Intossicazione, diversione ed evasione dalla realtà promossi da istituzioni e media di regime sono una costante. Campagne di denigrazione e falsificazione, gogne mediatiche vanno in onda a reti unificate.
Così è stato per Francesca Albanese nelle ultime settimane, rea di aver pronunciato una frase contro Israele che poi si è scoperto non aver mai detto. Nel frattempo però son fioccate richieste di dimissioni e dichiarazioni di scandalo per il ruolo che ricopre. Così è stato per Askatasuna, criminalizzata come covo delle peggiori immoralità (nemmeno fosse la dimora di Epstein!) e per i manifestanti presenti a Torino il 31 gennaio. Il tutto condito da una campagna mediatica in favore del povero poliziotto picchiato, con foto ritoccate per farlo apparire più innocuo. Via scudo, via manganello, via abusi e massacri contro i manifestanti accaduti poco prima.
Così è per la canea mediatica sollevata da alcuni personaggi di Fratelli d’Italia, con al seguito giornali servizievoli, contro P.Carc e (n)Pci. Canea che vede come eversione – addirittura saldata al terrorismo islamico – l’obiettivo di organizzarsi per cacciare la manica di nostalgici del ventennio dal governo del paese. Ma si sa, oppositori politici e Costituzione sono quanto di più eversivo per questo governo.
Così è in generale per chi si fa promotore della solidarietà alla Palestina, per chi denuncia manovre di guerra esterna o interna e chi promuove la mobilitazione delle masse popolari. È un attacco al movimento di solidarietà alla Palestina e di resistenza nel paese. E per far fronte a questo attacco è importante prima di tutto collocarlo.
L’intossicazione, la diversione, le menzogne di Stato e la disinformazione sono uno dei pilastri su cui si regge il regime politico vigente nei paesi imperialisti. La così detta democrazia borghese o liberale – nelle forme in cui è esistita – è morta e sepolta da oltre un secolo: dalla fine del 1800, quando il sistema capitalista è entrato nella sua epoca imperialista. Da quel momento il regime politico che si è affermato nei paesi imperialisti è quello che abbiamo definito Regime di Controrivoluzione Preventiva. E mantenere l’arretratezza politica e culturale delle masse popolari per distoglierle dalla lotta di classe è uno dei pilastri fondamentali su cui questo si regge, il primo pilastro.
Leggi – La Controrivoluzione Preventiva
Dunque sono armi quelle usate dalle classi dominanti. La promozione di campagne d’opinione pubblica diversive e provocatorie, la sottrazione al dibattito e alla conoscenza pubblica dei problemi politici ed economici rilevanti, la persecuzione dei movimenti politici proletarie e dei loro esponenti di rilievo, le campagne di linciaggio mediatico contro dirigenti e attivisti sono le sue pallottole. Ma sono pallottole spuntate di armi destinate a spezzarsi.
L’obiettivo di nascondere lo scontro di classe in atto nel paese non può che avere le gambe corte. Qualunque campagna le classi dominanti ingaggiano, viene smentita dalla realtà dei fatti e dalle esperienze concrete che le masse popolari vivono. Un esempio su tutti sono gli intervistatori dalla peggiore Rete 4, in cerca di prove delle attività sovversive di Askatasuna tra i residenti della zona che si son sentiti invece elencare le attività culturali e sociali utili al quartiere promosse dal centro sociale.
Ma l’intossicazione viene anche smascherata grazie all’impegno e alla mobilitazione di chi vi si oppone sempre di più con “operazioni verità” controteorie diversive e falsità diffuse. Come per l’appunto Francesca Albanese, che ha additato gli attacchi contro di lei come il tentativo di sviare il dibattito e l’attenzione dalla Palestina.
Ribaltare gli attacchi si può. E si deve. Questi professionisti dell’intossicazione possono essere rimessi al loro posto. Se loro alimentano la canea mediatica, noi mettiamogli una museruola! Facciamogli passare la voglia di diffondere attacchi e falsità, facciamogliele ringoiare tutte. Chi oggi è preso di mira tra esponenti e organizzazioni deve rispondere colpo su colpo, usando gli attacchi per alimentare ulteriormente l’attenzione e la mobilitazione delle masse popolari.
Può e deve fare di ogni attacco mediatico un’operazione di contrattacco, alimentando la mobilitazione popolare, legando i vari fronti di lotta e compattandoli in un fronte comune per cacciare il governo e i promotori della Terza guerra mondiale. Ma anche per porsi come alternativa a questi.
Con questo obiettivo il P.Carc ha lanciato la campagna per rendere l’attacco di Fratelli d’Italia affare di tutto il movimento popolare e dei sinceri democratici, per farne occasione per avanzare nella nuova liberazione del paese!
I mesi di marzo e aprile sono mesi speciali, ricchi di tappe che se concatenate e valorizzate in un piano di guerra possono essere usati per far cadere il governo e impedire che se ne formi un altro fatto dai soliti guerrafondai.
– L’8 marzo ci saranno manifestazioni in tutto il paese promosse da Non una di meno e il 9 marzo è sciopero generale.
– il 14 marzo si terrà la manifestazione nazionale “Blocchiamo il governo Meloni” promossa dalla Rete dei Comunisti a Roma
– il 22 e 23 marzo ci sarà il referendum per la separazione delle carriere, occasione per dare una bastonata al Governo Meloni
– il 28 marzo a Roma si terrà la manifestazione nazionale No Kings
– il 4 aprile è la giornata di mobilitazione nazionale contro la Nato promossa dal Coordinamento Nazionale No Nato
– il 12 aprile partirà la nuova Flotilla
– il 25 aprile può coronare la nuova liberazione nazionale



![[Genova] Solidarietà a tutti gli indagati e denunciati. Contro la repressione passare al contrattacco!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/02/corteo-22-settembre-gaza-941100.jpeg?fit=1024%2C577&ssl=1)


