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[Firenze] Sulle cariche agli studenti: no alla dissociazione! Estendere e rafforzare la solidarietà politica e di classe!

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Novembre 22, 2021
in Federazione Toscana, In breve, In breve 2016
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La riforma dell’istruzione del governo Renzi conferma e aggrava la tendenza a fare della scuola pubblica un campo di investimento privato e quindi di valorizzazione del capitale. Tale tendenza è stata accelerata nel 2008 (Governo Berlusconi, riforma Gelmini) proprio quando è iniziata la fase acuta e terminale della crisi e la classe dominante ha avviato su scala più ampia e con maggiore arroganza lo smantellamento dei diritti e delle conquiste. Misure come l’alternanza scuola-lavoro confermano che per i padroni non ci devono più essere vincoli né formali né sostanziali a intralciare i loro profitti.

A fronte di questo attacco cresce la mobilitazione spontanea delle masse popolari e la risposta puntuale dei governi, delle questure, dei giudici non si fa attendere: chi si ribella subisce arresti, denunce, condanne. La repressione di partecipanti alle manifestazioni spesso si associa alle campagne mediatiche di demonizzazione e intossicazione.

E’ quello che abbiamo visto sulle pagine dei quotidiani locali in questi giorni dopo la manifestazione di venerdì 07 ottobre che ha visto scendere in piazza un migliaio di studenti a Firenze per dire NO non solo alla legge 107 ma a un intero governo, espressione degli interessi dei circuiti della finanza, dei gruppi imperialisti, di Confindustria e del Vaticano, per dire NO a un intero sistema di relazioni sociali ed economiche che, nell’ambito della fase acuta e terminale della crisi del sistema capitalista, mostra il suo fallimento, mostra la necessitò di essere superato.

Il nostro Partito solidarizza senza “se e senza ma” con gli studenti che sono stati duramente repressi in piazza, ci dissociamo completamente dalla logica “studenti buoni e studenti cattivi”, una logica che non fa altro che portare acqua al mulino del nemico: è fumo negli occhi, funzionale alla guerra tra poveri, alla mobilitazione reazionaria (masse popolari contro masse popolari).

Non cediamo alla “propaganda di guerra” messa in campo da lacchè e tirapiedi del governo: ogni azione di ribellione al corso delle cose, all’assoggettamento ai padroni, va sostenuta in qualsiasi modo essa si esprima. I veri nemici sono gli esponenti della classe dominante che sfrutta, che costringe le masse popolari a una vita indegna, che le conduce alla disperazione. I padroni fanno la guerra contro le masse popolari e le masse popolari combattono battaglie per difendere diritti e conquiste e strapparne di nuove. L’esito della guerra della borghesia contro le masse popolari sono decine di migliaia di morti, feriti, invalidi permanenti, l’avvelenamento e la distruzione progressiva del paese.E’ di pochi giorni fa la notizia di un professore precario che ha tentato il suicidio dopo aver saputo del trasferimento che lo avrebbe portato a insegnare fuori dalla propria regione, lontano dalla sua famiglia, sottoposto all’ennesima “prova di nervi”. Ebbene questo è un ennesimo esempio della guerra di sterminio non dichiarata a danno delle masse popolari: una guerra che genera morti come il caso del compagno Abd E Salam tristemente ci ricorda. Quanti dobbiamo ancora piangerne?

Non possiamo avere alcuna fiducia nella possibilità di cambiare l’attuale corso delle cose “strappando diritti”, che lo facciamo secondo le regole della democrazia borghese (con leggi popolari, referendum, presentando carte dei diritti e petizioni…) o mettendo in campo azioni di protesta sempre più forti.

Noi sosteniamo le lotte rivendicative che le masse popolari mettono in campo, sosteniamo anche le “azioni militanti” perché riteniamo che è legittimo tutto quello che mette al centro gli interessi delle masse popolari anche se è illegale.

Di conseguenza la ribellione, la rabbia che legittimamente viene portata in piazza e che, al di là della scandalizzazione dei benpensanti non può che crescere a fronte del peggioramento delle condizioni di vita, assume un ruolo positivo nella misura in cui alimenta l’organizzazione e la mobilitazione delle masse popolari, tanto più tale ribellione è espressione di un movimento popolare e lo rafforza e contribuisce ad adottare misure d’emergenza per far fronte alla crisi, prendere in mano direttamente la gestione delle proprie scuole, attraverso il coordinamento tra studenti e lavoratori (e così fare fronte ai diktat dei Presidi), coordinarsi con il resto delle masse popolari, in particolare con la classe operaie la base economica, produttiva della nostra società, per uscire dalla scuola e alimentare il processo di costruzione di una rete. Una rete di nuova governabilità dei territori, l’unica che può dare sostanza alle rivendicazioni che vengono portate in piazza e che non possono che rimanere disattese.

Sostenere e sviluppare la solidarietà verso chi promuove iniziative di rottura della legalità borghese è un dovere per quanti oggi aspirano a un cambiamento reale della società!

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