La nostra solidarietà a tutti gli arrestati, inquisiti, indagati e condannati per aver partecipato al movimento in solidarietà con il popolo palestinese – quali che siano le accuse mosse contro di loro, le “prove a loro carico” e “gli accertamenti” che emergeranno – è piena e incondizionata.
L’arresto di Hannoun e degli altri cittadini palestinesi, tutta l’inchiesta per terrorismo della Procura di Genova, non è che l’ultima manifestazione in grande stile dell’asservimento del governo Meloni agli imperialisti Usa, alla Nato e ai sionisti d’Israele. È una firma autografa della sua complicità nel genocidio del popolo palestinese.
Le autorità giudiziarie italiane non cercano affatto di sgominare una rete di finanziamento “del terrorismo” mascherata da raccolte benefiche e umanitarie. Il vero scopo dell’operazione è spezzare il fronte di solidarietà con il popolo palestinese: criminalizzarne i promotori e spaventare tutti gli altri.
In perfetta continuità con il processo all’Aquila ai partigiani palestinesi Anan Yaheesh, Ali Irar e Mansour Doghmosh, le autorità italiane agitano lo spettro del terrorismo, ma le loro inchieste sono ordinate da Israele, Israele fornisce i capi di imputazioni e le prove a carico.
La fitta rete di agenti sionisti che operano in Italia – dai vertici e funzionari dello Stato allo stuolo di giornalisti mercenari, passando dai ministri del governo Meloni – obbedisce.
L’arresto di Hannoun e degli altri palestinesi, tutta l’inchiesta per terrorismo della Procura di Genova, non sono altro, dunque, che l’ennesima manifestazione della prostituzione a cui l’Italia è costretta, a opera di usurpatori che agiscono in nome del popolo italiano, ma per conto dei nazi-sionisti d’Israele. Altro che sovranismo!
E del resto, tutte le operazioni repressive, lo squadrismo mediatico e la criminalizzazione del movimento in solidarietà con il popolo palestinese hanno lo stesso segno e la stessa funzione.
Dagli attacchi a Francesca Albanese alla pioggia di multe e denunce per le mobilitazioni di settembre e ottobre che stanno arrivando in tutta Italia, dallo sgombero dell’Askatasuna agli arresti di Genova.
Il governo dei nostalgici del Ventennio fa letteralmente carte false per portare più a fondo la rappresaglia contro chi ha promosso e partecipato alle mobilitazioni di settembre e ottobre. Perché quelle mobilitazioni lo hanno messo con le spalle al muro e lo hanno inchiodato alle sue responsabilità, perché lo hanno fatto vacillare rendendo ingestibile il paese, perché quelle mobilitazioni hanno raccolto molto del malcontento e della ribellione che serpeggia fra i lavoratori e le masse popolari.
Gli agenti sionisti che operano in Italia fanno carte false, dicevamo. E che il tentativo di equiparare antisionismo e antisemitismo arrivi tanto da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia quanto dal Pd dimostra che il governo Meloni ha alleati anche dove invece dovrebbe avere opposizione.
Vanno spazzati via. Tutti. Bisogna organizzarsi per spazzarli via tutti.
Il governo Meloni deve essere cacciato il prima possibile da un movimento popolare che rende ingestibile il paese a ogni autorità che sia collusa e complice con gli imperialisti Usa, con i sionisti d’Israele e con la Ue.
Bisogna impedire che al posto del governo Meloni venga installato un altro governo di servi della Nato e degli agenti sionisti “di colore diverso”, ma della stessa sostanza (vedi Pd: Picierno, Del Rio; vedi Italia viva, Renzi, Calenda, ecc.).
Bisogna imporre la costituzione di un governo di emergenza popolare. Un governo partigiano della Palestina libera che attua la Costituzione del 1948, a partire dagli articoli 11 e 52.
Abbiamo il compito di rilanciare la mobilitazione, a partire dal fare quadrato contro chi è colpito dalla repressione. Alcune date sono già fissate e altre lo saranno nei prossimi giorni:
– il 16 gennaio partecipiamo in massa all’udienza finale del processo ad Anan, Alì e Mansour a L’Aquila;
– il 31 gennaio partecipiamo in massa alla manifestazione nazionale a Torino convocata da Askatasuna.
La solidarietà è un’arma più potente delle inchieste commissionate dai boia sionisti. Se sapremo essere uniti, la repressione si rivelerà un boomerang. Perché ciò che la repressione non riesce a spezzare, spezzerà la repressione e spazzerà via chi la promuove.
Continuare a lottare e a sostenere in tutti i modi la resistenza del popolo palestinese è la prima e più importante forma di lotta contro il governo Meloni e gli agenti sionisti che operano nel nostro paese.
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