domenica, Luglio 19, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

[Italia] Decreto Minniti: la vostra repressione rafforza la nostra lotta!

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Aprile 4, 2017
in In breve
A A
0
0
SHARES
17
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

La condanna ricevuta da Nicoletta Dosio e gli altri attivisti NO TAV a due anni di reclusione, il processo in cui sono coinvolti compagni del Laboratorio Politico ISKRA a Napoli insieme anche a un compagno del Partito dei CARC, le centinaia di processi in corso e in via di apertura in tutto il paese; le provocazioni della polizia politica che negli ultimi mesi ha avuto un escalation: dalle biblioteche occupate devastate, all’arresto di Aldo Milani del SI COBAS, ai fatti accaduti prima, durante e dopo il corteo del 25 marzo a Roma (centinaia di compagni reclusi in un CIE e il taglio del corteo in due da parte delle forze dell’ordine), sono solo alcuni degli episodi che testimoniano un innalzamento dello stato repressivo da parte della Repubblica Pontificia (lo Stato italiano e il suo manovratore occulto, il Vaticano).

La stretta repressiva dello Stato, come detto, aumenta e via via che la mobilitazione popolare si fa largo in tutto il paese tanto più aumenterà rivolgendosi non più solo ai comunisti e alle avanguardie di lotta ma sempre più al resto delle masse popolari a partire dalle fasce più deboli e oppresse: donne, giovani, immigrati, omosessuali ecc. Espressione di questo processo in corso è il decreto Minniti, di cui si parla tanto negli ultimi tempi. Questo decreto è stato definito da più parti come un decreto da ventennio fascista.

I punti salienti del decreto sono i seguenti:

a) Inserire un CIE in ogni regione del paese e visto l’utilizzo che se n’è fatto a Roma il 25 marzo, oltre a strumento di repressione ignobile degli immigrati, quindi, non è difficile immaginare quale altro utilizzo si farà di questi centri. Sempre per gli immigrati il decreto prevede un’ulteriore stretta con l’abolizione del secondo grado per i richiedenti asilo ma soprattutto la creazione di “sezioni speciali” (giudici) che devono decidere chi sta dentro o fuori dal paese, questa misura è anticostituzionale (art. 102) perché reazionaria e antidemocratica;

b) Dopo il preside scolastico “sceriffo”, l’accentramento progressivo dei poteri dello Stato in uomini, presìdi e uffici “centralizzati”, il decreto Minniti accentra nelle mani dei sindaci e degli amministratori locali anche la gestione dell’ordine pubblico. La separazione “democratica” dei poteri dello stato cede, quindi, il passo alla costruzione di un apparato repressivo aggressivo e potenziato;

c) Con questo decreto sarà inoltre possibile comminare il DASPO urbano, misura che prevede l’interdizione da piazze, manifestazioni politiche e sociali, quartieri e città per motivi di ordine pubblico. Dal barbone che vive per strada all’occupante casa che libera uno spazio abbandonato per uso abitativo, fino a tutti coloro i quali si mobilitano contro il procedere della crisi, sono passibili di questo strumento di repressione odioso e infame. Uno strumento di repressione politica che ha visto a Roma, il 25 marzo, una sua prima piccola dimostrazione.

Tra le masse popolari cresce il malcontento e la resistenza di fronte alla deriva in cui la crisi della borghesia imperialista, il clero e le altre classi dominanti ci stanno sospingendo. Per fare fronte a tutto questo la borghesia deve ricorrere sempre più alla repressione. Queste forme repressive sono ancora principalmente mirate ai comunisti e alle avanguardie di lotta ma si allargano sempre più contro le frange più oppresse delle masse popolari (donne, giovani, diseredati, omosessuali e immigrati). Il regime di controrivoluzione preventiva scricchiola e lo Stato dell’impunità per i ricchi, i potenti, per il Vaticano e i funzionari della sua Chiesa, diventa lo Stato della tolleranza zero oltre che per i comunisti, in generale, per chi lotta, per le donne, per gli immigrati e per i giovani. Quindi la repressione si allarga e assieme si allargano anche la resistenza alla repressione, la lotta contro la repressione e la solidarietà.

Il successo della Controrivoluzione Preventiva non è affatto a priori garantito, anzi perde sempre più di efficacia. Tutte le politiche e le misure che la borghesia mette in opera, sono armi a doppio taglio. La sua politica culturale truffaldina toglie credibilità a ogni autorità e a ogni “verità eterna” e contemporaneamente produce strumenti di comunicazione e di aggregazione. La repressione e la lotta contro la repressione suscitano solidarietà e introducono alla lotta politica. La partecipazione delle masse alla lotta politica quanto più diventa autonoma, tanto più obbliga la borghesia a creare sceneggiate politiche, a nascondere la vera politica: insomma rende più difficile alla borghesia gestire il suo Stato. Il benessere che la borghesia può accordare alle masse dipende dall’andamento generale dei suoi affari e dalla rassegnazione dei popoli oppressi allo sfruttamento.

Dalla lotta contro la repressione il movimento di resistenza delle masse popolari si rafforza e si tempra, con essa nascono pezzi di nuova governabilità, in questo l’esperienza dei NO TAV deve essere d’insegnamento e d’ispirazione. Non un passo indietro, quindi, la lotta contro la repressione, la resistenza alla repressione e la solidarietà con gli organismi e i singoli colpiti dalla repressione sono componenti indispensabili del movimento per fare dell’Italia un nuovo paese socialista!

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

[Milano] L’intervento del P.CARC all’assemblea Eurostop del 01.04.17

Next Post

[Torino] Claudio per il padrone è un numero da rimpiazzare

Related Posts

Genova. Un altro mondo è possibile. Con la lotta di classe possiamo costruirlo
Federazione Toscana

Genova. Un altro mondo è possibile. Con la lotta di classe possiamo costruirlo

by Federazione Toscana
Luglio 19, 2026
0

...

Sicurezza popolare nei quartieri: un esempio dal Quartiere Luzzatti-Ascarelli di Napoli
In breve

Sicurezza popolare nei quartieri: un esempio dal Quartiere Luzzatti-Ascarelli di Napoli

by Agenzia Stampa Staffetta Rossa
Luglio 18, 2026
0

...

Il movimento comunista e la lotta alla repressione del governo Meloni

Dalla Seconda sessione del Tavolo Permanente dei Comunisti

Luglio 15, 2026
Sull’iniziativa contro la repressione del 10 luglio in Senato

Sull’iniziativa contro la repressione del 10 luglio in Senato

Luglio 15, 2026
[Genova] Solidarietà a tutti gli indagati e denunciati. Contro la repressione passare al contrattacco!

Aspettare l’autunno o alimentare la lotta contro il governo Meloni?

Luglio 16, 2026
Dall’assemblea nazionale del Coordinamento Nazionale No Nato del 4 luglio: fermiamo la guerra!

Dall’assemblea nazionale del Coordinamento Nazionale No Nato del 4 luglio: fermiamo la guerra!

Luglio 12, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d