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[Bacoli (NA)] Sulla caduta di Josi Della Ragione: imparare dall’esperienza per costruire Amministrazioni Locali d’Emergenza!

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Novembre 22, 2021
in In breve, In breve 2016
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Comunicato della Segreteria Federale Campania del P.CARC

Nei giorni scorsi una serie di manovre sottobanco, di inciuci di corte e pratiche tipiche del teatrino della politica borghese, hanno posto fine alla prima esperienza da sindaco di Bacoli di Josi Gerardo Della Ragione. L’esito di quest’anno di governo dell’ormai ex sindaco Della Ragione deve portarci a ragionare concretamente sui pregi e i limiti di un’esperienza di amministrazione locale che ha avuto richiamo nazionale, perchè nata sulle parole d’ordine della democrazia partecipata e frutto di una mobilitazione popolare espressa dalle numerose associazioni attive sul territorio, tra cui Freebacoli, l’associazione da cui proviene lo stesso Josi Della Ragione.

Nel suo primo anno da sindaco Josi ha condotto una serie di battaglie ammirevoli, provando ad aprire il campo alla mobilitazione dei cittadini nella ricostruzione del territorio – per esempio, istituendo per delibera comunale i Comitati di quartiere, che però sono rimasti solo sulla carta – ed aprendo il consiglio comunale alla cittadinanza. D’altro canto, però, la tendenza marcata alle politiche interclassiste dei “grandi eventi”, le tassazioni indiscriminate e senza applicare il principio che chi ha di più paga di più, l’esecuzione pedissequa delle imposizioni finanziarie della Corte dei Conti, hanno posto l’amministrazione Della Ragione di fronte a un bivio: ridursi a fare i “bravi amministratori”, oppure rompere con i diktat del Patto di stabilità e del risanamento dei conti imposti dal governo centrale, mettendo al centro gli interessi delle masse popolari? Questo è il grande dilemma che affligge tutte le amministrazioni, i sindaci, i movimenti e i partiti che si candidano al governo delle città e che sono mossi dalla volontà e dai migliori propositi di agire in nome degli interessi popolari. Le ultime elezioni amministrative ci consegnano numerosi amministratori, anche di grandi città, che si presentano come alternativi al governo Renzi e in contrasto con le misure finanziare imposte dai vertici della Repubblica Pontificia, in particolare l’amministrazione De Magistris a Napoli e quelle del M5S a Roma e Torino. Questo tipo di amministrazioni “di rottura” hanno raccolto la fiducia dalle masse popolari proprio perché nascenti in seno a quanto si muove tra le organizzazioni operaie e popolari, ma, una volta giunte al governo delle città, sono poste continuamente di fronte a una contraddizione: mobilitare le masse popolari solo per vincere le elezioni e per rafforzare le istituzioni costituite, oppure utilizzare tutte le risorse e i mezzi a cui le istituzioni permettono di accedere per mobilitare le masse popolari, favorire la loro organizzazione e la loro azione da nuove autorità pubbliche?

L’esperienza dell’amministrazione Della Ragione dimostra che oggi a decidere della sorte dei territori non sono tanto i programmi elettorali e le intenzioni e qualità personali dei candidati. Incidere nel cambiamento della società oggi non è un “problema morale”, perché la valorizzazione del capitale è la morale suprema della borghesia imperialista, e chi non è disposto a rompere con la classe dominante deve adeguarsi a questo. Ma con l’avanzare della crisi, è la stessa forza delle cose a costringere le nuove amministrazioni ad appoggiarsi sull’iniziativa, sulla mobilitazione e sull’organizzazione delle masse popolari. L’alternativa è mettersi nelle mani dei vertici della Repubblica Pontificia, cioè farsi anche loro – come gli amministratori che li hanno preceduti – agenti della speculazione finanziaria (debito comunale) ed edilizia (grandi opere, sfratti e degrado del patrimonio immobiliare e del territorio) e della privatizzazione dei servizi pubblici (sanità, istruzione, trasporti, ecc.). E’ la strada che porta anche gli amministratori locali “di rottura” a diventare agenti dei poteri forti che devastano la vita delle masse popolari, condannandosi, quindi, ad una rapida sparizione, perché non hanno neanche la collaudata capacità di intrigo, di clientelismo, di rapina, di complotti e di ricatto che la Repubblica Pontificia eredita dalla storia e che tiene insieme in qualche misura i gruppi e i personaggi che sono al suo vertice. Questo è quanto successo a Josi Gerardo Della Ragione e quanto succederà a tutti quei sindaci e amministratori che non avranno il coraggio e la forza di rompere con le procedure e le prassi del teatrino della politica borghese.

