. Che poi si tratti di un’iniziativa spontanea, ovviamente, lo lasciamo al libro delle favole”.

Metropolitana, ha inaugurato la nuova piazza a San Pasquale: “Si chiude un cantiere e torna alla città una delle sue belle piazze. Entro un anno saranno ultimate le stazioni di piazza della Repubblica, Arco Mirelli e appunto San Pasquale. Anche se sappiamo che il servizio della linea uno e sei della metropolitana non è all’altezza dei bisogni della città”. Con lui il vicepresidente di Ansaldo Sts, Roberto Passalacqua.

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