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Partito dei CARC
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Adesione alla Carovana Antifascista nel Donbass

Compagno P by Compagno P
Gennaio 30, 2019
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georg lenta-2

 

Il Partito dei CARC aderisce alla seconda Carovana Antifascista che parte dall’Italia il 5 maggio per fornire sostegno politico e umanitario alla lotta intrapresa dai popoli del Donbass contro il governo fascista imposto in Ucraina dalla NATO con il colpo di Stato del 2014.

L’Ucraina è uno dei paesi in cui la comunità internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti, approfittando della debolezza del movimento comunista causata dalla sconfitta subita nella seconda parte del secolo scorso, sta conducendo le sue aggressioni, i suoi complotti e le sue manovre. L’avanzare della seconda crisi generale del capitalismo, che nel 2008 è entrata nella sua fase acuta e terminale, fa da sfondo e spiega quest’aggressione: per i gruppi imperialisti far fronte alla crisi significa eliminare ostacoli e concorrenti, perché ogni gruppo imperialista vede la fonte della sua crisi (l’ostacolo alla valorizzazione del suo capitale) nell’attività dei gruppi imperialisti concorrenti. Da qui la guerra tra gruppi imperialisti per valorizzare ognuno il suo capitale a spese di un altro, la guerra della comunità internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti per sottomettere nuovamente i paesi coloniali, semi-coloniali e gli ex paesi socialisti, la guerra in seno alla stessa comunità internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti.

  • Leggi  il Saluto della Delegazione del P.CARC al Forum di Lugansk, 8 maggio 2015
  • Leggi l’intervista alla Banda Bassotti per Resistenza 
  • Leggi l’articolo su Resistenza “9 Maggio 1945: il Giorno della Vittoria”

Questo è il filo conduttore tra il colpo di Stato di un anno fa in Ucraina, le guerre civili fomentate dagli imperialisti in Siria, Libia e Egitto, i ripetuti tentativi di destabilizzazione del governo bolivariano del Venezuela e dei paesi dell’ALBA e, prima ancora, l’aggressione e l’occupazione dell’Iraq e dell’Afghanistan.

La borghesia imperialista e il suo clero non possono niente contro la crisi del loro sistema sociale: l’unico risultato delle loro operazioni è quello di guadagnare tempo spremendo le masse popolari, mettendo una parte delle masse popolari contro l’altra e un popolo contro l’altro, devastando l’ambiente e moltiplicando i focolai di guerra in tutto il mondo. E’ ciò che gli imperialisti stanno facendo in Ucraina da un anno a questa parte ricorrendo all’uso delle bande naziste addestrate e armate dalla NATO, come quelle che il 2 maggio di un anno fa hanno assediato la casa dei sindacati di Odessa e bruciato vive 40 persone tra comunisti, sindacalisti, antifascisti e oppositori del colpo di Stato.

La strage della casa dei sindacati di Odessa di un anno fa  ha rappresentato l’apice del terrorismo fascista ma ha anche segnato l’avvio della rivolta dei popoli del Donbass contro il governo golpista e i suoi progetti di apartheid contro l’etnia russa. Questa strage ha suscitato un’accanita resistenza di popolo di cui il governo di Kiev e i mercenari fascisti, foraggiati dagli imperialisti, non riescono a venire a capo e che giorno dopo giorno alimenta anche la lotta dei lavoratori e delle masse popolari del Donbass e del resto dell’Ucraina anche contro la rimozione dei simboli comunisti e contro l’attacco alle residue conquiste che la decennale appartenenza al glorioso campo socialista aveva lasciato loro in eredità, nonostante l’opera dei revisionisti moderni (i fautori della restaurazione graduale e pacifica del capitalismo che presero la direzione del PCUS dal 1956 in avanti) e poi degli oligarchi (i fautori della restaurazione del capitalismo ad ogni costo subentrati dal 1989 in avanti). Da qui lo svettare di bandiere rosse nei territori liberati dalle milizie popolari del Donbass che accende l’entusiasmo dei comunisti, dei progressisti e degli antifascisti di tutto il mondo.

La resistenza in corso in Donbass e in Ucraina è dipinta a tinte fosche dai media dei paesi imperialisti che strumentalizzano per denigrarla i punti deboli e le arretratezze delle organizzazioni che oggi ne sono alla testa, così come strumentalizzano il fatto che la resistenza antimperialista dei popoli arabi è oggi diretta dal clero musulmano. Ne è un esempio il servizio di alcune settimane fa del programma televisivo “Le Iene”, in cui si dava risalto alla presenza in Donbass del noto fascista di Lucca Andrea Palmeri nelle file delle milizie popolari che si oppongono al governo di Kiev.

Anche gli avvenimenti in corso in Ucraina confermano che l’instaurazione del socialismo è la sola alternativa al vortice di miseria, devastazione e guerra in cui la borghesia e le altre classi dominanti ci stanno trascinando. Dall’Ucraina al Nord Africa, dal Medio Oriente all’America Latina i comunisti italiani devono sostenere la resistenza delle masse popolari al processo di ricolonizzazione, smascherare tra i lavoratori e le masse popolari la sistematica opera di mistificazione promossa dai media di regime, denunciare il governo della Repubblica Pontificia che fa partecipare l’Italia alle aggressioni militari e alle imprese criminali condotte dalla comunità internazionale e mostrare le conquiste raggiunte da popoli che, come quello venezuelano e cubano, hanno lottato e lottano per affrancarsi dall’imperialismo e instaurare il socialismo.

La solidarietà e il sostegno alla resistenza antimperialista dei popoli oppressi sono per noi doverosi, però li sviluppiamo non da tifosi, ma in stretta relazione con la lotta per instaurare il socialismo nel nostro paese. E’ infatti nella rinascita del movimento comunista nel nostro paese e nella lotta per la costruzione della rivoluzione socialista a partire dalle condizioni concrete in cui operiamo (quindi a partire dalla costruzione di un governo d’emergenza dei lavoratori e delle masse popolari organizzate) il contributo più grande che possiamo portare allo sviluppo vittorioso della seconda ondata della rivoluzione proletaria che avanza facendo fronte al catastrofico corso della cose che la borghesia e le altre classi dominanti impongono a  tutto il mondo

Questo è lo spirito con cui una delegazione di compagni del P.CARC partecipa alla seconda Carovana Antifascista organizzata dalla rete di solidarietà con la resistenza del Donbass costituitasi in questi mesi su impulso deciso e generoso della Banda Bassotti.

Viva la solidarietà internazionalista!

Direzione Nazionale del Partito dei CARC

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