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Gli operai della Rational si oppongono alla chiusura della fabbrica occupandola

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Aprile 4, 2017
in Resistenza n. 4/2017
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Massa (MS). La Rational è una fabbrica che produce lavatrici industriali attiva dagli anni ’50 ed è stata la prima ad essere occupata nella provincia durante le lotte degli anni ‘70; da diversi anni è in atto un processo di morte lenta con cui la proprietà la sta portando alla chiusura.

Il 10 marzo è stata comunicata l’istanza di fallimento avviata da Banca Intesa per un debito di 300 mila euro agli operai in assemblea. Superata una prima fase di sconforto, gli operai hanno iniziato a ragionare: possono essere un problema 300 mila euro in un periodo in cui dalla sera alla mattina il governo stanzia 20 miliardi per salvare le banche? L’azienda ha commesse, può lavorare e deve lavorare. In assemblea decidono di attivare il presidio permanente e viene fatto appello agli operai delle aziende del territorio di sostenere la mobilitazione. Dalla Nuovo Pignone – GE, Sanac, Bario e altre arriva una risposta immediata.

L’attenzione cresce, cominciano le visite in fabbrica dei cittadini e si alza il morale: facendo da “Cicerone” gli operai dimostrano di avere la fabbrica in mano e, è chiaro, sanno anche come farla andare. La presenza di cittadini in fabbrica li responsabilizza e infonde coraggio, in assemblea viene raccolta all’unanimità la proposta di riavviare la produzione e la decisione sarà resa pubblica a chiare lettere (“con o senza il permesso del padrone né di nessun altro”) in un intervento al Consiglio Comunale.

Il 21 marzo, alla presenza di Sindaco e Presidente della Provincia con tanto di fascia tricolore, vengono riaccese le macchine, a schiacciare il bottone della prima è proprio il Sindaco che commenta ai giornalisti “ci sono e ci sarò fino in fondo”. Viene quindi proclamata un’assemblea cittadina sulla vertenza a cui partecipano oltre cento persone, tra cui appartenenti a comitati popolari, RSU e militanti di tutte le organizzazioni politiche.

Il 22 marzo gli operai escono dai cancelli in corteo per raggiungere la Prefettura, ma non sono soli: i sindacati confederali hanno proclamato uno sciopero provinciale di 4 ore, sono presenti molti operai con gli striscioni di fabbrica (ai già citati si aggiungono la Piaggio di Pontedera e la Gaspare Menotti) e molti altri, interessati a vedere da vicino le modalità di lotta degli operai Rational e a unirsi a loro. L’incontro in Prefettura apre a un incontro al MISE.

Questa è una sintesi dei “passi salienti” ed è sicuramente parziale. Ma chiarisce:
– che la condizione essenziale di ogni mobilitazione è la costruzione di organizzazioni operaie che si occupano dell’azienda e che escono dell’azienda;
– che se gli operai prendono in mano l’iniziativa e la tengono, senza delegare a questo o quello di coloro che dovrebbero fare i loro interessi, la mobilitazione cresce e la fine certa non solo è rimandata, ma è del tutto messa in discussione;
– che nella mobilitazione per i loro interessi, gli operai non devono tener conto delle regole che il nemico impone al gioco (questo non si può fare, questo non si può dire, ci sono delle prassi, bisogna rispettare l’iter…ecc.), ma ragionare e agire in autonomia;
– quanto più ragionano e agiscono in autonomia, tanto più costringono sindacati, istituzioni, partiti a seguirli sul terreno che loro scelgono e alle regole che loro dettano.

Detto questo, gli operai Rational hanno portato un esempio con la loro esperienza, ma la loro esperienza deve essere sostenuta e appoggiata da tutti. Anche per questo si sono dotati di una pagina Facebook (Lavoratori Rational) tramite cui chiunque può contattarli e sostenerli. E’ ciò che vi invitiamo a fare.

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