Solo i fatti concreti possono fermare il genocidio
La mobilitazione di oggi è molto importante. Migliaia di persone, molte delle quali vivevano individualmente l’afflizione per quello che succede in Palestina, scendono in piazza e prendono parte attivamente e collettivamente al movimento che si sta dispiegando in solidarietà al popolo palestinese.
Bisogna continuare a mobilitarsi!
In queste settimane si sono molti segnali di un risveglio collettivo.
Le prese di posizione di personaggi acclamati dalle masse popolari (da Vasco Rossi a Roberto Mancini), lo schieramento di molte amministrazioni comunali e amministratori locali, le dichiarazioni di sospensione degli accordi con lo Stato d’Israele della Regione Puglia e della Regione Emilia Romagna, la “marea” di lenzuoli bianchi fuori dai balconi, dai palazzi della cultura e delle istituzioni, nelle piazze. Il tripudio di bandiere palestinesi a ogni tappa del Giro d’Italia, nonostante le intimidazioni (le schedature e le identificazioni della polizia politica).
È la parte migliore di questo nostro paese assediato dai complici di coloro che stanno conducendo il genocidio in Palestina, complici dei guerrafondai della Nato, degli Usa di Trump e dei vertici della Ue, assediati dai sostenitori dei fucilatori del partigiani e dei nostalgici del Ventennio.
È la parte del paese che non si piega al decreto sicurezza e agli interessi dei trafficanti di armi.
Non cadiamo nell’errore di chiedere “dove eravate fino a ieri?”, quando esporre la bandiere palestinese veniva equiparato alla professione di antisemitismo, quando antisionismo e antisemitismo venivano equiparati strumentalmente per reprimere molti esponenti del movimento di solidarietà al popolo palestinese, quando essere a fianco del popolo palestinese veniva presentato come un sostegno all’antisemitismo, all’odio razziale e al neonazismo.
Noi chiamiamo tutti coloro che hanno a cuore la causa del popolo palestinese e la sua Resistenza a contribuire affinché TUTTI gli occhi siano puntati su Gaza e sulla Palestina e affinché quelle che oggi sono dichiarazioni di solidarietà (da parte di esponenti politici e sindacali e amministratori locali) si traducano in atti concreti.
I presidenti della Regione Puglia ed Emilia Romagna (in quota Pd) devono incontrare subito gli organismi che promuovono la mobilitazione in solidarietà con il popolo palestinese in quelle Regioni (in entrambe, ad esempio, sono presenti e attivi, fra gli altri, Udap, Giovani Palestinesi e BDS – Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) per tradurre precisamente, in atti concreti, le giuste dichiarazioni dei Presidenti di Regione.
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, deve respingere subito il licenziamento della maschera della Scala licenziata per aver gridato “Palestina Libera” e incontrare gli organismi che promuovono la mobilitazione in solidarietà con il popolo palestinese per interrompere le relazioni con lo Stato d’Israele.
La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde (M5s) deve fare subito autocritica pubblica per aver permesso, il 10 maggio e con il patrocinio della Regione, lo svolgimento di una grottesca speculazione: ha spacciato un’enorme esercitazione militare per iniziativa benefica, contribuendo all’ulteriore militarizzazione della Sardegna a favore della Nato e dell’esercito sionista.
Il presidente della Regione Toscana, Giani (Pd) deve revocare immediatamente la nomina di Marco Carrai alla presidenza della fondazione Meyer di Firenze, “l’ospedale dei bambini”, un presidente per cui i bambini palestinesi possono essere bersaglio dei cecchini e dei bombardieri dell’esercito sionista o carne da macello per i coloni.
Questi sono solo alcuni esempi, concreti, obiettivi che possono essere perseguiti subito, qui e ora.
Oggi siamo in tanti in questa piazza e siamo tantissimi in Italia. Probabilmente molte cose ci differenziano e ci distinguono, ma siamo uniti nell’obiettivo di porre fine al genocidio in Palestina.
Ognuno faccia la sua parte. Iscritti del Pd, di Avs, del M5s, associazioni, Arci, Acli… facciamo pressione sugli amministratori locali affinché le istituzioni di questo paese facciano valere i sentimenti migliori che le masse popolari coltivano, nonostante (e contro) il governo degli ex missini Meloni e La Russa.
Usiamo tutti i canali e tutti gli strumenti. Petizioni, mail, presidi, prese di posizione, proteste nei palazzi istituzionali… tutti gli occhi devono essere puntati sulla Palestina perché quello che possiamo fare oggi, tutti insieme, scrive quello che succederà domani.






