Partecipiamo e invitiamo a partecipare all’assemblea indetta dal Coordinamento di Bologna per la Palestina, di cui siamo parte, “Contro la repressione per una Palestina libera”, giovedì 5 marzo dalle 20:45 al Centro Costa a Bologna, per “una mobilitazione forte e unitaria, nello spirito dello sciopero generale del 3 ottobre”, contro “una strategia fondata sull’impiego arbitrario delle forze dell’ordine e sull’approvazione dei cosiddetti decreti sicurezza” (in calce l’appello).
L’aggressione all’Iran e le sue conseguenze rendono sempre più chiaro che la promozione della solidarietà con la Resistenza del popolo palestinese si salda con il più ampio obiettivo di tirare fuori il nostro paese dal consesso dei promotori della Terza guerra mondiale, cioè la feccia umana degli imperialisti USA e sionisti di cui il governo Meloni è fedele servo. Il fronte interno dei paesi imperialisti come l’Italia è decisivo per l’esito di questa guerra. La repressione di questi mesi va inquadrata innanzitutto, quindi, come parte della guerra in corso.
Non c’è modo più efficace di contrastare l’azione repressiva che continuare a mobilitarsi usando gli stessi criteri e metodi che l’azione repressiva punta a scoraggiare. Perché? Perché sono quelli che funzionano.
I principali fattori che hanno portato al successo delle mobilitazioni di autunno sono stati il protagonismo del CALP, degli altri collettivi dei portuali e più in generale degli organismi dei lavoratori come i Sanitari per Gaza e le reti di docenti per Palestina. Sono stati l’unità sindacale a sostegno dell’azione e delle parole d’ordine lanciate da questi lavoratori e i metodi di lotta che il movimento popolare ha saputo esprimere.
Quindi, innanzitutto, ogni associazione, comitato, partito politico che ha a cuore questa battaglia di civiltà deve sostenere in ogni modo gli organismi di lavoratori che si stanno mobilitando contro la guerra, la logistica di guerra e la riconversione bellica, per la prossima Flottiglia, per il boicottaggio, contro la censura, la repressione sui luoghi di lavoro e lo smantellamento dell’apparato produttivo. Questo è il primo e principale terreno dove dobbiamo promuovere la nostra guerra alla guerra!
In secondo luogo, l’ampiezza e l’eterogeneità dei singoli e degli organismi colpiti dalla repressione deve diventare un punto di forza per rilanciare la lotta: è il Fronte delle forze che deve seppellire il governo Meloni!
La risposta che dobbiamo costruire deve prendere a esempio quanto è stato fatto a Massa in Toscana lo scorso 24 gennaio, dove FIOM, USB e gli altri organismi colpiti sono scesi in piazza senza indugi e attendismi e insieme per rispondere alle denunce.
Infine, l’estendersi della combattività, dei metodi di lotta come il “Blocchiamo tutto per cambiare tutto” che abbiamo praticato in autunno e oltre, secondo il principio che a essere illegittime non sono le nostre azioni ma i decreti che giustificano la repressione emanati da questo governo e da quelli che l’hanno preceduto, sono il terzo e decisivo aspetto che il governo tenta di scoraggiare perché funziona! Dobbiamo quindi ricostruire le condizioni per ripetere.
Per il prossimo 14 marzo è stato lanciato a Bologna il corteo “No al governo Meloni in tutti i modi possibili”. Come Partito dei CARC partecipiamo e facciamo appello perché nei fatti in esso confluisca la mobilitazione unitaria di cui c’è bisogno.
Allo stesso tempo, e proprio per ciò che abbiamo sin qui detto, diciamo anche che non può essere tollerata nel corteo del 14 marzo la presenza di esponenti del Partito Democratico come il sindaco di Bologna o della sua giunta, che sono i passacarte degli speculatori del cemento, i responsabili politici di quanto è avvenuto a Bologna al Pilastro in questi giorni e che si distinguono dai nostalgici del Ventennio attualmente al governo del paese solo per la preoccupazione di “badare alle apparenze”. In nessuno modo, cioè, si differenziano nella la sostanza del loro operato e quanto alla classe sociale di cui in ultima analisi fanno gli interessi.
Non lasceremo che l’ampio movimento popolare contro il governo Meloni che nelle prossime settimane si svilupperà per il NO al Referendum, passando per la mobilitazione regionale del 14 marzo fino a quella nazionale del 28 marzo a Roma diventi la passerella di Lepore e soci per rifarsi il trucco.
È possibile oltreché necessario far cadere il governo Meloni. Il governo di cui abbiamo bisogno al posto dell’attuale è un Governo che applica la Costituzione del 1948, cioè che interrompe gli accordi di cooperazione a ogni livello con Israele, nega l’uso delle basi militari per le aggressioni USA e garantisce al nostro paese rapporti di reciprocità nelle relazioni internazionali negli interessi delle masse popolari; un governo che, per la sicurezza popolare, abolisce i decreti sicurezza e requisisce le aziende che i fondi di investimento chiudono.
Costruiamo oggi le condizioni di questa alternativa! Costituire equipaggi di terra in ogni scuola, azienda e quartiere! Promuovere il coordinamento delle forze a livello regionale in previsione della prossima primavera! Convergere sul 14 marzo a Bologna e fare di ogni mobilitazione in programma una tappa collettiva per un più generale movimento che punta a rovesciare il Governo Meloni! Negare ogni agibilità ai volti “democratici” del regime dei manganelli! Contattati per partecipare!
