“Perché vivo, che senso ha la mia vita? Che senso dai alla tua vita? (…) Il senso della vita oggi per persone del nostro ambiente è quello che le diamo. Sei tu che devi decidere cosa fare della tua vita. La tua vita ha il senso che tu gli dai. Se non lo decidi e ti lasci vivere, per forza hai la sensazione di fare una vita senza senso, perché effettivamente vivi senza senso. (…) Non hai deciso tu di esistere, se venire al mondo o no. Ma al mondo ci sei: cosa vuoi fare? (…) La sensazione che la propria vita non ha senso, che non ha scopo è una questione esistenziale che solo il movimento comunista e la partecipazione al movimento comunista risolvono stabilmente, costruttivamente e in modo sano: alla persona che si aggira in tondo alla ricerca di cosa fare, indica la strada di un fare costruttivo, che lo unisce agli altri.”

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***

Ciro Imperato

Allora:
in un primo momento, saputa la notizia della morte del compagno Vittorio Agnino non sapevo cosa dire, cosa scrivere senza essere retorico, non sapevo nemmeno se era il caso di farlo. Del resto un comunista non “bada all’ anime” come i preti, né mette al centro i singoli individui e le loro virtù vere o presunte come i borghesi, ma si concentra sulle masse popolari e su ciò che serve ai comunisti per condurle alla vittoria. Potrei dire molte cose su quel poco o tanto che con Vittorio ho e abbiamo condiviso, le discussioni, le battute, la lotta politica, lo svago (potrei raccontarne mille sulle vacanze in Sardegna nel 2015, vero Mattia Burak Cavatorti, Roberta Tarantino, Andrea De Marchis?).
E invece ciò che mi sento di dire è questo: in un momento in cui la situazione diventa sempre più rivoluzionaria, le condizioni sempre più favorevoli e la lotta sempre più difficile, tanti sono i dubbi che mi assalgono (e ci assalgono), fomentati in mille modi dall’intossicazione e dalla diversione che questo sistema marcio e morente diffondono a piene mani ogni giorno di più.
Ma essi di fronte alla dedizione da soldato (forse anche eccessiva, estrema) di un compagno come Vittorio che ha attraversato tutta la gloriosa ancorché breve storia della Carovana del (nuovo)PCI mantenendo la granitica certezza della giustezza e necessità del socialismo diventano sciocchezze, meschinità, inutili perdite di tempo.
Il fatto che io stia qua a parlare non delle virtù o dei vizi di Vittorio, né a diffondere una cupa retorica clericale sulla sua morte, ma a parlare di noi, del momento che attraversiamo, della guerra terribile ed entusiasmante che stiamo conducendo, navigando in mare aperto, come corsari o scopritori di nuove terre è il segno della superiorità della nostra concezione e della bellezza e grandezza della nostra casa comune: il Partito.
Se l’uomo è l’insieme delle sue relazioni sociali Vittorio più di ognuno di noi era, anzi E’ il Partito.
E allora, senza retorica, ma con la certezza di affermare la verità io dico che Vittorio non è morto ma è vivo perché noi continueremo la sua e nostra lotta con cuore impavido, serenità da guerrieri e rigore da scienziati.
#NoisiamoVittorio

 

Destradis Domenico

Se 200 colleghi si mettessero in testa di fare un chilometro, la distanza che li separa dalla porta di casa alla fabbrica, per conquistare ciò che spetta agli operai, vinceremmo certamente. E poi c’era uno, che non era manco nostro collega, che si faceva 200 chilometri perché si era messa in testa che possiamo vincere.
Grazie Vittorio, per tutte le volte che sei venuto a darci una mano e una speranza.
Riposa in pace.


Chiara De Marchis

Ciao compagno Vittorio, lasci in tutti noi un grande vuoto ma ciò che di più grande ci lasci è la forza,la determinazione,l’ostinazione,la gioia e la fierezza con cui hai lottato fino all’ultimo per il socialismo. Un grande esempio per tutti noi compagni,che porteremo avanti la tua lotta -che è quella per emancipare uomini e donne dalla barbarie del capitalismo. Nella Carovana da sempre. Con la Carovana per sempre, fino alla vittoria. E vinceremo. A pugno chiuso,Compagno!

