Su mandato del giudice Maurizio De Marco della Procura di Napoli, il 21 aprile la Digos ha perquisito le abitazioni di sei compagni e compagne: tre membri della Direzione Nazionale del P.Carc tra cui Paolo Babini, un simpatizzante minorenne e altri membri delle Sezioni della Federazione Campania del P.Carc.
Questo attacco si colloca nella scia di quelli a cui siamo soggetti da diverse settimane: dalle sanzioni per il “blocchiamo tutto” che hanno coinvolto nostri membri a Massa e Viareggio, alle multe ricevute il 30 marzo scorso da Silvia e Chiara, così come da alcuni residenti di Piazza Tanucci, a causa delle nuove disposizioni previste dal pacchetto sicurezza. Fino ad arrivare alle accuse mosse dagli agenti dell’antiterrorismo della Procura di Milano, che hanno incriminato nove persone, di cui sette appartenenti al P.Carc, per reati come istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale per via del nostro impegno nel denunciare il ruolo del sionismo e dei sionisti nei gangli della vita politica e sociale del nostro paese e dei nostri territori (come la vicenda Carrai dimostra…).
Il partito dei Carc è sotto attacco, il movimento in solidarietà con la Palestina è sotto attacco, i sindacati combattivi sono sotto attacco, chi si mobilita contro il governo Meloni è sotto attacco…Vuol dire che il nemico ha paura, vuol dire che la mobilitazione popolare è un problema e il nemico ricorre al vecchio metodo: repressione, intossicazione e divisione! Vuol dire che dobbiamo proseguire senza riserve nella lotta per cacciare subito il governo Meloni, il governo degli emuli dei fascisti del secolo scorso – dio, patria, famiglia e manganello – imporre un governo che attui realmente la Costituzione del 1948!
Il P.Carc e la Carovana del (n)Pci hanno fatto fronte e superato attacchi repressivi ben più strutturati e argomentati di questo patetico, benché strumentale, teorema della Procura di Napoli che poggia sulla pubblicazione di alcuni contenuti su Tik Tok e altri social! Si tolga la maschera, la Procura di Napoli! Se ha l’obiettivo di rinnovare e rinvigorire i tentativi di mettere fuori legge il comunismo e i comunisti ci metta la faccia e si prenda la responsabilità delle sue azioni!
Dal canto nostro siamo perfettamente consapevoli che l’aggravarsi della crisi generale, della crisi politica, della Terza guerra mondiale spingerà la parte più reazionaria della classe dominante a violare le sue leggi sempre più platealmente per attaccare il movimento comunista. È tutt’altro che campata in aria l’idea che la classe dominante italiana arrivi anche ad abolire formalmente i diritti conquistati con la vittoria della Resistenza sul nazifascismo per dotarsi di strumenti più adeguati e “moderni” contro la rinascita del movimento comunista.
Noi siamo disposti, decisi e convinti a resistere e a contrattaccare, a trasformare ogni attacco repressivo in un macigno che ricade su chi lo ha sollevato.
Siamo consapevoli che esattamente come ogni attacco repressivo è la manifestazione della debolezza del nemico, ogni attestato di solidarietà a chi è colpito dalla repressione alimenta la lotta di classe, la resistenza, la lotta rivoluzionaria, tutto il campo delle masse popolari. Per questo ringraziamo i partiti, le organizzazioni, i movimenti, i singoli che ci hanno espresso e ci stanno esprimendo solidarietà. Sono già tanti per poterli nominare tutti, ma rinnoviamo l’appello a scrivere, prendere posizione pubblica, esporsi e a partecipare alle iniziative che abbiamo in programma a partire da giovedì 23 aprile con i presidi a Firenze piazza dei Ciompi, ore 18.00 e Pisa, piazza XX settembre ore 18.00.
Invitiamo tutti a seguire la pagina FB: Carc Toscana dove pubblicheremo tutti gli aggiornamenti del caso.
Costruiamo la rete di solidarietà perché questo attacco repressivo, come ogni attacco repressivo, non è mai una questione privata di chi ne è bersaglio, è una questione politica che riguarda tutti!
La lotta di classe non si processa!
La solidarietà è un’arma, usiamola!
Federazione Toscana del Partito dei Carc

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