mercoledì, Luglio 22, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

[Bergamo] I saluti a Gianni Maj, operaio comunista

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Aprile 7, 2017
in In breve
A A
0
0
SHARES
14
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

 

Una raccolta di saluti in memoria del compagno Gianni Maj, a sottolineare il contributo che ci tramanda e l’esempio che trasmette. Noi lo ricordiamo così:

“Ovviamente nel portare avanti le cose ci voleva anche un po’ di polso. Quando ero coordinatore del Consiglio di Fabbrica, se c’era un problema andavo dal dirigente della fabbrica e dicevo: “là c’è questo problema, se intendete risolverlo va bene, sennò sapete già quello che succede!”. Ancora prima che uscissi io dall’ufficio lo vedevi partire spedito a risolvere la situazione! Eravamo a un punto che gli operai ti seguivano perché credevano in quello che dicevamo. (…) Non pensi che, così come sono nati a quei tempi, anche ora si potrebbe far rinascere degli organismi simili? Certo che si può, anzi si deve, gli operai lo devono fare se vogliono andare avanti in questa situazione! E’ quello che ci vuole per non dovere andare più in TV mascherati per la paura che il padrone ti licenzi. Col CdF stai sicuro che il padrone non schiaccia più nessuno! Nel CdF bisogna assumersi le responsabilità del proprio ruolo, sapere che si ha la forza che ti danno gli altri lavoratori che rappresenti. La forza dei lavoratori veniva dalla consapevolezza delle cose reali che io portavo a loro e loro mi rendevano forte e capace con la forza del loro appoggio. Se gli operai vogliono ancora contare qualcosa devono ricominciare ad organizzare i CdF, non accettare più gente nominata dall’alto come le Commissioni Interne. Le RSU rispondono al sindacato, i CdF rispondevano ai lavoratori, non chiedevamo permesso, il permesso ce lo prendevamo noi e basta. Oggi sembra che le fabbriche siano dei padroni. Un governo serio a un Marchionne che dice “voglio andare via” dovrebbe dire “vattene pure, ma la fabbrica viene statalizzata e data agli operai!”.” da Un esempio di nuove autorità popolari: il consiglio di fabbrica della Philco negli anni ‘70

***

In ricordo di Gianni, mio fratello e compagno. Il saluto di Giuseppe Maj al funerale

Familiari, compagni e amici,

è un evento luttuoso che ci riunisce, approfittiamone quindi per ricordarci che ogni individuo prima o poi muore fisicamente, ma quello che resta è quello che ha fatto nella sua vita. Questo continua a vivere in tutti quelli che direttamente o indirettamente hanno avuto a che fare con la persona che si è spenta.

Se, come nel caso di Gianni, si è spenta una persona che ha dedicato la parte migliore di se stesso e della sua vita alla lotta per il futuro dell’umanità, per aiutare l’umanità a porre fine all’epidemia che l’affligge, al sistema sociale capitalista che abbiamo ereditato dal passato, quello che lui ha fatto resta nel patrimonio dell’umanità.

