Rilanciamo a seguire due comunicati di Rsu contro la guerra e il riarmo che hanno la particolarità e la qualità di giungere dalla “prima linea”, ovvero dalle centrali della produzione bellica per la Terza guerra mondiale in cui i gruppi imperialisti USA, sionisti, UE e annessi stanno sprofondando il mondo.
Sono due prese di posizione significative e importanti per vari motivi.
Mostrano quanto la brace cova sotto la cenere ovunque, in ogni settore, e le grandi potenzialità che ci sono per tessere la riscossa operaia e popolare nel nostro paese, fin dentro gli ingranaggi della macchina bellica del nemico.
Concorrono direttamente ad alimentare l’organizzazione, la mobilitazione e il coordinamento contro la Terza guerra mondiale, a partire dal fronte decisivo, quello della classe operaia e del resto dei lavoratori, saldandosi con le azioni dei portuali di Genova, Livorno, Salerno e Ravenna, le denunce dei ferrovieri contro la guerra, i blocchi nella logistica nel modenese, gli scioperi degli aeroportuali come quello a Montichiari (BS) il 25 giugno.
Non solo si inscrivono nel crescente movimento contro la guerra, ma lo rafforzano perché dimostrano che anche tra i lavoratori dell’industria bellica è possibile trovare alleati nella lotta per mettere fine al vortice di guerra, miseria, devastazione ambientale e repressione in cui la borghesia imperialista ci trascina per far fronte alla crisi del generale del suo sistema.
Dal comunicato della Direzione Nazionale del P.CARC - Costruiamo la manifestazione nazionale del 12 aprile a Milano per la Palestina libera e contro la Terza guerra mondiale (12.06.2025) La Resistenza insegna. Man mano che la crisi generale dispiega i suoi effetti, emerge più chiaramente e si dispiega l’inconciliabilità di interessi fra la classe dominante e le masse popolari. Per il ruolo che ha nel modo di produzione capitalista, la classe operaia è la migliore interprete degli interessi del resto delle masse popolari.Quanti oggi guardano con diffidenza – o addirittura ostilità – agli operai impiegati nella filiera della produzione bellica, quanti ritengono quegli operai “parte del problema” anziché individuare nella loro organizzazione e mobilitazione una soluzione sono destinati a imboccare strade senza sbocco. Quali che siano i settori in cui sono impiegati, quali che siano le loro mansioni, quali che siano i loro contratti e le loro condizioni di lavoro, gli operai sono i migliori alleati di tutti coloro che nella società capitalista si sollevano, si ribellano, resistono. E lo sono, gli operai, perché sono esattamente la loro organizzazione e la loro mobilitazione gli ingredienti necessari ad abbattere il capitalismo e instaurare un superiore modo di produzione e una superiore società, il socialismo. In cui la classe operaia è classe dirigente, insieme al resto del proletariato e delle masse popolari. Ciò emerge anche da mille esempi che vengono direttamente dalla Resistenza. Furono gli operai delle industrie belliche ad avere un ruolo determinante nel sabotaggio degli armamenti destinati all’esercito e nel rifornimento di munizioni alle brigate partigiane. A Lecco, come nel resto del paese, i padroni della Fiocchi, come i padroni di tutte le altre aziende belliche, ebbero la responsabilità di fare affari e sostenere il regime fascista. Ma a Lecco gli operai della Fiocchi ebbero il coraggio e la determinazione di aprire un canale di rifornimento di munizioni per le brigate partigiane. E così gli operai delle industrie belliche nel resto del paese. [...] Anche gli operai della Leonardo sono in lotta per il rinnovo del Contratto collettivo di lavoro, ad esempio: lo scorso 19 febbraio a Torino hanno scioperato in 600 e ancora sciopereranno anche nel resto d’Italia…
I comunicati delle Rsu Fiom-Uilm-Fim Leonardo di Varese e della Rsu Fiom Avio Aero di Rivalta (TO) hanno aperto una strada: facciamo appello ad altre Rsu, ad altri gruppi di lavoratori, ad altri collettivi di fabbrica del comparto bellico a seguire il loro esempio.
Fermare la Terza guerra mondiale in corso è necessario e possibile: dipende da noi!
Dai porti, alle ferrovie, alla logistica, agli aeroporti e all’industria bellica: che ogni settore diventi una trincea di lotta contro la guerra, l’economia di guerra e il governo della guerra!






![[Toscana] Liberare la Toscana dal protettorato dei gruppi imperialisti USA-NATO, dalla complicità con i sionisti di Israele e dalla gabbia dell’UE!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2025/05/bandierarossa-4186767557.png?fit=1522%2C1344&ssl=1)

