Lo scorso 29 settembre 2025 le associazioni AssoPace Palestina, A Buon Diritto, ATTAC Italia, ARCI, ACLI, Pax Christi, Un Ponte Per e la Dott.ssa Hala Abulebdeh hanno depositato un ricorso presso il Tribunale civile di Roma, per chiedere che vengano dichiarati nulli i contratti di vendita e fornitura di armi stipulati da Leonardo con lo Stato di Israele e che sia vietata allo stesso la futura vendita di armi e di tecnologie militari.
Il ricorso si inserisce nella campagna “In nome della legge. Giù le armi, Leonardo” e rappresenta una delle prime azioni legali lanciate contro un’azienda privata e un Paese membro dell’UE coinvolti in accordi per la fornitura e la vendita di armi con lo Stato di Israele. Se il Tribunale civile di Roma riconoscerà la nullità dei contratti di fornitura di armi, Leonardo e lo Stato italiano non potranno più garantire sostegno militare ad Israele.
Aggiungiamo anche che a rafforzare la lotta sul piano giudiziario, oltre alle numerose mobilitazioni contro la guerra in corso in tutto il paese come quella del 4 aprile in occasione del 77° anniversario della fondazione della Nato, si aggiungono le iniziative dei lavoratori.
Un gruppo di lavoratori della Leonardo infatti ha prodotto un dossier col quale ha dimostrato che abbandonare la produzione bellica in favore di quella civile sarebbe l’unica soluzione di prospettiva per l’azienda sia in termini economici che occupazionali. Con questo dossier i lavoratori Leonardo hanno respinto al mittente il ricatto del lavoro che li spinge a lavorare per la guerra, mostrando che di lavoro dignitoso, utile e non complice con le guerre criminali della Nato nel paese ce ne sarebbe molto.
Buona lettura.
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Sette associazioni italiane e Hala Abulebdeh hanno citato in giudizio Leonardo S.p.A. e lo Stato italiano, per chiedere la nullità di tutti i contratti che Leonardo S.p.A. hanno stipulato o mantiene in vigore con lo Stato di Israele e le sue imprese per la fornitura di materiali bellici, compresi beni e servizi “dual use” (civile e militare). Perché quei contratti sarebbero nulli?
I contratti stipulati in violazione di norme imperative – in particolare di norme costituzionali ed internazionali – sono radicalmente nulli ai sensi degli artt. 1418 e 1344 del Codice civile. La Costituzione non vincola solo i poteri pubblici ma anche i privati: nessun contratto può avere come causa o oggetto il contributo a una guerra di aggressione, a un genocidio o all’offesa della libertà di un popolo. A ciò si aggiunge il diritto umano alla pace, sancito dall’art. 28 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, e lo ius cogens internazionale, che non ammette deroghe.
Premesso questo è utile approfondire dicendo che l’atto si fonda su tre argomenti principali, tra loro connessi:
Le illiceità accertate di Israele.La Corte Internazionale di Giustizia (CIG) e vari organi dell’ONU hanno accertato – almeno dal 2004 – che Israele viola stabilmente il diritto internazionale attraverso l’occupazione illegale dei territori palestinesi, atti di aggressione, apartheid e, dal 7 ottobre 2023, condotte che configurano il crimine di genocidio (ancora in corso di accertamento). La CIG ha ordinato a tutti gli Stati terzi di non fornire assistenza che perpetui tali illiceità.
I divieti costituzionali e di legge.La Costituzione italiana ripudia la guerra e l’offesa alla libertà degli altri popoli (art. 11). La legge n. 185/1990 – che disciplina ogni operazione di fornitura di armamenti – vieta tassativamente le esportazioni verso Paesi responsabili di gravi violazioni dei diritti umani accertate dall’ONU, e verso Paesi in stato di conflitto armato in contrasto con la Carta delle Nazioni Unite. Questi divieti si applicano non solo allo Stato, ma anche ai privati, inclusa Leonardo.
La condotta di Leonardo e dello Stato italiano.Nonostante la notorietà dei crimini israeliani, Leonardo ha continuato e continua a fornire ad Israele aeroplani da addestramento (M-346), elicotteri (AW119Kx), cannoni navali (OTO Melara 76/62), componenti per gli F-35, alette per le bombe GBU, radar, sistemi per carri armati e altri materiali bellici. Ha persino inviato tecnici in Israele dopo il 7 ottobre 2023 e si è rifiutata di rendere noti i contenuti dei propri contratti. Lo Stato italiano, dal canto suo, si è limitato a sospendere le “nuove autorizzazioni” per le sole esportazioni, lasciando invariati tutti i contratti già in essere.
Questa causa è stata definita come un caso inedito, come mai?
Perché è prima controversia in Italia e nel mondo in cui privati cittadini e associazioni chiedono a un giudice civile di dichiarare nulli contratti di fornitura di armamenti per violazione di norme costituzionali e internazionali. L’azione non si rivolge ai meccanismi amministrativi, ma direttamente al giudice ordinario, sostenendo che la nullità dei contratti possa e debba essere accertata nell’interesse di chiunque, in primo luogo di chi, come le parti attrici, subisce le conseguenze concrete di quei contratti.



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