Quest’anno, come Partito dei CARC, abbiamo proposto all’amministrazione comunale, allora ancora presieduta da Della Ragione, di organizzare a Bacoli la Festa della Riscossa Popolare, la festa politica e popolare promossa dal P. CARC e costruita insieme a collettivi, associazioni e organizzazioni popolari di vario genere; la stessa Freebacoli – in particolare la sua componente ancora attiva sul territorio e non “assorbita” nell’amministrazione – ha collaborato con noi, per costruire la festa a Bacoli. Tuttavia, dopo un primo consenso formale, l’amministrazione ci ha comunicato che ciò era impossibile per motivi “burocratico-amministrativi” (bandi, permessi ecc.), per mancanza di reale volontà politica diciamo noi. Nella campagna di costruzione della Festa della Riscossa Popolare, il 5 Giugno abbiamo promosso un’assemblea popolare nella Villa Comunale di Bacoli; dagli interventi dei partecipanti, tra cui diversi ex componenti di Freebacoli, veniva fuori il dissenso verso un sindaco che ormai non ascoltava più la base e che aveva posto fine all’esperienza di Freebacoli schiacciando tutta la sua attività sul piano amministrativo. Oggi, con il Comune di Bacoli commissariato, ne vediamo chiaramente i risultati.

Di certo però non possiamo considerare conclusa l’esperienza politica di Freebacoli e di Josi Della Ragione, che ha già annunciato che si presenterà nuovamente alle prossime elezioni e che nel frattempo continuerà a fare il “sindaco del popolo”. E’ una situazione analoga a quella nella quale si è trovato De Magistris dopo i primi due anni da sindaco di Napoli. Il sindaco era arrivato a palazzo San Giacomo inneggiando alla partecipazione popolare e al protagonismo delle masse popolari, ma ha condotto nella prima fase una classica sindacatura da “buon amministratore”, cercando di accontentare da un lato le esigenze popolari e dall’altro le pretese dei poteri forti, trovandosi così, nel bel mezzo del suo mandato, a non avere più poteri. È da quel momento che De Magistris ha ricostruito il legame con chi lo aveva votato, intessuto un filo che legava la città a palazzo San Giacomo e avviato dei passi verso la costruzione di una giunta che si ponesse concretamente sul terreno dello scontro con il governo centrale. È da lì che nasce e si sviluppa, su spinta di quella parte consistente di masse popolari già organizzate, il De Magistris di oggi, che vince le elezioni con la parola d’ordine del “Potere al popolo”. Ed è questo quanto è chiamato a fare oggi Della Ragione per rilanciare il cambiamento reale a Bacoli: stare tra i processi, contribuire all’organizzazione delle masse popolari, spingere in avanti i pezzi più avanzati del suo programma anche ora che è fuori dal palazzo: i comitati di quartiere, per esempio, si possono fare e vanno costruiti qui ed ora, non è certo una delibera comunale a stabilirne la legittimità! Inoltre: non basta mobilitare i cittadini nella riqualificazione delle spiagge su basi volontarie, bisogna mobilitare i disoccupati a prendersi quell’attività come lavoro, e spingere per ottenere la retribuzione di quello che è a tutti gli effetti un lavoro utile e dignitoso! La crisi delle banche, risultato delle speculazione e delle manovre dei banchieri, dimostra che le operazioni bancarie non sono dettate da sacre “leggi dell’economia” ma da interessi e manovre: quindi è possibile costringere ogni banca a finanziare i mille lavori utili che Amministrazioni Comunali d’Emergenza, organismi operai e popolari possono lanciare, basta creare i rapporti di forza adeguati.

Bacoli insegna. Le nuove amministrazioni comunali (quelle del M5S a Roma, Torino e altrove, quelle di rottura con le Larghe Intese come De Magistris a Napoli, quelle della sinistra che ha rotto col PD come a Sesto Fiorentino) si scontreranno ben presto e in modo sempre più acuto con il proprio legalitarismo: l’ostinazione ad attenersi alle procedure disposte dalle autorità della Repubblica Pontificia e alle loro leggi anziché promuovere la mobilitazione e l’organizzazione delle masse popolari e far leva sui nuovi rapporti di forza che così nascono per attuare i propositi che hanno dichiarato. A Bacoli, come nel resto del paese, la Riscossa Popolare non dipende dalla buona volontà di un singolo: è piuttosto il singolo che deve mettersi a disposizione dei processi di trasformazione, se non vuole esserne travolto. Facciamo tesoro dell’esperienza di governo del sindaco Della Ragione per alimentare la voglia di cambiamento che le masse popolari esprimono a Bacoli come nel resto del paese. Bando alla sfiducia e alla rassegnazione: la battaglia è solo all’inizio!

Non aspettiamo le prossime elezioni, lavoriamo fin da ora alla costruzione di un’ Amministrazione Comunale d’Emergenza! Costruiamo l’alternativa reale, l’alternativa delle masse popolari organizzate!

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