martedì, Luglio 21, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

[Firenze] Dalla mobilitazione studentesca del 7 Ottobre: raccogliere la solidarietà e rilanciare la lotta

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Novembre 22, 2021
in In breve, In breve 2016, Interviste
A A
0
0
SHARES
8
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

La riforma dell’istruzione del governo Renzi conferma e aggrava la tendenza a fare della scuola pubblica un campo di investimento privato e quindi di valorizzazione del capitale. Tale tendenza è stata accelerata nel 2008 (Governo Berlusconi e riforma Gelmini) proprio quando è iniziata la fase acuta e terminale della crisi e la classe dominante ha avviato su scala più ampia e con maggiore arroganza lo smantellamento dei diritti e delle conquiste.

È la fase acuta, perché è quella in cui si esprimono al massimo livello le contraddizioni della società borghese e gli effetti della crisi si manifestano a livello di massa causando sommovimenti e sconvolgimenti economici, politici, sociali.

È la fase terminale perché è il contesto in cui la mobilitazione delle masse popolari, alimentata dagli effetti della crisi e orientata dall’attività di organismi e individui, determinerà la strada attraverso cui la crisi generale sarà superata: la mobilitazione reazionaria che favorisce la guerra imperialista o la mobilitazione rivoluzionaria che sfocerà nell’instaurazione del socialismo.

È irreversibile perché nonostante le illusioni e le speranze non vi è alcuna possibilità di invertire la rotta e tornare al “capitalismo dal volto umano” tanto caro alla sinistra borghese.

E’ una crisi del sistema borghese perchè i padroni non riescono più a fare profitti secondo le “regole” adottate sino ad ora, devono sconvolgere la società, devono rompere le regole che loro stessi si erano dati (di cui la riforma costituzionale è un ultimo esempio).

Misure come l’alternanza scuola-lavoro confermano che per i padroni non ci devono più essere vincoli né formali né sostanziali a intralciare i loro profitti.

Come non vedere e parlare, quindi, delle connessioni tra la crisi del sistema capitalista, i processi di privatizzazione della scuola e dell’Università e le riforme del mondo del lavoro?

Lo vedono e ce ne parlano, gli studenti fiorentini che abbiamo intervistato in occasione della mobilitazione del 07 ottobre (a tal proposito vedi qui: www.carc.it/2016/10/11/firenze-sulle-cariche-agli-studenti-no-alla-dissociazione-estendere-e-rafforzare-la-solidarieta-politica-e-di-classe/).

Esprimiamo il nostro appoggio e sostegno alle occupazioni, autogestioni e a tutte le forme di lotta che gli studenti stanno mettendo in campo per rendere inapplicabile la legge 107, anche detta Buona Scuola.

***

Puoi presentarti e parlarci delle motivazioni che vi hanno portato a scendere in piazza oggi raccontandoci anche com’è andato il corteo?

Ciao a tutti io faccio parte della rete dei collettivi fiorentini che è l’unione dei collettivi autorganizzata a livello fiorentino.

Oggi siamo scesi in piazza in un’assemblea di coordinamento sotto il nome di studenti autorganizzati perché non volevamo limitarci alla nostra firma ma volevamo portare in piazza la voce di tutti coloro che non si riconoscevano dietro alle parole d’ordine dei sindacati studenteschi, dietro al collaborazionismo e dietro al parlare dei “giovani”.

Quello che ci ha più mosso è stato il loro affrontare le problematicità della scuola con la categoria di “giovani”.

Noi in questa categoria di giovani non ci riconosciamo, noi ci riconosciamo nella categoria degli studenti che le misure repressive a scuola se le sentono, negli studenti dei collettivi che vengono accusati di tutto quello che succede dentro le scuole, degli studenti che, come è successo al Liceo Galileo, se non salutano la preside nei corridoi rischiano di vedersi il voto di condotta abbassato, che sentono la pressione da parte dei professori. Noi portiamo la voce degli studenti che vengono sfruttati dall’alternanza scuola-lavoro e la nostra voce vogliamo che sia unita anche a quella dei lavoratori. L’alternanza scuola-lavoro non è sfruttamento solo per gli studenti ma va a incidere chiaramente anche su quello che è il mondo del lavoro a livello globale.

Tra le nostre parole d’ordine c’è anche quella della repressione.

Repressione su due lati, quella attiva di cui abbiamo avuto un esempio abbastanza lampante stamattina.

L’altro lato della repressione è quello che ci viviamo dentro le nostre scuole ed è la repressione passiva, che mira, in un futuro neanche troppo lontano a non avere più bisogno della repressione attiva. È il modo in cui ci educano, il modo in cui ci plasmano, il modo in cui siamo spinti a competere l’uno con l’altro, a far vedere chi è il migliore, al fatto che non ci sia solidarietà, non ci sia comprensione, non ci sia vicinanza tra gli studenti ma che ci sia solamente chiara quella che è la struttura piramidale all’interno della scuola: preside – professori- studenti. La figura del professore è una figura chiave perché ci insegna a obbedire ma ci insegna anche a comandare.

Un altro fronte in cui si è espressa la repressione è stato quello delle esperienze dell’alternanza scuola-lavoro: ci sono stati studenti al Liceo Galilei e al Liceo Capponi, studenti di terza superiore che si sono visti accollare la responsabilità legale del fatto che studenti più piccoli di loro avrebbero partecipato a progetti dell’alternanza perché altrimenti ci avrebbero rimesso loro in prima persona.

