Nelle ultime settimane il movimento in solidarietà alla Palestina ha dimostrato che non c’è decreto sicurezza che tenga, che è legittimo quello che è negli interessi delle masse popolari anche se illegale, che non c’è firma del Salvini di turno su un pezzo di carta che può impedire ai lavoratori e alle masse popolari del nostro paese di opporsi alla complicità dell’Italia col sionismo e alla partecipazione del nostro paese alla terza guerra mondiale in corso.
Di fronte a questo dato di fatto il governo nazionale, con la piena e aperta complicità delle istituzioni locali a Bologna, mostra tutta la sua debolezza. Visto che non funzionano i divieti passa alla violenza poliziesca per intimidire e dividere il movimento.
Tutta la parte più sana della società che i giorni scorsi, ieri e ancora stasera 8 ottobre e nel prossimo periodo scenderà in piazza, tutta la parte che si oppone a questo governo di svendipatria servi del sionismo e della NATO, deve porsi l’obiettivo di costruire una nuova Resistenza. Qui, in Italia. Ora. Ciò significa continuare senza posa ma in modo chirurgico ad applicare l’embargo popolare dal basso che ha dimostrato di fare la differenza in questi anni di mobilitazione e significa anche però, dinnanzi a quanto abbiamo fatto e alla reazione che questo ha scatenato fra le fila dei nostri nemici, costruire un Fronte che sia effettivamente tale, che abbia le sue strutture dirigenti, i suoi meccanismi di coordinamento che servano ad alimentare la partecipazione e la nascita in ogni azienda, scuola e quartiere di collettivi organizzati. Un Fronte che, soprattuto, abbia una prospettiva politica chiara, esplicita e alternativa a quella di un ennesimo governo di svendiaptria ma sostenuto da coloro che oggi fanno finta di fare opposizione alla Meloni. Un Fronte che non sia solo un cartello elettorale ma un organismo che dirige e orienta il movimento come lo fu il CLN nella Resistenza.
Per una nuova Liberazione, raccogliamo il testimone dal popolo Palestinese e da tutti i popoli oppressi che nel mondo si stanno liberando dal giogo dell’imperialismo. L’ora è ora.

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