Fabiola D’Aliesio
Sarai per sempre esempio di dedizione alla causa per me, per noi, per tutto gli aspiranti comunisti. È così che ti ricorderò dolcemente insopportabile, insostituibile, instancabile, immancabile. Ciao compagno mio, ci lasci un vuoto immenso, lotteremo nel tuo nome e lotteremo per imparare dalla tua tenacia, la forza di chi non si è arreso mai.
Grazie Vitto’!


Giuseppe Baia

Ciao Zio Vittorio, sai mi viene in mente il mio 19esimo compleanno, quelle mattine che ci incontravamo per andare ai cortei che avevamo in programma, mi sembrava sempre che splendeva il sole Vittò, mi rocordo quant’è importante il lavoro che facevamo e che tutt’oggi continuiamo a fare e che se non fosse stato per noi in piazza non trovavamo ne i giornali e eanche i volantini, per me tu eri e sei un esempio, ti ricordi quando andammo a piazza San Vitale?, per fare un banchetto e tu mi dicesti “Io non riuscirò a vedere l’Italia socialista, ma tu si, tu la vedrai”
E i lacrimogeni, le partite del Napoli e quella fissa che avevi degli spaghetti con le vongole, quando andammo a Milano per studiare, con il compagno Ciro Imperato sempre in ritardo per poi ritornare a Napoli più forte di prima quella si che fu bella Zio Vittò, fu veramente speciale, ricordi Zio Vittò quella volta che ritornando da Ancona io in macchina mi sentii male, te la ricordi Zio Vittò?
Oggi io ho 29 anni, vivo in un’altra città e alla fine tu purtroppo hai mollato, quello che tanti anni fa cercavi di dirmi ora finalmente l’ho capito, sei il migliore Zio Vittò, avrei voluto esserci oggi per darti il mio ultimo saluto, avrei voluto più tempo a disposizione pperchè non abbiamo ancora finito di fare ciò che siamo chiamati a fare, il Governo di blocco popolare non è stato ancora fatto.
Questo è il mio ultimo saluto Zio Vittò, pienamente consapavole che prima o poi riusciremo nella nostra grande opera, un’opera che nessun partito comunista è mai riuscita a fare: Instaurare IL SOCIALISMO IN UN PAESE IMPERIALISTA.
Hasta Siempre Compagno Zio Vittò.


Marco Coppola

Niente retorica in questa giornata, l’avresti criticata. Niente personalismi, ti avrebbero fatto sorridere. Niente lacrime, eri un uomo di spirito che se n’è andato con il sorriso. Eri un esempio, un amico, un compagno. Un fiero combattente della rivoluzione che tanti decantano, tu l’hai costruita per davvero giorno dopo giorno per tutta la vita. La finiremo noi la tua opera Victors. Ora abbiamo un altro motivo in più. Riposa in pace guerriero, ti voglio bene.

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Villa Medusa – Casa del Popolo

Stamattina saresti stato in piazza anche a sostenere gli studenti
Ieri questo striscione lo hanno fatto gli abitanti di questa Casa del Popolo, quella a cui hai dedicato tanto tempo in questi anni
Vittorio Agnino VIVE / Chi ha compagni non muore MAI

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Eduardo Sorge

#Napoli #Bagnoli
Nu cacacazz che pure al corteo degli studenti ci sei ancora! Vittorio, a pugno chiuso, la continuiamo noi sta rivoluzione! Tutta una comunità si stringe.