Io sono uno dei fratelli maggiori di Gianni. Di lui ho conosciuto aspetti che molti di voi non conoscono, neanche i suoi figli. Si può dire che l’ho visto nascere. Mi ricordo nostra madre che nel 1944 lo allattava mentre fascisti e soldati tedeschi perquisivano la nostra casa a Pradella e ho partecipato a molte peripezie della sua vita, agendo io a volte bene e a volte male, perché non abbiamo avuto né io né lui un’educazione accurata. Eravamo vittime dell’oppressione padronale e dell’oscurantismo clericale, della miseria e dell’ignoranza che ne derivano. Ma non starò a raccontare molti singoli episodi che ricordo. Quello che voglio ricordare è l’opera migliore di Gianni, quella che svolse negli anni ‘70, alla Philco. Quando, dopo aver lavorato a Calolziocorte, a Bergamo, in Svizzera e a Milano, entrò a lavorare alla Philco, la fabbrica aveva migliaia di operai ma era una fabbrica politicamente arretrata, con una forte oppressione padronale. Gianni mi raccontò di un’operaia costretta a non abbandonare la linea e la pipì le colava lungo le gambe e per terra. Il sindacato più forte si richiamava all’ideologia fascista, era la CISNAL. Ma mio fratello aveva già solidi legami con il partito comunista marxista-leninista di allora e in pochi mesi, per la sua generosa e intelligente attività e sulla spinta degli avvenimenti in corso in tutto il paese, la Philco divenne la fabbrica faro in tutta la provincia di Bergamo, gli operai della Philco divennero un’autorità pubblica riconosciuta e seguita in tutta la provincia e anche oltre. Furono gli anni migliori della vita di Gianni, quelli in cui mostrò quante potenzialità intellettuali e morali aveva in sé che l’ambiente in cui era cresciuto fino allora non gli aveva fatto sviluppare. Mostrò anche che in date circostanze basta l’opera adeguata di una persona per far esprimere il meglio di sé a migliaia di persone fino allora sottomesse e rassegnate. Sono lezioni prezione per il presente.

Purtroppo noi comunisti allora non eravamo all’altezza degli avvenimenti, non fummo capaci di condurre i lavoratori a vincere e a instaurare il socialismo. Per questo oggi il nostro paese è con il resto del mondo nella situazione disastrosa che credo ognuno di voi conosce. E Gianni personalmente nel giro di alcuni anni pagò duramente le conseguenze della nostra sconfitta a livello generale. Nonostante la resistenza e la solidarietà dei suoi compagni di lavoro, venne licenziato e proprio per quello che era stato molti padroni arroganti si rifiutarono di assumerlo anche quando assumevano altri. Gianni dovette rassegnarsi a lavorare nelle condizioni malsane che con tutta probabilità sono all’origine della malattia che lo ha portato alla morte. Ma come dicevo prima, tutti prima o poi moriamo. Quello che è più importante e che dobbiamor accogliere da Gianni, è la lezione che ognuno di noi ha in sé potenzialità che può dispiegare se partecipa con generosità alla lotta che la parte più avanzata delle masse popolari già combatte per porre fine al catastrofico corso delle cose. Un mondo migliore è possibile, un mondo senza miseria e senza ignoranza, un mondo in cui ogni individuo fin dall’infanzia darà il meglio di sé. Sta a noi costruirlo. Se lo vogliamo, se ci istruiamo, se ci uniamo, nessuno ha la forza per impedircelo.

Questo è il ricordo di Gianni che volevo trasmettervi, anche se le condizioni della mia vita attuale, per il ruolo che svolgo nella costruzione del nuovo Partito Comunista Italiano e nella rivoluzione socialista, mi impediscono di essere qui con voi a condividere i sentimenti e a dare il nostro saluto al fratello e compagno che ci ha lasciato.

Gianni continuerà a vivere con chi farà tesoro delle sue lezioni! Saluto tutti i presenti, ognuno di voi.

Bepi.

***

LA SCRITTA INVINCIBILE
(1934) Bertolt Brecht

Al tempo della guerra mondiale
in una cella del carcere italiano di San Carlo
pieno di soldati arrestati, di ubriachi e di ladri,
un soldato socialista incise sul muro col lapis copiativo:
viva Lenin!
Su, in alto, nella cella semibuia, appena visibile, ma
scritto in maiuscole enormi.
Quando i secondini videro, mandarono un imbianchino con un secchio di calce
e quello, con un lungo pennello, imbiancò la scritta minacciosa.
Ma siccome, con la sua calce, aveva seguito soltanto i caratteri
ora c’è scritto nella cella, in bianco:
viva Lenin!
Soltanto un secondo imbianchino coprì il tutto con più largo pennello
sì che per lunghe ore non si vide più nulla. Ma al mattino,
quando la calce fu asciutta, ricomparve la scritta:
viva Lenin!
Allora i secondini mandarono contro la scritta un muratore armato di coltello.
E quello raschiò una lettera dopo l’altra, per un’ora buona.
E quand’ebbe finito, c’era nella cella, ormai senza colore
ma incisa a fondo nel muro, la scritta invincibile:
viva Lenin!
E ora levate il muro! Disse il soldato.

