Applicazione della Costituzione, una conferenza in una scuola media superiore

Napoli. Arco Felice è zona di industria e di storia. È qui che ha sede una fabbrica come la Prysmian, che produce cavi sottomarini per le telecomunicazioni e che sta proprio a pochi passi dall’ITCG Vilfredo Pareto, dove il 4 marzo si è tenuta la conferenza promossa dall’Associazione Resistenza e dal Centro Studi Sandro Pertini dal titolo “Costituzione Italiana: applicarla per difenderla”. Davanti a un pubblico di studenti e di rappresentanti delle lotte di vari territori (il Sindacato Lavoratori in Lotta e associazioni di Bacoli, Pozzuoli e Scampia), Paolo Maddalena (Vice Presidente emerito della Corte Costituzionale) è intervenuto insieme ad Antonio Amoretti (ANPI Napoli), Fabiola D’Aliesio (Associazione Resistenza) e Vincenzo Crosio (Centro Studi “Sandro Pertini”). Crosio è professore al Pareto e molto del merito per l’organizzazione della conferenza è suo. I relatori hanno parlato della Costituzione come una guida che può indicare alle masse popolari del nostro paese come e quanto si possa rompere con l’oppressione e lo sfruttamento, per affermare quella serie di valori e principi che con la Resistenza gli operai, i giovani e le donne delle masse popolari hanno conquistato.

I punti principali dell’intervento di Paolo Maddalena sono stati, schematicamente:

– la Costituzione come strumento di lotta contro i poteri forti;
– l’unione tra studenti e lavoratori come fattore strategico per cambiare il corso delle cose;
– la natura collettiva e non privata dei territori anche in termini giuridici;
– la proprietà privata come cessione temporanea della collettività a un privato ma revocabile in caso di uso non sociale di quanto concesso.

A quello di Maddalena segue l’intervento di Vincenzo Crosio. Racconta dell’importanza che l’etica costituzionale ha nella costruzione di un’alternativa politica dal basso, citando anche esempi storici internazionali, tra cui l’importanza per le masse popolari cinesi che ebbe la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese e la sua Costituzione promulgata nel 1954.

Amoretti racconta il pezzo di storia della Napoli in rivolta, quella delle Quattro Giornate, e lo lega all’oggi, alla resistenza quotidiana che i lavoratori e i giovani delle masse popolari conducono. E’ la nuova resistenza che vive nelle pratiche condivise dall’ANPI di Napoli e dall’Associazione Resistenza.

Segue l’intervento di Fabiola D’Aliesio che riprende spunti emersi dal dibattito e li trasforma in parole d’ordine rivolte direttamente agli studenti, sottolinea l’importanza di organizzarsi in un collettivo che si occupi della scuola insieme ai lavoratori dell’istituto, i docenti e la dirigente scolastica, che cerchi soluzioni e proposte per il quartiere in cui la scuola è inserita e per l’intero paese; spinge i giovani presenti ad essere i partigiani per la nuova resistenza da cui dipende il futuro di tutti.

Molte le domande da parte degli studenti. Laura, del Collettivo ISIS di Quarto, sottolinea la fortuna che questi hanno nel frequentare una scuola che permette l’organizzazione di giornate come questa. Invita gli studenti a organizzarsi in collettivo e a lottare per l’applicazione della Costituzione e racconta l’esperienza di lotta del Collettivo ISIS in difesa e applicazione della Costituzione, riconquistando il diritto per gli studenti disabili di usufruire del trasporto pubblico che era loro negato, lotta per cui lei stessa ha subito la repressione e le minacce sia della dirigente scolastica che dai Carabinieri, cosa che comunque non l’ha fatta arretrare e non ha tolto potenza alla lotta.

Interviene in conclusione anche l’assessore di Napoli ai Beni Comuni e al Territorio, Carmine Piscopo, che sottolinea l’importanza della tutela e dell’uso collettivo dei Beni Comuni come strada per applicare la Costituzione. Quanto si prova a Napoli è un modo nuovo di intendere sia il rapporto tra cittadini e istituzioni che tra pubblico e privato. Il patrimonio pubblico è stato spesso usato in maniera privatistica e clientelare. Questo cambiamento è, però, qualcosa che le amministrazioni non possono portare avanti da sole, se non c’è una spinta da parte delle masse popolari.
Una bella e riuscita iniziativa, dunque, utile a combinare il ruolo dei personaggi come Maddalena, Amoretti, Piscopo, De Magistris con l’iniziativa delle organizzazioni operaie e popolari. Anche quelle che sono espressione del movimento degli studenti che attraverso iniziative come questa prendono consapevolezza della realtà in cui vivono e delle possibilità di trasformarla.

 

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