Ex OPG Occupato – Je So Pazzo

Se n’è andato, troppo presto, Vittorio, uno storico compagno del movimento napoletano. Se siete mai passati a un corteo, lo ricorderete sicuramente. C’era sempre. Magari lo avrete anche arronzato, perché il suo giornale non lo volevate comprare. Eppure Vittorio passava oltre il vostro rifiuto, lo commentava, voleva capire, vi voleva convincere. Diventava la scusa per lunghe chiacchierate. Per lui non esisteva proprio che a una cosa bella come il suo giornale, che è uno strumento di liberazione, tu potessi dire no. Con la stessa dedizione gli abbiamo visto spillare i soldi anche a De Magistris. Mica si metteva scuorno di chiedere un contributo. Perché qui non è una questione personale, qui si combatte per una causa superiore a me e a te. Questo ci diceva le prime volte che siamo andati a un corteo, e sono ormai venti anni fa. L’abbiamo conosciuto lì, e l’abbiamo continuato a vedere sempre…
Perché Vittorio ci credeva per davvero. Non era di quelli che negli anni si vendono o cambiano idea. Lottava perché era un proletario cosciente, non perché per qualche mese va di moda. Certo, ci resta il rammarico di non averlo conosciuto di più: diverse le età, diversi i percorsi. Ma non possiamo che ammirare la dedizione che ha saputo avere per quegli ideali che ci accomunano, non possiamo che provare un profondo dispiacere per questa persona che ci ha sempre trattato bene.
Come alle ultime elezioni a Soccavo, al controllo popolare, quando stette vicino ai nostri compagni mentre fascisti e camorristi giravano per i seggi, anche se quest’iniziativa non l’aveva chiamata il suo partito. Perché essere compagno è questo: sentirsi appartenere a qualcosa di più grande, non fare calcoli, seguire quello che si ritiene giusto, fare quello che c’è da fare.
Domani nella sua Soccavo ci sono i funerali. Noi cercheremo di essere in tanti. Perché Vittorio merita un grande saluto.
Un abbraccio a tutti i suoi familiari, e tutta la nostra vicinanza alle compagne e ai compagni del Partito dei CARC – Federazione Campania.

Paolo Babini‎ a Centro di Formazione del P. CARC – Intervento Straordinario in Campania

Quando abbiamo deciso di iniziare questo intervento straordinario in Campania, che partiva da Villa Medusa, alla villa c’era Vittorio, e sempre c’è stato, per ogni necessità, a tenere la posizione, a portare le cose che servivano a me, quando ero lì a dormire. Vittorio, te ne sei andato in piedi e sei il primo dei nostri che ha fatto tutta la sua vita nel Partito, e perciò ti prendiamo ad esempio.

Serena Cuomo
Esempio di lotta, quella vera, imbevuta di passione, quella in cui continuerai ad accompagnarci sempre.
La rivoluzione avrà impresso il tuo nome, ciao zio Vittorio.

Gaia Dondoli 

Al compagno Vittorio, che purtroppo non ho avuto l’occasione di conoscere di persona.

“Korciaghin si prese la testa fra le mani e si mise a riflettere con tristezza. Davanti ai suoi occhi scorreva tutta la sua vita, dall’infanzia agli ultimi giorni. Aveva vissuto bene o male i suoi ventiquattro anni?… Dopo un lungo esame, concluse con un senso di profonda soddisfazione che la sua vita non era stata mal spesa. Sbagli ne aveva commessi, sì, e molti, causati dalla stupidità, dalla giovinezza e più che altro dall’ignoranza; ma, quel che maggiormente contava, non aveva perduto le epiche giornate della rivoluzione, aveva dato il suo contributo all’ardua lotta per il potere e sulla rossa bandiera della rivoluzione c’era anche qualche goccia del suo sangue.”

Ostrowskij, “Come fu temprato l’acciaio”

 

 

Antonio Montella

Le lacrime proletarie che versiamo per te compagno faranno crescere nuovi fiori rossi per la nostra lotta socialista Hasta la victoria siempre

 


Maurizio Castellani

” Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”. CIAO, VITTORIO.


Vincenzo Ezio Lucchese

Come un pugno dritto nello stomaco, mille serate a chiacchierare sul bus ed ogni volta mi mollavi una copia di Resistenza, sei stato sempre un lottatore, ma l’ultima battaglia non sei riuscito a vincerla…! E’ stato un onore essere chiamato Compagno da te, è stato un piacere sfilare tante volte sulle medesime piazze: mi mancheranno i tuoi sermoni ortodossi. Sei stato un grande Compagno… Tristezza, amarezza, un giorno ci rincontreremo nel Paradiso dei Comunisti. Arrivederci Vittorio: salutaci Fidel ed il Che e vedi di non fare discussioni anche con loro…! HLVS…!

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Marittone Raimondi
Nella giornata di ieri ci ha lasciato Vittorio, un compagno del nostro quartiere che abbiamo incrociato nelle diverse lotte, come quella portata avanti nel territorio per la riapertura del Polifunzionale. Abbiamo appreso la triste notizia proprio mentre tenevamo una proiezione nella struttura ed è nostro desiderio dedicare a lui la serata.
Ci uniamo al dolore dei familiari, dei compagni e delle compagne per la perdita di un esempio di coerenza e lealtà.
Oggi alle 15,00 partirà dal Rione Traiano un corteo per rendergli un ultimo saluto.
Ciao zio Vittorio, che la terra ti sia lieve.