Immagino le facce dei carcerieri della prigione di San Carlo alle prese con la scritta invincibile vergata dal soldato socialista, immagino le loro espressioni impotenti e sbigottite e rivedo la faccia della guardia che si parò davanti a te per impedirci di entrare in aula durante una delle udienze del processo di Parigi contro il (n) PCI. Gli andasti sul muso e in bergamasco stretto gli dicesti di spostarsi immediatamente, che non lo riconoscevi come autorità pubblica perchè servo dei padroni. Lo sbirro sembrò capire perfettamente il dialetto bergamsco perchè si fece immediatamente da parte, per tutto il tempo dell’udienza hai continuato a guardarlo male e a prenderlo per il culo in bergamasco, questo aveva una faccia stressatissima ed era diventato paonazzo proprio come se avesse davanti a se una scritta invincibile vergata in dialetto bergamsco.


L’ho scelta apposta questa poesia perchè tu rimani una scritta invincibile, hai voglia a morire, tu sei un pezzo della lunga e gloriosa storia della classe operaia italiana, sei diventato parte di essa e per questo vivrai con essa.

Siccome sei un compagno di poche parole ora non la voglio fare lunga, ti mando un abbraccio grande grande dalla Toscana terra ribelle, tanto ci vediamo alla prossima manifestazione o al prossimo presidio.

Gianni Maj vive e lotta insieme a noi!

E ora levate anche il muro!

Marco L, Carrara

***

Io sono figlio di sei fratelli, una famiglia “normale” dove quando uno muore si piange, ci si dispera. L’altro giorno ho sentito Mariangela che gridava ad alta voce: Linoooo è morto Gianniiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!! E che cazzo, ho detto!!! Proprio sul più bello!!!! E ho fatto una smorfia di accenno di sorriso. Gianni è stato uno dei miei compagni. Uno “vecchio” di militanza come me, che sembrava stare sempre solo da una parte e invece aveva le orecchie lunghe come le giraffe. Sembrava un brontolone e invece ascoltava, imparava e diceva cosa fare per andare avanti. Sembra una stupidità ma io mi ricordo dei miei compagni e delle mie compagne che non ci sono più e quando lo faccio è vero che mi viene il magone e mi si arrossano gli occhi ma mi scappa da sorridere. Mi viene da ridere perché mi sembra che li sento sempre nelle orecchie che brontolano, che criticano, Gianni che mi appestava col suo cavolo di sigaro. Quando muore un compagno o una compagna ne nascono altri cento. Ed è vero. Non è una frase vuota e sapete perché? Perché se io rido vuol dire che mi ha lasciato da pensare e da ricordare con gioia qualcosa che devo ricordarmi tutti i giorni quando vado al lavoro, quando vado a difendere la salute mia e di tanti come me, quando guardo i nostri figli arrancare ma tirare colpi di coda da tutte le parti perché vogliono avere una vita dignitosa, quando guardo un operaio che lotta per la sua dignità. Cosa centra Gianni? ma se non avesse fatto quello che ha fatto, se non avesse detto tutto quelle che ha detto non saremmo avanti come lo siamo oggi. Gianni Maj è tra quelli che il CARC lo hanno alimentato tutti i giorni, in tutte le occasioni. Lui come Vittorio, come tutti i nostri compagni e le nostre compagne che hanno dato la vita per cambiare le cose. Tanti lo hanno fatto e sono prigionieri. Tanti sono morti e hanno lasciato nella nostra vita un segno che non riusciranno a levarcelo di dosso. Ma perché Gianni è stato uno che ha dato la sua vita in cambio di sogni. La sua vita in cambio di verità. La sua vita in cambio della rivoluzione. È stato un militante comunista e avanguardia del Consiglio di Fabbrica della Philco negli anni ‘70 e, senza che qualcuno mi dica che noi del CARC abbiamo la “buona abitudine” a enfatizzare le cose, se oggi la Rational di Massa, la Lucchini di Piombino, l’ILVA di Taranto e l’AST di Terni cercano di dare un segnale forte a tutta la classe operaia nel nostro paese, questo lo dobbiamo anche a Gianni che alla Philco ha dato il suo importante contributo e ci ha insegnato tante cose che oggi mettiamo in pratica. Uno come Gianni è uno come noi. Gianni è un nostro compagno. Io gli ho voluto bene ma molto discretamente perché sembrava un “orso. Impossibile non volergli bene a uno come lui. Mi ricordo quando ci si vedeva alle Feste della Riscossa Popolare a Massa seduto sulla sua seggiola a osservare e commentare. Con quei baffoni enormi nei quali lasciava passare i suoi sorrisi. Ma bisognava guardarlo bene perché sembrava sempre incazzato!! Se fosse stato un indiano sarebbe stato il capo della tribù seduto a dare dritte a tanti. Un grande saggio. Un grande compagno. Un grande rivoluzionario e se quando lo ricorderò mi verrà sempre da sorridere allora vorrà dire che mi ha insegnato a lottare con gioia e determinazione. Allora vorrà dire che posso dire ai giovani compagni che sempre di più si avvicinano al nostro Partito che abbiamo avuto tanti compagni e compagne che ci hanno insegnato a essere quello che siamo oggi.