Appello
Stiamo assistendo ormai da lungo tempo ad una deriva autoritaria di portata globale che per imporre l’economia di guerra e i progetti di riarmo e di leva militare mira anche nel nostro paese a scardinare le conquiste sancite dalla Costituzione nell’ambito dei diritti sociali e civili, diritti raggiunti e mantenuti nel corso degli anni attraverso le lotte dei lavoratori, delle realtà sociali organizzate e dei movimenti di base.
In questo contesto si colloca la strategia repressiva del governo Meloni, sempre più orientata verso un modello di primazia della violenza sul diritto che prende a modello l’azione dell’ICE negli USA e la guerra che Israele ha messo in campo contro i palestinesi ed i popoli del Medioriente.
Tale strategia è fondata sull’impiego arbitrario delle forze dell’ordine e sull’approvazione dei cosiddetti “decreti sicurezza”, che trasformano azioni di protesta non violenta in reati, inaspriscono le sanzioni amministrative, moltiplicano i CPR e la minaccia di un rimpatrio forzato per migranti e rifugiati, oltre che su disegni di legge che strumentalizzano il concetto di antisemitismo per rendere perseguibili penalmente critiche e denunce dei delitti commessi da Israele; il tutto accompagnato da una narrazione volta a dividere e criminalizzare chi scende in piazza.
Inoltre sono stati colpiti da provvedimenti giudiziari anche numerosi lavoratori e sindacalisti impegnati nelle lotte contrattuali.
La repressione del resto colpisce non solo il movimento di solidarietà con la Palestina e contro la guerra, ma in generale chiunque si mobilita per la giustizia sociale. Gravi anche le perquisizioni al personale medico a Ravenna, posto sotto indagine, per aver espresso un parere di incompatibilità sanitaria al trattenimento nei CPR. Un vero e proprio attacco all’autonomia della professione medica.
Questa politica è palesemente intesa a reprimere qualsiasi forma di dissenso organizzato, di cui l’imponente mobilitazione contro il genocidio del popolo palestinese ha rappresentato con lo sciopero generale del 3 ottobre l’apice, e perciò il segnale più preoccupante per il governo.
Riteniamo che in un momento così critico per il futuro democratico della nostra società sia prioritario creare un fronte il più possibile ampio di alleanze per costruire convergenze su nuove pratiche di resistenza e rafforzare reti di auto-tutela.
Come coordinamento Bologna per la Palestina ci rivolgiamo perciò a tutti coloro che sono scesi in piazza questo autunno, a tutte le realtà sociali – comitati, associazioni, sindacati, ecc. – che lottano per i diritti umani e della collettività per costruire un’assemblea cittadina aperta allo scopo di organizzare una mobilitazione forte e unitaria, nello spirito dello sciopero generale del 3 ottobre, per arginare questa deriva autoritaria e per fornire sostegno legale ed economico a chi è oggetto della repressione oggi e in futuro.
In questo quadro repressivo si inseriscono anche i ripetuti attacchi a Francesca Albanese, relatrice speciale dell’ONU per la Palestina, per la sua ferma denuncia delle complicità con il genocidio e il sistema di oppressione israeliano.
Decine di provvedimenti giudiziari hanno colpito attivist* in tutta Italia per avere manifestato contro il genocidio a Gaza e a sostegno del popolo palestinese che resiste al colonialismo sionista e all’occupazione; tra essi, l’arresto di Mohammad Hannoun ed il processo ad Anan Yaeesh, operazioni volte a criminalizzare l’intero movimento per la Palestina e che confermano la subordinazione del nostro Governo ai desiderata del sionismo.
Oltre alle misure cautelari, alle denunce e alle multe per migliaia di euro che hanno già colpito centinaia di attivist* in tutta Italia, le Questure stanno notificando nelle scorse settimane numerosissimi avvisi di inizio indagine per blocco stradale e manifestazione non preavvisata. Le persone colpite sono giovani e meno giovani, studenti, sindacalist* e attivist* sociali e per i diritti umani.
Solo a Bologna ci sono notizie di 115 avvisi di inizio indagine per fatti legati alle enormi mobilitazioni a sostegno della Global Sumud Flotilla e contro la partita di calcio col Maccabi di questo autunno.


![[Emilia Romagna] Solidarietà alle delegate dell’Elettrolux Cinzia Colaprico e Loretta Sabbatini](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/06/704978908_17890888308504501_6781805306502696376_n.jpg?fit=1375%2C720&ssl=1)
![[Reggio Emilia] In memoria del compagno Ramon](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/06/ramon-del-monte-49638-e1781106603369.webp?fit=573%2C241&ssl=1)
![[Modena] Uniti contro la guerra esterna e la guerra interna](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/05/709134873_122128836765218101_2225794433304659285_n-2-e1780255688668.jpg?fit=1080%2C576&ssl=1)
![[Casalecchio di Reno] Intervento alla celebrazione del Giorno della Vittoria](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/05/696852083_1270216791956894_1980211992251479885_n.jpg?fit=2048%2C1536&ssl=1)
![[Bologna] Solidarietà a Giacomo Marchetti](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/04/Tino-Ferrari-il-manifestante-con-la-bandiera-dellUcraina-allontanato-dal-corteo-del-25-aprile-2.jpg?fit=1280%2C720&ssl=1)