[Roma] La Giunta Raggi e l’Amministrazione di Roma e i cittadini.

 

Ad osservare la stampa di regime, sembra quasi che la questione dell’Amministrazione di Roma sia affare esclusivo di magistrati, giornalisti, avvocati, blogger e opinionisti vari. Anche questa mattina, diversi quotidiani nazionali dedicano spazio alla conclamata crisi della giunta Raggi. In effetti più passa il tempo, più si moltiplicano esponenzialmente “le pietre dello scandalo”, cioè i “filoni” attraverso cui la crisi si snoda: dagli scandali delle nomine alla bocciatura del bilancio e alla minaccia di commissariamento in caso di mancata approvazione del bilancio (quello bocciato a dicembre dall’Oref), si è passati alle indagini per abuso di ufficio (prima per la nomina di Marra, ora per l’incarico a Salvatore Romeo messo a capo della Segreteria della Raggi) e agli scandali delle polizze di cui la Raggi compare come beneficiaria, e chi più ne ha più ne metta. Si aggiungono, proprio questa mattina, le dichiarazioni dell’Assessore all’Urbanistica Paolo Berdini, in merito all’entourage della Raggi, definita “una banda, una corte dei miracoli” (anche se poi sono state ritrattate).

Come se le sorti del governo della città possono essere delegate alle aule di tribunali o alle pagine dei quotidiani, al pollice verso del Vaticano (che per ora tace), come se tutto si svolga “al di sopra” dei cittadini di Roma e dei principali problemi della città. Quindi, quasi come se si possa parlare di “soluzione” senza tener conto di ciò che propone, pensa, elabora e costruisce la parte più attiva della città.

E ieri, mentre si teneva il Consiglio Comunale e un summit sulla questione “Stadio”, nella sala Protomoteca del Campidoglio, si è tenuta un’altra assemblea, promossa da Carovana delle Periferie, Decide Roma, USB, Salviamo il Paesaggio, in cui si sono delineati i temi attorno cui la giunta deve fare delle scelte: bilancio, servizi, emergenza casa, assegnazione definitiva degli spazi sociali, tagli alla scuola, all’edilizia pubblica, alla tutela del territorio.

In pratica i “nodi irrisolti della questione sociale”, ma non solo.

Aggiungiamo infatti che i contenuti dell’assemblea e soprattutto di alcune esperienze, mostrano embrioni di “soluzione” a questi nodi e ne evidenziamo uno su tutti, l’esperienza dei lavoratori dei canili di Roma: hanno mantenuto la continuità del servizio in questi mesi chiedendo all’amministrazione di farsi carico di tutta la vicenda. Dopo mesi di promesse e tentennamenti, l’appalto dei canili è stato messo a bando, sacrificando le competenze di chi ci aveva lavorato. «C’è una cosa che non perdoneremo mai a questa amministrazione, dice il rappresentante dei canili tra gli applausi. L’aver paragonato la nostra situazione agli affidamenti diretti di mafia capitale e della corruzione che l’ha accompagnata».

Un assemblea che mostra non solo che il governo della città interessa prima di tutto ai cittadini, ma soprattutto che il M5S può e deve fare un salto nell’affrontare questa “guerra” ai poteri forti (se realmente è intenzionato a farla), finora combattuta esclusivamente sul piano legale (magistrati, interrogatori, ecc.) e mediatico (dichiarazioni, botta e risposta, controaccuse, smentite, ecc.) solo alleandosi strettamente con le masse popolari e attuando le soluzioni, le misure e i provvedimenti che queste indicano e usando tutte le risorse disponibili per la loro realizzazione. Questo è un primo passo anche per contrastare lo zelo con cui PD e compari stanno facendo fronte comune per azzerare la giunta M5S e riprendere pienamente nelle proprie mani la capitale del paese, usando tutte le armi disponibili.

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