[Italia] Siamo tutti NO TAP: dalla Val Susa a Melendugno, una sola lotta

Esprimiamo massima solidarietà alle attiviste e agli attivisti che in Salento si stanno opponendo alla costruzione del gasdotto TAP. Quella dei NO TAP è un’esperienza avanzatissima in termini di mobilitazione dal basso, di sperimentazione, analisi e inchiesta di aspetti tecnici e informativi, di irruzione negli ambiti istituzionali anche con sindaci e amministrazioni che prendono posizione e lottano insieme ai cittadini perché il paesaggio non venga deturpato, perché non vengano espiantati gli ulivi simbolo di quella terra, perché le coste non vengano inquinate, deturpate e stuprate da questi enormi tubi che squarciano mezza Europa.

Tante sono state le voci di solidarietà in questi giorni, tra cui quella del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che su Twitter ha scritto: «Al gasdotto in Puglia preferiamo gli ulivi, la terra e il mare. No TAP è lotta di liberazione. La lotta per i beni comuni è manifesto politico!». Allo stesso modo si è espresso Luigi De Giacomo, della segreteria di Paolo Maddalena, presidente emerito della Corte Costituzionale: “Che i Parlamentari meridionali, pugliesi, almeno quelli del M5S, siano presenti in terra di Puglia in queste ore e che si facciano anche arrestare se necessario. Dopo questi delitti consumati facendosi beffe del popolo non ce ne saranno altri che non avranno conseguenze giudiziarie con azioni popolari. La vergogna della vicenda gasdotto TAP, a lungo nascosta all’opinione pubblica, oggi mette a nudo le complicità e le connivenze delle istituzioni locali e nazionali, e di pezzi, purtroppo, dello stesso territorio pugliese. Chi violenta la terra, la cultura, le tradizioni, l’identità di un popolo è un CRIMINALE ben peggiore di altri criminali!”

Anche organizzazioni, movimenti e singoli compagni stanno seguendo e sostenendo, dalle rispettive posizioni, la battaglia. Quella dei NO TAP è parte del grosso mobilitarsi che la crisi generale ha sospinto nel nostro paese che diviene giorno dopo giorno, dalla Val Susa a Melendugno, sempre più ingovernabile per i poteri forti. La riscossa delle masse popolari diviene sempre più inarrestabile, non bastano decreti fascisti e misure lacrime e sangue per fermare tutto questo. I poteri forti hanno le ore contate!

Fondamentale è però comprendere meglio dalle dirette parole dei suoi protagonisti quello che in Puglia sta accadendo, perché quello che vediamo in questi giorni non è un qualcosa che è esploso improvvisamente ma è espressione di un lavoro di anni che viene condotto nel territorio. In questo senso sono utili le dichiarazioni fatte da Gianluca Maggiore del comitato NO TAP, che ci dà uno spaccato degli interessi che girano intorno alla grande opera:

«Finalmente è palese Michele Emiliano non ha nessuna intensione di fermare Il TAP. TAP si sta basando su autorizzazioni vecchie per gli espianti, autorizzazioni che riguardano un vecchio progetto del 2015, a febbraio di quest’anno TAP ne ha presentato uno nuovo che si sta ancora valutando.
Basterebbe che Emiliano facesse ritirare le autorizzazioni fitosanitarie per evitare la mattanza di ulivi e persone, ma ad Emiliano interessa che TAP riceva i finanziamenti, che la popolazi
one, si faccia pure manganellare e malmenare.

Per lui l’opera è strategica e va fatta e ci prende in giro alla grande. È strategica anche se non rispetta i diritti umani, anche se non porta benefici in nessuna delle terre che attraversa, forse al PD si. TAP non ha un progetto fattibile.
TAP è inutile perché non ci fa staccare dal gas russo ma ne porta altro, proveniente sempre dalla Russia attraverso l’Azerbaijan. Ma forse la speculazione finanziaria che c’è dietro al TAP conviene anche ad Emiliano? Governatore non è tardi, questa mattina ritiri immediatamente il fitosanitario 2015 eviti questa inutile mattanza di ulivi e soprattutto di cittadini. Ieri senza senso sono stati caricati ragazzi delle superiori e i sindaci mentre lei era tranquillo a farsi propaganda. L’altra storia che rasenta il ridicolo è il ricorso che la regione si appresta a fare, senza sospensiva, con un giudizio che arrivare tra qualche anno, utile come il TAP, a lavare la faccia al Presidente della Regione e ai suoi uffici. Passi una buona vita di vergogna per aver voltato la faccia ai suoi corregionali».

Da questo punto di vista e per chiarire a chi legge di cosa parliamo quando parliamo di NO TAP, rilanciamo l’intervista che abbiamo realizzato nel dicembre del 2015 a Gianluca a Lecce. La migliore forma di solidarietà da muovere su tutti i territori è quella di costruire iniziative, dibattiti e assemblee che tengano alta l’attenzione, creino opinione e mettano in sinergie forze che altrimenti non si muoverebbero.

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