Parlando di repressione abbiamo parlato anche di solidarietà, come quella agli imputati nel maxi processo, che comunque è partito dal movimento dell’Onda cioè dalle proteste contro la riforma Gelmini ma che è riuscito ad allargarsi e diventare un movimento trasversale, coinvolgeva l’antifascismo, le lotte dei lavoratori e è quello che anche noi vorremmo fare.

Il percorso che abbiamo fatto l’anno corso per il 9 aprile cioè per il corteo in solidarietà agli imputati del maxi processo è stato un percorso grande. È nata una nuova realtà studentesca che è quella degli Studenti contro la repressione ed è nata in primis da quello che è venuto fuori dalle occupazioni del Liceo Artistico di Porta Romana e del Liceo Alberti. Entrambi hanno occupato e in entrambi i casi abbiamo visto come da un lato la repressione sia partita direttamente dalla polizia e da quell’altro, forse ancora peggio, è stata la preside stessa a identificare i nomi dei colpevoli e a farli denunciare.

È palese come gli studenti appena si rendono conto che la società in cui vivono li reprime e, quindi si organizzano per mobilitarsi ricevono una repressione esplicita, che tu chiami repressione attiva. Ebbene, questa è anche la prima forma da sfruttare per creare organizzazione. Qual’è la soluzione per dare esito positivo a queste battaglie?

Un primo esempio positivo è l’assemblea che si sta tenendo in questo momento dove tutti gli studenti a fine corteo non se ne sono andati ma si sono fermati in piazza a discutere di quello che è successo, a discutere di come uscire tutti insieme. Un altro momento sarà chiaramente quello del presidio di oggi. Se ci saranno altre occupazioni quelli saranno momenti di aggregazione.

Dopo quello che è successo oggi ogni studente che era in piazza e ha vissuto quello che è successo si sentirà vicino a chi gli è stato accanto perché tutti erano lì per un motivo, nessuno era lì a caso. Eravamo tutti lì perché volevamo fare una cosa e questa è la solidarietà. È per questo che noi continuiamo a ripetere questa parola che alcuni interpretano in modo vuoto, per noi questo è il valore principale ed è quello che spinge in avanti l’organizzazione e la lotta.

La solidarietà è la prima forma di mobilitazione e apre anche al fatto che ogni singola battaglia è politica cioè di ribellione al capitalismo e per qualcos’altro. Anche la vostra battaglia è qualcosa che va a contrastare l’attuale sistema?

Ti parlo a nome della Rete dei collettivi studenteschi fiorentini: sull’alternanza scuola-lavoro noi abbiamo chiaramente fatto un ragionamento di classe perché non ci vogliamo relegare nello studentismo. Il nostro punto di riferimento è la classe non sono gli studenti come “massa amorfa”.

L’alternanza scuola-lavoro l’abbiamo inquadrata in un preciso momento di crisi del sistema capitalista; un momento in cui la borghesia italiana si trova a non essere più essere più competitiva, perché non ci sono le strutture di produzione. A quel punto il suo modo per essere competitiva è quello di tagliare i costi del lavoro.

Questo lo abbiamo visto con le riforme del Jobs Act e lo vediamo anche con l’alternanza scuola-lavoro che di fatto toglie una delle spese che sono implicate nella produzione che è la spesa per il padrone della formazione professionale del lavoratore. Con la “formazione” dell’alternanza scuola-lavoro non s’intende più quella per imparare praticamente come si svolge un lavoro ma si parla di una formazione professionale che diventa un qualcosa che va a incidere nella “tua struttura umana”.

Noi abbiamo espresso il concetto con questa frase: si passa dalla differenziazione fra chi nella vita dovrà manovrare le macchine e chi nella vita dovrà leggere e scrivere, a chi nella vita saprà manovrare le macchine e chi saprà leggere e scrivere.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

[Roma] Giù le mani dal Corto Circuito! Giù le mani dagli spazi sociali. Un Corto Circuito in ogni quartiere!

Next Post

[Italia] Estendere la solidarietà, utilizzarla per sviluppare la lotta di classe

Related Posts

Per Fakir nessuna pace senza giustizia
Federazione Emilia Romagna

Per Fakir nessuna pace senza giustizia

by Sezione di Bologna
Luglio 20, 2026
0

...

Dal dibattito “Gli insegnamenti di Cuba e Venezuela per avanzare nella rivoluzione socialista”
Federazione Toscana

Dal dibattito “Gli insegnamenti di Cuba e Venezuela per avanzare nella rivoluzione socialista”

by Agenzia Stampa Staffetta Rossa
Luglio 20, 2026
0

...

Genova. Un altro mondo è possibile. Con la lotta di classe possiamo costruirlo

Genova. Un altro mondo è possibile. Con la lotta di classe possiamo costruirlo

Luglio 19, 2026
Sicurezza popolare nei quartieri: un esempio dal Quartiere Luzzatti-Ascarelli di Napoli

Sicurezza popolare nei quartieri: un esempio dal Quartiere Luzzatti-Ascarelli di Napoli

Luglio 18, 2026
Il movimento comunista e la lotta alla repressione del governo Meloni

Dalla Seconda sessione del Tavolo Permanente dei Comunisti

Luglio 15, 2026
Sull’iniziativa contro la repressione del 10 luglio in Senato

Sull’iniziativa contro la repressione del 10 luglio in Senato

Luglio 15, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d