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Partito dei CARC
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Le lotte non si arrestano! Solidarietà ai precari BROS e agli attivisti colpiti dalla repressione!

Compagno P by Compagno P
Settembre 7, 2016
in Federazione Campania
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COORDINIAMO LE FORZE, COSTRUIAMO LA NOSTRA SOLUZIONE ALLA CRISI!

 

L’azione repressiva a carico di una trentina di esponenti dei disoccupati organizzati napoletani e dei movimenti sociali scattata il 13 febbraio scorso, alle prime luci del giorno, in uno con le 87 denunce che hanno colpito gli LSU in agitazione nelle scuole, dimostra, chiaramente, qual è la linea di condotta delle istituzioni locali e nazionali: stroncare ogni resistenza sociale, disarticolare i movimenti di lotta, colpire chi si organizza per difendere, collettivamente, i propri diritti. Linea di condotta che trova ulteriore conferma se si considera che provvedimenti giudiziari simili a quelli che hanno colpito i movimenti di lotta napoletani, contemporaneamente, sono stati notificati ad attivisti sociali della lotta per la casa a Roma. Mentre restano le accuse, pesanti, a carico dei No TAV e No MOUS.

Respingere la strategia repressiva in atto, smontare il castello accusatorio orchestrato ad arte per fiaccare il protagonismo sociale di quelle tante compagne e compagni, alcuni dei quali hanno fatto la storia dei movimenti di lotta della nostra città significa passare dalla difesa all’attacco! Non basta né la solidarietà formale, né la difesa a oltranza. Bisogna che i movimenti sociali si mobilitino, si organizzino, si coordinino tra loro. Non accettare i processi farsa significa puntare il dito contro i veri responsabili del disastro sociale che, oggi, piega la nostra città! Mettere sotto accusa gli accusatori!

La repressione che ha colpito i movimenti organizzati da l’occasione di rilanciare a livello superiore, di forze e di organizzazione, i movimenti stessi! A noi tutti, dunque, il compito di trasformare la guerra sporco che le Procure muovono contro i movimenti per conto dei poteri forti in un’occasione per rilanciare il movimento di lotta per il lavoro a Napoli, legarlo alle tante realtà territoriali e di scopo che, oggi, si oppongono alle politiche di massacro sociale e di miseria imposte dalla classe dominante: comitati civici e movimenti ambientalisti, disoccupati organizzati e operai in agitazione (come nel caso dei lavoratori licenziati della Dema, fabbrica dell’indotto Alenia nella zona Vesuviana), lavoratori in cassaintergrazione forzata o già definiti “in esubero” (come quelli delle aziende partecipate di Astir, Arpac multiservizi, SIS, ASUB, Consorzio Bacino o, ancora, quelli della Essentra di Salerno), fino ad arrivare ai piccoli lavoratori autonomi (tanti, precarizzati se non già disoccupati anch’essi e che vanno organizzandosi nel “Coordinamento 9 dicembre”.

Al processo politico cui vengono sottoposti i movimenti di lotta bisogna contrapporre ed imporre una soluzione politica alternativa. Contrastare le politiche “lacrime e sangue” imposte, oggi, a fasce sempre più larghe della popolazione comporta che i movimenti sociali inizino a mettere in campo azioni di lotta comuni, costruendole, organizzandole, coordinandole: costruire scioperi al contrario per ripulire, ad esempio, dai rifiuti i nostri territori devastati da camorra, politicanti e padroni; indire presidi davanti alle fabbriche in crisi; prendersi quello che serve per vivere con spese proletarie. Legare queste l’azione diretta ad una piattaforma comune che individui soluzioni concrete ai problemi concreti, una piattaforma che non sia rivendicazione mera, lamentela o piagnisteo, ma vero e proprio programma di governo alternativo del territorio, quello delle masse popolari organizzate.

CHI deve fare questo? Chi può farlo? Solo un Comitato di Salvezza cittadino, composto da quegli esponenti del movimento che hanno ancora riconoscimento da chi si mobilita, dagli esponenti dei comitati civici e di scopo, dai e movimenti in lotta per il lavoro, l’ambiente, la casa, dagli quegli intellettuali non asserviti e organici alla cultura dominante, finanche da quegli amministratori locali ancora sinceramente democratici, ovvero da tutti quanti hanno a cuore le sorti della nostra città e del Paese tutto.

L’azione repressiva intentata dalla classe dominante che orienta gli apparati decisionali e giudiziari dello Stato è un’arma che possiamo usare a nostro vantaggio se comprendiamo che la debolezza del governo locale e nazionale risiede nel fatto che non hanno soluzioni praticabili per disoccupati, lavoratori e masse popolari tutte che non sia la repressione stessa. Sta a noi, dunque, organizzarci, elaborare un programma di governo alternativo e imporlo con la mobilitazione. Anziché continuare a pagare tributi a banche e governi, poniamoci come centro autorevole alternativo alle istituzioni designate dai padroni!

La solidarietà è un’arma! Riprendiamoci i nostri compagni posti sotto restrizioni!

Mettiamo sotto accusa gli accusatori!

Costruiamo subito un Comitato di Salvezza cittadino!

—

PARTITO dei CARC – Federazione campana

www.carc.it – [email protected] – tel. 349 6631080

 

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