Rosario Cercola‎

Nell’epoca di Facebook si usa così… E allora voglio salutarti caro Vittorio. Ho appreso della tua scomparsa poco fa. Ho una carrellata di immagini con te. La lotta dei disoccupati, i corsi di formazione, gli LSU e poi la conquista del posto di lavoro. La militanza politica. E ti ricordo caparbio a diffondere il giornale nei corforma. E non scorderò mai quando mi ospitasti a casa tua, quella occupata ad Agnano, per un periodo insieme alla mia compagna dell’epoca. Mi mancherai caro Vittorio. R.I.P.


Mario Sica

Sempre presente, ostinato e generoso. Quante discussioni e anche disaccordi, dal parchetto di via nerva alle battaglie per il Polifunzionale di Soccavo passando per tutte le lotte cittadine. Personalmente mi resterà indelebile il ricordo tenero di una chiacchierata dopo la caduta del governo Letta, quando venisti al parchetto a dirci che era venuto il momento di un governo popolare. “Uagliù, ma ce l’amma piglià ‘stu guverno?” E quasi ci convincevi ad organizzare al volo una macchina per Roma. Che la terra ti sia lieve, zio Vittò!

John Mallory

Vittorio è stato per almeno due decenni una pietra miliare del movimento proletario di questa città, esempio raro di coerenza e abnegazione. Che la terra ti sia lieve. Condoglianze e un abbraccio ai compagni dei Carc.

Gennaro Savio

Lo ricordo nei cortei a Napoli come a Roma e in tante altre città italiane dove ognuno di noi sfilava con la propria bandiera rossa a difesa degli interessi del mondo del lavoro. Si discuteva e ci si confrontava anche da posizioni diverse convenendo sempre sul fatto che solo la Rivoluzione socialista avrebbe liberato e per sempre il proletariato dalla schiavitù dell’uomo sull’uomo e dalle infamie economiche e sociali che il disumano sistema capitalistico riserva al proletariato. Ti saluto a pugno chiuso caro Compagno Vittorio promettendoti che così come hai fatto tu, anche noi continueremo a lottare sino alla fine dei nostri giorni per costruire un mondo migliore. Che la terra ti sia lieve!

Genny Clash
apprendiamo adesso questa terribile notizia.
molti di noi hanno conosciuto Vittorio da piccoli, ai primi cortei.
e hanno continuato a vederlo sempre.
perché Vittorio ci credeva per davvero. non era di quelli che si vendono o cambiano idea. per lui portiamo solo rispetto.
domani ci sono i funerali, speriamo di essere in tanti.
merita un grande saluto!
un abbraccio a tutti i suoi familiari, alle compagne e ai compagni dei CARC!


Francesco Pacella
Prima di andartene hai avuto, per l’ennesima volta insieme a noi, dimostrazione della forza delle masse popolari,di quando si uniscono per cacciare vai i padroni fascisti come Renzi.
Ora ci accompagnerai lottando per il socialismo, nei cuori di noi compagni, nelle lotte per i quartieri e le città!
Ciao compagno, sarai sempre con noi!

Attanasio Spano Rosario
Da quando ho conosciuto i Compagni dei Carc tu c’eri già: A Bari, a Bologna, ad Ancona, a Perugia, a Napoli e Roma, a Firenze e a Viareggio….mi ci ero abituato a vederti…continuerò a vederti ancora nei compagni che ti hanno voluto bene e che continueranno la tua lotta…ciao Vittorio!!!

Pasquale Pablo’ Ioime
Vittorio,ha speso letteralmente la sua vita per la lotta,per costruire una societa’ piu’ giusta e dignitosa per tutti!
E sono solo uno dei tanti che puo’ confermarlo!
Quando se ne va un compagno,e’ sempre difficile,perche’ sai che quel compagno,faceva quello che pochi fanno o vorrebbero fare,cioe’ lottare,spendere tempo,parole e salute,per una causa di tutti e non di uno solo e che questa gigante ma necessaria causa,solo col tempo vedra’ i suoi frutti!
La foto che sta circolando in rete e’ stupenda e rappresentativa di Vittorio,poiche’ da quando ho iniziato a fare militanza politica,Vittorio c’e’ sempre stato,lui e le sue copie del giornale Resistenza,che riusciva a darle a chiunque,grazie alla forza della sua passione e delle sue argomentazioni!
Ciao Compagno!
A pugno chiuso!

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