Abbiamo intervistato Riccardo Rosa della Rete No Coppa America di Bagnoli perché la lotta in corso nel territorio di Bagnoli è un’esperienza ricca di insegnamenti e spunti per molti altri territori che si trovano in simili condizioni, ma anche per il resto di comitati e organismi che lottano nei più disparati fronti nel nostro paese.
A Bagnoli è in corso una combattiva ed estesa mobilitazione contro progetti di opere messe in moto dalla giunta Manfredi – in perfetta continuità con le politiche nazionali – in occasione dell’American’s Cup. Opere che farebbero carta straccia dei progetti di bonifica e riqualificazione strappati dalla mobilitazione dei comitati di Bagnoli negli scorsi anni. Progetti promossi dalla rete di realtà attive sul territorio e che con la giunta De Magistris avevano trovato traduzione in delibere e ordinanze con la parola d’ordine “chi ha inquinato deve pagare”.
La battaglia in corso, come ci ha spiegato Riccardo, nasce da un lavoro territoriale costante negli anni. Dall’organizzazione e mobilitazione delle masse popolari della zona per mettere mano ai problemi più urgenti che vivono, dal lavoro al bradisismo, e che abbraccia anche le mobilitazioni contro la guerra e per la Palestina. Una ricchezza quindi che si è strutturata nel tempo e che oggi si è coordinata, creando un fronte di forze compatto che agisce insieme per obiettivi comuni, al di là di differenze e lasciando da parte concorrenze.
La forza di questo fronte si sta concretizzando in queste settimane in esperienze di avanguardia che combinano pratiche di lotta avanzate – con blocchi ai lavori, occupazioni delle zone interessate, contestazioni di consigli comunali – uno studio e un’inchiesta accurata della situazione ambientale e delle conseguenze inquinanti e una mobilitazione più complessiva che si pone via via come alternativa alla giunta attuale.
La necessità di alimentare una mobilitazione in grado di sfiduciare e far cadere la la giunta Manfredi, in perfetto accordo e continuità con il governo Meloni, è infatti uno degli aspetti che anima questa mobilitazione. Che si combina con la costruzione di un’alternativa popolare di gestione dei territori e della città. Per il 27 marzo ad esempio è stato convocato dalla Rete un Consiglio Comunale Popolare, dove sono i comitati a porre le questioni urgenti del territorio e le soluzioni, convocando su queste eletti e esponenti politici.
A Bagnoli la Rete No Coppa America mostra la strada da percorrere per risolvere le problematiche più urgenti dei territori e prenderli via via in mano. Sono insegnamenti, come dicevamo, validi per tutti i territori ma che possono essere estesi anche al nazionale – e che si combinano con questo piano – per costruire una nuova liberazione nazionale e prendere in mano il paese.



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