Da questa assemblea i giovani sono stati definiti degli esuberi per questa società, più precisamente carne da macello per la guerra promossa dalla borghesia imperialista.
I giovani, come le donne delle masse popolari, sono stati i più colpiti dall’entrata della seconda crisi generale del capitalismo ormai nella sua fase acuta e terminale ed oggi avvertono nella maniera più immediata quell’ipoteca che il permanere dell’ordinamento sociale capitalista pone sul loro futuro. Le condizioni di vita che la classe dominante pone ai giovani ne fa un settore delle masse popolari particolarmente sensibile alla lotta di classe in corso nel nostro paese, dall’altro lato l’esaurimento della prima ondata della rivoluzione proletaria e la debolezza del processo di rinascita del movimento comunista lasciano campo libero tra i giovani all’influenza di quelle concezioni anticomuniste e anti-partito. I giovani della classe operaia e delle masse popolari del nostro paese hanno una sola via d’uscita dal futuro di precarietà, disoccupazione, miseria e guerra che la borghesia e il clero riserva loro, ovvero prendere posto nella lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista.
Questo è il fiume in cui la carovana del (n)PCI fa convogliare la ribellione dei giovani studenti, precari, e disoccupati. Questo anche per far fronte a quel processo di intossicazione dei cuori e delle menti dei giovani rivoluzionari. Essere giovani è una questione fisiologica e, per milioni di giovani delle masse popolari, questa rappresenta la fase in cui sono degli esuberi, carne da macello che langue nella precarietà. Per i buoni rampolli di buona famiglia, essere giovani è sinonimo di intraprendenza e capacità d’innovazione. In questa società il modello plasmato dai secondi vale paradossalmente anche per i primi e non aver chiaro che essa sia questione di classe alimenta quella tendenza per cui fra i giovani delle masse popolari emergere è sinonimo di comportamenti e concezioni adeguate a fare fortuna a discapito degli altri.
La storia dei giovani del movimento comunista, che ha scritto una delle pagine più gloriose, eroiche e decisive della storia della lotta di classe nel mondo, anche nel nostro paese, ci offre esempi di portata inestimabile. Quello che ci dice è che i giovani senza le limitazioni morali dei padri e madri di famiglia, senza le incrostazioni ideologiche sedimentate nel tempo, con lo spirito di conquista rappresentano la linfa della costruzione del socialismo: una società superiore di cui la classe operaia è la base materiale e i giovani sono la base fisiologica.
Quella che nella società borghese è la malattia incurabile dei giovani è l’inquietudine di chi non si sottomette al corso corrente delle cose, è una condizione che poggia prima di tutto sull’oggettività, la società nel suo complesso marcia verso il superamento del capitalismo, verso il comunismo. Quindi bisogna che i giovani continuino a prendere parte nelle organizzazioni operaie e popolari, moltiplicare gli interventi in più settori, anche per uscire dalla logica secondo cui i giovani debbano essere relegati ad un lavoro prettamente studentesco.
Tutto questo al fine di imporre un Governo di Blocco Popolare, un governo che non sia solo un modo per dare un sbocco politico unitario a tutte le mobilitazioni delle masse popolari e soddisfare le loro principali rivendicazioni, ma che sia anche la strada per affrontare nel fuoco della lotta di classe i principali limiti che caratterizzano il movimento comunista.
Per i giovani essere avanguardia nel movimento significa evidenziare come le avanguardie non cadono dal cielo ma si forgiano nella lotta. La rivoluzione socialista non scoppia, è l’avanguardia che la costruisce!

