Domenica 12 e lunedì 13 ottobre in Toscana si voterà per l’elezione del Presidente e del Consiglio Regionale. Queste elezioni cadono in una fase di importanti sommovimenti che riguardano tanto il paese quanto la nostra regione.
Siamo nel pieno della Terza Guerra Mondiale, una guerra voluta dai caporioni della Comunità Internazionale degli imperialisti con alla testa gli USA e la NATO, una guerra che ha un pesante impatto sulla vita delle masse popolari, a partire dalla decisione del Governo Meloni di aumentare di 70 miliardi la spesa del PIL per le spese militari, soldi sottratti al servizio sanitario, all’istruzione pubblica e al welfare.
Nella nostra regione possiamo già toccare con mano gli effetti delle politiche della guerra imperialista, basti pensare all’insediamento del comando della Multinational Division South della NATO presso l’ex Caserma Predieri a Firenze Rovezzano o al potenziamento della logistica di guerra che investe la costa toscana, con un collegamento diretto fra il più grande arsenale USA all’estero, Camp Darby, l’aeroporto militare di Pisa, la stazione di Tombolo e il Canale dei Navicelli fino ad arrivare al porto di Livorno che è luogo di transito di navi cariche di materiale bellico, come denunciato dal Gruppo Autonomo Portuali.
La nostra regione è a tutti gli effetti complice del genocidio che l’entità sionista porta avanti contro il popolo palestinese. Lo scorso 11 giugno il Consiglio regionale ha approvato una mozione per la sospensione dei rapporti con Israele: un esempio di pura ipocrisia di PD e soci, dato che il Presidente Eugenio Giani non sta facendo niente per rimuovere dall’incarico di presidente della Fondazione del Meyer il Console onorario di Israele Marco Carrai!
La Toscana è anche luogo nel quale si consuma un altro tipo di guerra, una guerra di sterminio non dichiarata nei confronti delle masse popolari, una guerra fatta di privatizzazione dei servizi e di devastazione ambientale con effetti sulla salute dei cittadini – come nel caso dei tumori derivanti dal keu, una guerra agita a colpi di licenziamenti, chiusure e delocalizzazioni, delle quali la vicenda dell’ex GKN di Campi Bisenzio è solo il caso più eclatante.
Ebbene, non possiamo lasciare il dibattito e le attività della campagna elettorale nelle mani dei partiti delle Larghe Intese che in decenni di amministrazione la Toscana l’hanno devastata, Partito Democratico in testa.
Dobbiamo impedire che la discussione verta solo intorno ai nomi, alle alleanze, ai giochi elettorali, dobbiamo approfittare anche dell’appuntamento elettorale per avanzare nella costruzione di un fronte ampio contro i partiti delle Larghe Intese, dobbiamo fare in modo che siano le organizzazioni dei lavoratori e dei cittadini, i comitati ambientali e di quartiere, i coordinamenti contro la militarizzazione, i collettivi studenteschi a fare irruzione nella campagna elettorale e a “dirigere le danze”.
Ad oggi esiste un documento con dodici punti non negoziabili redatto da diversi organismi, misure pratiche emerse dall’esperienza di lotta e dai saperi accumulati dai comitati popolari che si battono per un altro modello di Toscana. E’ un esempio positivo e lo sarà tanto più nella misura in cui diventerà il programma di lotta dei prossimi mesi e costringerà i candidati non solo a programmi radicali, ma anche ad azioni di rottura che mettano al centro la lotta contro la militarizzazione della società e la prostituzione del nostro territorio agli sporchi interessi dei guerrafondai e degli agenti sionisti, la difesa dell’apparato produttivo e della sanità pubblica, la creazione di una nuova governabilità dal basso basata sulla partecipazione popolare.
Per discutere e confrontarci su tutto questo e su come sfruttare in ogni provincia e città della Toscana l’appuntamento elettorale, la Federazione Toscana del Partito dei CARC vi invita a partecipare all’attivo “Elezioni Toscana 2025: cacciare PD e Larghe Intese dal governo, imporre un’amministrazione regionale al servizio delle masse popolari” che si terrà domenica 7 settembre dalle 10:30 alle 13:00 presso il Circolo Unione Operaia in piazza Mario Rapisardi n.6 a Sesto Fiorentino.
All’attivo seguirà un pranzo (riso freddo, frutta e acqua) al prezzo di 5 euro di autofinanziamento per il quale chiediamo di prenotarsi entro il 3 settembre al numero 3298829587.
Il distacco fra i partiti delle Larghe Intese e le masse popolari è evidente anche nella nostra regione, come confermano i dati relativi all’astensione in crescita negli ultimi appuntamenti elettorali, quanto questo distacco si trasformerà in forza di governo alternativa al teatrino della politica borghese dipende da noi, dai comunisti, dai sinceri democratici, dalle avanguardie di lotta, dalle masse popolari organizzate.
Facciamo della campagna elettorale in Toscana un grimaldello contro i partiti della guerra e della speculazione, rendiamola una campagna di propaganda, mobilitazione e organizzazione dei comitati, dei lavoratori, dei cittadini.
Avanziamo nella lotta per imporre un’amministrazione regionale d’emergenza, come primo passo per la costruzione di un Comitato di Salvezza Nazionale per liberarci, definitivamente, da vecchi e nuovi occupanti: la NATO, gli imperialisti USA, UE e sionisti, padroni e speculatori!



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