Potrò dire che Gianni ha lavorato proprio bene!
Lino Parra

***

Caro Gianni avrei voluto ancora una volta averti nella mia Viareggio e devo dirti che sento nostalgia dei giorni che abbiamo passato insieme, delle lunghe passeggiate, delle discussioni che facevamo, dei tramonti sul mare. Avrei voluto farti conoscere i nostri monti dove hanno combattuto i nostri partigiani. Un velo di tristezza mi ha preso alla notizia che ci hai lasciato.

Ma un comunista non muore mai perchè vive nei giovani che anche tu hai contribuito a formare. Saranno loro a portare a termine il compito di fare dell’Italia un nuovo paese socialista e noi quel giorno saremo insieme a loro.

Ciao compagno Gianni. Un saluto a pugno chiuso.

Raffaello Petri

***

6 Aprile 2017

Come compagni operai e antifascisti della bassa pianura, vogliamo ricordare Gianni per la sua esperienza politica, come operaio d’avanguardia nella lotta per il lavoro alla fabbrica Philco, per la sua concezione, per la sua visione chiara delle situazioni presenti e per la sua lungimiranza.

Ci ha insegnato che la linea giusta dentro e fuori i luoghi di lavoro esiste, la si può perseguire, la si può realizzare vincendo le battaglie.

Il suo contributo alla lotta per il Socialismo in Italia come operaio, come comunista e come antifascista è stato un esempio e un dono per tutti noi che l’abbiamo conosciuto.

Tra i tanti insegnamenti che ricordiamo e pratichiamo quotidianamente è quello di distinguere e separare bene la religiosità delle masse popolari da un lato e le opprimenti oligarchie ecclesiastiche dall’altro.

Quello che auspichiamo, è anche la rinascita del movimento operaio per il quale tu sei stato un precursore simbolo, del movimento partigiano e antimperialista di cui la nostra umanità ha tanto bisogno per uscire dal plurisecolare sistema di sterminio mondiale.

