[Milano] L’ipocrisia della Borghesia Imperialista e del suo clero

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La sagra dell’ipocrisia più schifosa. Anzichè mettere un relitto in piazza Duomo, cacciassero i soldi per creare posti di lavoro per gli italiani e per gli immigrati ammassati come animali nei centri di espulsione o gestiti come parassiti nelle strutture ricettive. Questi pezzi di merda pensano che basti indorare la pillola con l’umana pietas mentre speculano sulle vite di milioni di persone, sulla morte di chi è affogato nel mediterraneo, sulla disperazione di chi non è morto, sulla miseria delle famiglie italiane che volontariamente e coscientemente aizzano contro gli immigrati con il loro buonismo da nazisti mascherati. Loro sono la feccia da cacciare e che dominano questo pianeta, reso la fogna in cui i peggiori interessi economici governano la vita e decidono della morte e della sofferenza di milioni di persone; dove vige la legge della guerra in nome degli interessi economici; dove la privatizzazione dei servizi di cui abbiamo goduto finora avanza e rende merce la vita delle persone, che destina milioni di migranti che scappano dalla guerra alla morte in mare, al confino in centri di espulsione, allo sfruttamento più becero; dove i lavoratori sono sempre più poveri e dove chi perde il lavoro è destinato al suicidio o a ricorrere a mille espedienti per sopravvivere; dove milioni di soldi pubblici vengono usati per salvare banche che speculano nel mercato finanziario e non per assistere malati, anziani; dove, in sostanza, i ricchi diventano sempre più ricchi alle spalle dei poveri che diventano sempre più poveri.

In questa società ci sono anche i presupposti per far stare meglio tutti. Migliaia sono i lavori utili da fare e che chi governa non vuole fare perché non portano profitto agli sciacalli e approfittatori che li sostengono. Migliaia sono le case abbandonate, pubbliche o in mano ai palazzinari, che possono essere date a chi casa non ce l’ha, centinaia le aziende che possono essere riaperte per produrre quanto necessario per dare a tutti quanto serve per vivere. Ci sono tecnologie pulite per evitare l’inquinamento che restano inutilizzate perché non portano profitto ai magnati dell’energia e dell’industria, esistono conoscenze mediche e scientifiche, farmaci e medicinali, per curare le decine di migliaia di malati, a cui non si può accedere perché, sempre per via del profitto, hanno costi esorbitanti. Una società socialista la costruiremo, una società dove tutto ciò che esiste è accessibile a tutti, dove a decidere siano i lavoratori e le masse popolari. E metteremo in esposizione voi, in Duomo, come il ricordo vivente della merda che siete e rappresentate e che l’umanità non conoscerà più.”

Franco Ricchiuti

***

Milano, il relitto dei migranti in piazza Duomo. Il Comune e la Diocesi: “Simbolo straordinario per non dimenticare”

L’idea del regista Iñárritu è realizzare un’installazione per la visita del Papa. L’assessore Majorino è possibilista: “Speriamo si possa realizzare”. La Curia: “Un simile memoriale sarebbe un monito per tutti gli altri a vivere lo stesso impegno”

Una “suggestione straordinaria”, un progetto ambizioso, ma che sarebbe una testimonianza unica di una tragedia che chiama tutti a impegnarsi. Il regista Alejandro Iñárritu l’ha illustrato la settimana scorsa al sindaco di Milano Beppe Sala: l’idea è quella di portare a Milano il “barcone della morte”, il peschereccio affondato nell’aprile 2015 al largo della Libia, portando sul fondo del mare almeno 700 migranti.

Una “suggestione straordinaria”, un progetto ambizioso, ma che sarebbe una testimonianza unica di una tragedia che chiama tutti a impegnarsi. Il regista Alejandro Iñárritu l’ha illustrato la settimana scorsa al sindaco di Milano Beppe Sala: l’idea è quella di portare a Milano il “barcone della morte”, il peschereccio affondato nell’aprile 2015 al largo della Libia, portando sul fondo del mare almeno 700 migranti.

Il barcone è in Sicilia, ad Augusta, ma il regista premio Oscar, con l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, vorrebbe farlo arrivare a Milano per il 24 marzo, in piazza Duomo: lì, quel giorno, papa Francesco dirà messa. C’è molto mistero intorno a questa operazione, ma dopo che Repubblica per prima ne ha scritto lanciando anche una campagna di raccolta firme per portare a termine l’iniziativa, arrivano i primi commenti.

Il sindaco dice che l’idea è meritoria: “Potrebbe essere un segno importante per la città”. Ma sulla fattibilità non vuole spingersi troppo avanti, “voglio essere prudente prima di dire che qualcosa si può fare” aggiunge. Sala ha incontrato la settimana scorsa proprio il regista messicano: “Con Iñárritu – ha spiegato – abbiamo parlato di alcune iniziative. Tra le possibilità, c’è anche questa”. Ma il nodo è quello dei costi: “Siccome non ha messo a fuoco la fattibilità in termini di costi necessari, preferisco fare un’analisi prima di commentare”.

Ma non è la prima volta che il sindaco si occupa del barcone, questione di cui a Milano si parla dalla scorsa estate. Sala aveva già guardato con interesse a un possibile arrivo del relitto in città, immaginando anche un museo interattivo dedicato ai migranti. Ma adesso aspetta di capirne di più, anche se la visita del regista lo avrebbe molto colpito. Da Palazzo Marino parla anche l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino: “Una suggestione molto ambiziosa, sarebbe un simbolo straordinario, e spero riesca a realizzarla nella città che, dal febbraio 2013, ha accolto 117mila persone, di cui più di 21mila bambini”. “Cerchiamo di capire chi potrebbero essere gli interlocutori. Il governo è sicuramente fondamentale anche per la fattibilità del percorso”, ha aggiunto l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno.

Dalla Diocesi milanese, che sta organizzando la visita del Papa, fanno sapere che “si sta cercando di capire il progetto, a cui guardiamo con simpatia e interesse”. Perché, è il senso della riflessione che si fa in Arcivescovado, “in una città che si sforza di accogliere i migranti, un simile memoriale sarebbe un monito per tutti gli altri a vivere lo stesso impegno, e alla nostra città a continuare”.

Il progetto del regista (con la Fondazione Prada, che mantiene il riserbo) va, comunque, al di là di questo viaggio eccezionale ma riguarda la storia del relitto. E raccoglie già l’approvazione della Fondazione ente dello spettacolo della Chiesa italiana. Spiega il presidente don Davide Milani, che è anche portavoce del cardinale Angelo Scola: “Aderiamo al progetto di Iñárritu e siamo disponibili a collaborare con iniziative culturali”.

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