Il Partito dei Carc esprime la massima solidarietà a vicinanza a Luigi Borrelli lavoratore e sindacalista di USB dell’Aeroporto civile “Gabriele D’Annunzio” di Montichiari (BS) a cui la GDA Handling ha inviato l’ennesima contestazione disciplinare per aver denunciato il traffico di armi.
La contestazione, anticamera del licenziamento, avviene dopo il 25 giugno scorso: grazie allo sciopero dei lavoratori indetto da USB e alla mobilitazione di un centinaio di solidali, tra cui il CALP di Genova, i Giovani Palestinesi d’Italia, alcuni movimenti per la pace, il Centro Sociale 28 Maggio, associazioni e partiti davanti all’aeroporto, si è riusciti a far cancellare un volo carico di missili diretto in Quatar. Evidentemente azioni come queste sono un ingrediente importante nella lotta contro la macchina bellica.
Luigi viene accusato di rendere note informazioni riservate dell’azienda e di aver rivendicato il rifiuto di movimentare le armi, nonostante ci sia stata un interrogazione parlamentare presentata da Tino Magni e sottoscritta anche da Ilaria Cucchi (AVS); diverse interrogazioni al consiglio Regionale della Lombardia tramite Paola Pollini (M5S); una petizione firmata da numerosi cittadini presentata al Comune di Montichiari e la mozione approvata dal consiglio comunale di Castenedolo (BS) dove il sindaco Pierluigi Bianchini ha dichiarato che la sicurezza urbana non attiene solo alla sicurezza delle strade e degli spazi pubblici, ma anche da quello che potrebbe cadere dal cielo con questa tipologia di trasporti.
La battaglia contro la movimentazione e il traffico di armi risponde infatti all’esigenza di garantire la sicurezza per tutti i lavoratori dell’aeroporto e anche per la popolazione circostante.
Chi gestisce la sicurezza dell’aeroporto deve favorire la massima trasparenza affinché gli abitanti e i lavoratori del luogo siano consapevoli dei rischi a cui sono esposti. Altro che mettere il bavaglio!E’ necessaria la trasparenza sia perché quello di Montichiari è un aeroporto civile e soprattutto perché a meno di 7 km è presente la base militare di Ghedi in cui oltre alla presenza di soldati USA che rendono l’obbiettivo sensibile militarmente, vi sono depositate almeno 20 bombe atomiche senza che ci sia un piano di sicurezza e di evacuazione aggiornato, in caso di incidente per la popolazione, come denunciato più volte da comitati, avvocati giuristi, amministratori locali e di cui le istituzioni preposte se ne sono lavate le mani.
Quello a Luigi è un attacco a tutti quei lavoratori che si organizzano, non chinano la testa davanti al regime da caserma e al clima repressivo che i padroni e il governo Meloni vogliono imporre a suon di leggi, decreti, colpi di fiducia in parlamento per portare avanti affari che non hanno nulla a che vedere con la tutela dei diritti e il benessere dei lavoratori e delle masse popolari. Il rinnovo degli accordi Italia-Israele e il piano di investimento legate all’aumento del 5% delle spese militari per la NATO ne sono un esempio. E’ un attacco a coloro che si organizzano e si stanno opponendo alla Terza guerra mondiale, attuando l’articolo 11 della nostra Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra”. La lotta di Luigi non è un caso isolato: anche i portuali di Genova, Livorno, Trieste, Salerno hanno bloccato le navi della morte; i “Ferrovieri contro la guerra” si stanno mobilitando contro gli accordi Leonardo-RFI per il trasporto di armi su rotaia; i 300 ricercatori del CNR qualche giorno fa si sono dichiarati indisponibili a prestare la loro collaborazione intellettuale e scientifica al servizio delle guerra: molti insegnanti si sono organizzati contro la militarizzazione delle scuole e università.
A questo si aggiungono i lavoratori che hanno scioperato il 20 giugno contro il genocidio in corso in Palestina; le centinaia di migliaia di persone che si sono mobilitate nelle due piazze a Roma lo scorso 21 giugno contro la guerra; i giovani di Extintion Rebellion che qualche mese fa a Brescia per un’azione di denuncia del ruolo di Leonardo nella guerra sono stati trascinati in questura e sottoposti a molestie e umiliazioni.
Per tali motivi invitiamo deputati, consiglieri regionali, sindaci, comitati, associazioni contro la guerra ad esprimere solidarietà e vicinanza a Luigi Borrelli attraverso dichiarazioni pubbliche e azioni pratiche come la promozione e partecipazione al presidio chiamato da USB che si terrà giovedì 17 luglio, ore 16.30 in piazza Paolo VI a Brescia; l’organizzazione di volantinaggi davanti alle aziende e uffici pubblici; l’organizzazione di “tende” contro la guerra, presidi, conferenze stampa con giornalisti per far conoscere la vicenda di Luigi e il problema di sicurezza all’aeroporto che il traffico di armi genera. In questo modo facciamo pressione sull’azienda e i vari enti che sono coinvolti affinché non si proceda con il licenziamento di Luigi e si interrompa il traffico di armi.
La costruzione di un fronte contro la guerra ampio e unitario che parta dai luoghi di lavoro è un primo passo. Ma non basta! Nessun governo delle Larghe Intese, da quello attuale della Meloni a eventuali governi con a capo il PD e i suoi cespugli, porrà fine alle politiche guerrafondaie e antipopolari solo perché i lavoratori e le masse popolari lo chiedono.
Bisogna cacciare il governo Meloni e le Larghe Intese. Bisogna imporre con la mobilitazione un governo di emergenza formato da persone che godono della fiducia delle masse popolari e che conferisce alle rivendicazioni, su mandato delle organizzazioni operaie e popolari, il valore e la forza di legge per portare il nostro paese fuori dalla Terza guerra mondiale e attui le parti più progressiste della nostra Costituzione nata dalla Resistenza partigiana..
Rilanciamo il comunicato e la locandina per il presidio indetto da USB e invitiamo a contattarci per partecipare insieme alla mobilitazione del 17 luglio!
Invitiamo tutti gli interessati a partecipare al dibattito:“Organizzare la resistenza al governo Meloni e al suo decreto sicurezza” in cui interverranno diverse realtà operaie e sindacali che si terrà il 3 agosto 2025, alle ore 17,30, durante la Festa Nazionale della Riscossa Popolare, presso il Circolo Arci Putignano a Pisa.
Solidarietà a Luigi Borrelli, davanti alla repressione non un passo indietro!
Toccano uno toccano tutti!
Partito dei Carc – Federazione Lombardia.

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