E’ anche grazie al tuo contributo che hai tramandato verbalmente se siamo più coscienti del percorso di lotta che stiamo facendo. Troviamo sempre più giusto il concetto che ricordavi durante alcune delle tante riunioni a cui partecipavi: “oggi gli sfruttati non riescono più a fare la  vita, dobbiamo riprenderci la vita”. Quindi con te ci poniamo l’obiettivo di riprenderci la terra da coltivare per il benessere della collettività, di riprenderci i luoghi di lavoro e reimpostare il lavoro in base allo sviluppo libero delle masse popolari.

Grazie Gianni per il tuo inestimabile contributo. Continueremo a portarti con noi e a lavorare per migliorare lo stato di cose presenti.

W la rinascita del movimento operaio

W la rinascita del movimento partigiano

Direttivo ANPI Vailate -CR- sez. “Martiri della Libertà”

***

Ho letto martedi della dolorosa scomparsa del grande Compagno Gianni…

Indimenticabili i suoi silenzi che, interrotti da poche parole, avevano la capacità di dire tutto.

Sì, io l’ho conosciuto e l’ho vissuto così: instancabile nel lavoro, fatto con la consapevolezza di lavorare anche per una causa che lo ha guidato da sempre, nella fabbrica coi suoi Compagni di lavoro e di lotta, fino al suo ultimo giorno….abbiamo lavorato insieme, abbiamo condiviso per circa sei mesi lo stesso tetto a Castiglione D’Orcia…abbiamo anche litigato, qualche volta, sul metodo di lavoro, ma bastavano quelle poche parole che diceva per sdrammatizzare e ridare forza ed entusiasmo per continuare nella consapevolezza degli obiettivi comuni.

In fondo ci siamo voluti bene, anche solo negli sguardi che ci davamo si leggeva la profondità dell’essere del suo spirito “altruista” Comunista, e profondamente umano.

Compagno Gianni, che la terra ti sia lieve, noi continueremo a portare avanti la tua lotta, i tuoi ideali di giustizia per realizzare quel sogno che non hai mai abbandonato: Il Comunismo, tu non lo vedrai, noi neanche, ma sappiamo che è il futuro dell’umanità a cui tu hai dato il tuo grande contributo e ne hai vissuto in pieno i tuoi giorni di libertà spirituale!

Sono vicino a tutti voi Compagni e familiari, in particolare al fratello Luigi che, sicuramente ha perso una buona parte di se, ma che saprà andare avanti per onorare la sua memoria!!!

Rosario Attanasio

 

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

6 aprile 1945: la Resistenza jugoslava e la liberazione di Sarajevo

Next Post

[Italia] Dalla Valsusa al Salento: fronte comune contro lo stesso nemico

Related Posts

Intervista all’istituto culturale dell’Iran
In breve

Intervista all’istituto culturale dell’Iran

by Agenzia Stampa Staffetta Rossa
Luglio 22, 2026
0

...

Per Fakir nessuna pace senza giustizia
Federazione Emilia Romagna

Per Fakir nessuna pace senza giustizia

by Sezione di Bologna
Luglio 20, 2026
0

...

Dal dibattito “Gli insegnamenti di Cuba e Venezuela per avanzare nella rivoluzione socialista”

Dal dibattito “Gli insegnamenti di Cuba e Venezuela per avanzare nella rivoluzione socialista”

Luglio 20, 2026
Genova. Un altro mondo è possibile. Con la lotta di classe possiamo costruirlo

Genova. Un altro mondo è possibile. Con la lotta di classe possiamo costruirlo

Luglio 19, 2026
Sicurezza popolare nei quartieri: un esempio dal Quartiere Luzzatti-Ascarelli di Napoli

Sicurezza popolare nei quartieri: un esempio dal Quartiere Luzzatti-Ascarelli di Napoli

Luglio 18, 2026
Il movimento comunista e la lotta alla repressione del governo Meloni

Dalla Seconda sessione del Tavolo Permanente dei Comunisti

Luglio 15, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d