martedì, Luglio 21, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

6 aprile 1945: la Resistenza jugoslava e la liberazione di Sarajevo

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Aprile 6, 2017
in In breve
A A
0
0
SHARES
45
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

 

Il 6 aprile 1945 le truppe dell’Esercito popolare di liberazione iugoslavo (EPLJ), guidate dal maresciallo Tito, liberarono Sarajevo, completando il processo di liberazione della Jugoslavia da soli, senza l’intervento delle forze armate alleate. 

Josip Broz, detto Tito, segretario del Partito comunista, aveva lanciato nel maggio 1941 un proclama che invitava i popoli di Jugoslavia alla resistenza contro l’invasore nazifascista, trovando inizialmente anche l’appoggio dei partigiani filo-monarchici e serbi di Mihailovic (detti “cetnici”) appoggiati da Re Pietro II, del Governo in esilio a Londra e della Gran Bretagna. Nell’estate del 1941 i partigiani di Tito conquistarono momentaneamente gran parte del territorio serbi, ma furono ricacciati in Bosnia dalle truppe tedesche. In Bosnia i gruppi di Tito si riorganizzarono e le formazioni partigiane arrivarono a contare diverse migliaia di combattenti di tutte le nazionalità. 

Inizialmente le forze antifasciste si trovarono concordi nell’opposizione al movimento ultranazionalista croato degli ùstasha che nel 1941 aveva creato lo Stato Indipendente di Croazia con l’appoggio dell’Italia fascista e la benevolenza di Hitler. 

Tra i monarchici del colonnello serbo Mihailovic e i partigiani comunisti di Tito scoppiarono però presto duri scontri, dovuti alla visione pan-serba di Mihailovic e alla collaborazione dei monarchici con italiani e tedeschi e, dopo il 1942, alla partecipazione di unità di cetnici in operazioni condotte dai nazifascisti contro i combattenti titini. 

Nonostante ciò i partigiani riuscirono a liberare un quinto del territorio nazionale e costituirono il Consiglio antifascista di liberazione popolare della Jugoslavia (Avnoj), virtualmente il primo Parlamento del nuovo Stato, mentre l’armistizio del settembre 1943 vide accogliere nelle file dei partigiani iugoslavi interi battaglioni di italiani sbandati. 

Alla fine del novembre 1943 venne costituito il Comitato di Liberazione Nazionale con funzioni di governo provvisorio, che approvò un progetto di Costituzione federale per la futura Jugoslavia, con ampio riconoscimento dei diritti dei vari gruppi etnici. 

La liberazione del paese progredì, fino alla liberazione di Belgrado nell’ottobre 1944, anche con il concorso delle truppe sovietiche. Seguendo l’esempio della Serbia pure le altre previste entità federali formano propri governi sulla base del CLN e le elezioni per la Costituente del novembre 1944 segnarono la vittoria del Fronte nazionale e la liquidazione della monarchia, che venne formalmente dichiarata decaduta dall’Assemblea nazionale. 

Mentre l’esercito popolare conduceva a termine l’ultima vittoriosa offensiva, i Consigli di liberazione della Serbia, della Croazia, della Slovenia e delle altre nazionalità e regioni, costituirono i rispettivi governi federali, e la Jugoslavia si proclamò “democratica e federativa”. 

L’esercito di liberazione nazionale, il più grande schieramento partigiano d’Europa (più di 800.000 combattenti nel 1945), contò 350.000 morti, 400.000 feriti, migliaia di dispersi. Tenendo conto dei morti sotto i bombardamenti e dei civili massacrati dagli ùstasha e dai nazifascisti, le vittime della guerra toccarono la cifra di 1.700.000, oltre il 10% della popolazione: solo l’URSS e la Polonia superarono questa terribile percentuale.

Quella dell’ex Jugoslavia è storia avvincente, di resistenza e di liberazione nazionale. Una storia che oltre al valore eroico delle gesta dei partigiani slavi ci riporta alla storia gloriosa dei primi paesi socialisti e della Prima Ondata della Rivoluzione Proletaria Mondiale, del ruolo del movimento comunista e dell’esempio fondamentale che queste esperienze danno agli oppressi di tutto il mondo: si può vincere! Fondamentale per vincere oggi è armarsi di scienza, coscienza e organizzazione e in particolare dello studio della Concezione Comunista del mondo, che è la scienza con cui le masse popolari scrivono la loro storia. Questo il modo migliore per onorare chi ha dato la vita per la causa della rivoluzione socialista in tutto il mondo.

La Carovana del (nuovo)PCI il bilancio scientifico e approfondito dell’esperienza dei primi paesi socialisti lo ha fatto nel corso dei 30 anni della sua esistenza; è disseminato in un vasto numero di pubblicazioni ed è sintetizzato nel Manifesto Programma del (nuovo)PCI. In virtù di quel bilancio, unico in Italia e in tutti i paesi imperialisti (tanto che lo inseriamo fra i quattro temi principali da discutere nel Movimento Comunista Internazionale), la Carovana ha la ragionevole certezza che, imparando da quella esperienza, i comunisti, gli operai, i lavoratori e le masse popolari italiane possono instaurare il socialismo e fare fronte ai problemi e alle contraddizioni che i comunisti che dirigevano la prima ondata della rivoluzione proletaria mondiale non hanno saputo fronteggiare positivamente e che, in certi casi, nemmeno vedevano. Cioè siamo ragionevolmente certi che il socialismo è possibile, non è un’utopia, che il comunismo è il futuro dell’umanità.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

[Piombino] I lavoratori Aferpi occupano il comune

Next Post

[Bergamo] I saluti a Gianni Maj, operaio comunista

Related Posts

Per Fakir nessuna pace senza giustizia
Federazione Emilia Romagna

Per Fakir nessuna pace senza giustizia

by Sezione di Bologna
Luglio 20, 2026
0

...

Dal dibattito “Gli insegnamenti di Cuba e Venezuela per avanzare nella rivoluzione socialista”
Federazione Toscana

Dal dibattito “Gli insegnamenti di Cuba e Venezuela per avanzare nella rivoluzione socialista”

by Agenzia Stampa Staffetta Rossa
Luglio 20, 2026
0

...

Genova. Un altro mondo è possibile. Con la lotta di classe possiamo costruirlo

Genova. Un altro mondo è possibile. Con la lotta di classe possiamo costruirlo

Luglio 19, 2026
Sicurezza popolare nei quartieri: un esempio dal Quartiere Luzzatti-Ascarelli di Napoli

Sicurezza popolare nei quartieri: un esempio dal Quartiere Luzzatti-Ascarelli di Napoli

Luglio 18, 2026
Il movimento comunista e la lotta alla repressione del governo Meloni

Dalla Seconda sessione del Tavolo Permanente dei Comunisti

Luglio 15, 2026
Sull’iniziativa contro la repressione del 10 luglio in Senato

Sull’iniziativa contro la repressione del 10 luglio in Senato

Luglio 15, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d