La Federazione Toscana del Partito dei CARC parteciperà alle iniziative di presentazione del libro di Linda Maggiori “La flotta del genocidio. Sulle rotte delle armi dai porti italiani” promosse da USB e alla presenza del CALP di Genova che si terranno giovedì 29 gennaio a Piombino alle 16:30 presso il Centro Giovani e a Livorno alle 21:00 presso la Bottega del Caffè. Analoghe iniziative si terranno nei giorni seguenti a Trieste e Ravenna.
Si tratta di iniziative estremamente importanti, in quanto vanno nella direzione di alimentare il coordinamento dei lavoratori dei porti del nostro paese che non vogliono essere complici dell’ingranaggio bellico. Da Ravenna a Livorno, da Genova a Trieste i nostri porti sono già pienamente implicati nel traffico d’armi e nell’economia del genocidio: il rapporto di Linda Maggiori indica che il porto di Ravenna ha inviato a Israele e a paesi del Medio Oriente dal gennaio 2024 al settembre 2025 oltre 620 tonnellate di munizioni ed esplosivi, il Gruppo Autonomo Portuali di Livorno da tempo denuncia i tentativi di sbarco di navi militari statunitensi nel porto (in diversi casi andati in fumo proprio grazie alla mobilitazione chiamata dallo stesso GAP), a Piombino solo poche ore fa è attraccata la nave Severine, contenente decine di mezzi militari. Non solo porti: la Toscana è investita da cima a fondo nei processi di militarizzazione, come dimostrano il potenziamento del canale dei Navicelli, l’ampliamento del binario 4 della stazione di Pontedera per favorire il passaggio di treni merci per uso militare verso i porti di Livorno e La Spezia, il comando della NATO recentemente installato presso la caserma Predieri di Firenze.
La guerra è lo sbocco naturale per la classe dominante che cerca di far fronte alla crisi generale del capitalismo, ma ciò che la rende debole è il fatto che, per fare la guerra, non può fare a meno di coinvolgere i lavoratori: del porto, delle fabbriche, delle ferrovie, degli aeroporti, dell’istruzione… E il movimento che si è dispiegato con le mobilitazioni dello scorso autunno in solidarietà alla Global Sumud Flotilla, in risposta alla parola d’ordine “Blocchiamo tutto” lanciata dal CALP, ha dimostrato che i lavoratori del nostro paese possono e vogliono sabotare la guerra imperialista.
Dobbiamo ripartire da lì, dalla forza e dal livello di organizzazione che si sono sprigionati nei blocchi e nelle manifestazioni del 22 settembre e del 3 ottobre, dobbiamo avanzare nel coordinamento e nella strutturazione di un fronte contro la militarizzazione e contro i partiti delle Larghe Intese che ne sono alfieri: in Toscana, in embrione, questo coordinamento esiste già ed è composto dai lavoratori del GAP di Livorno e dei Ferrovieri contro la Guerra, da sindacati come USB, da organizzazioni come il Movimento No Base di Pisa e BDS: a queste realtà rivolgiamo l’invito a partecipare agli appuntamenti di Piombino e Livorno.
Il Governo Meloni tenta di fiaccare il movimento che lo ha letteralmente fatto tremare con la repressione, dagli arresti di Mohammad Hannoun e di altri palestinesi alle denunce e multe che, a Ravenna come a Massa e in altre parti d’Italia, stanno raggiungendo gli attivisti che hanno preso parte alle mobilitazioni: serve fare in modo che la repressione si ritorca come un boomerang contro chi la promuove e un esempio positivo che va in questa direzione è il corteo che si è svolto a massa sabato 24 febbraio, nel quale è sceso in piazza e si è compattato il fronte delle forze sane della società che possono cacciare il governo della repressione. E’ in quest’ottica – quella di passare da accusati ad accusatori – che, come P.CARC, organizzeremo un presidio in solidarietà al nostro compagno Gianluca Marinai, indagato per una scritta in solidarietà alla Palestina, in occasione dell’udienza del suo processo che si terrà presso il Tribunale di Livorno la mattina del 17 marzo: seguiranno altre informazioni, intanto invitiamo fin da subito tutte le realtà attive sul fronte della solidarietà al popolo palestinese a partecipare.
Federazione Toscana del Partito dei CARC

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