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Firenze. In migliaia al corteo degli operai ex Gkn

Teresa Noce by Teresa Noce
Giugno 3, 2024
in Resistenza n. 6/2024
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Il 18 maggio si è svolto il sesto corteo nazionale – in tre anni – promosso dai lavoratori della ex Gkn. Partite simbolicamente dal cantiere Esselunga di via Mariti, dove il 16 febbraio hanno perso la vita cinque lavoratori, 10 mila persone hanno raggiunto il palazzo della Regione Toscana, sotto il quale al termine del corteo sono state montate le tende e ha preso vita un presidio permanente.

Le richieste dei lavoratori, da sei mesi senza stipendio, sono chiare:

– approvazione della proposta di legge regionale che hanno elaborato per il finanziamento di consorzi industriali, per la salvaguardia del tessuto produttivo e quindi dei posti di lavoro;

– usare questa legge per finanziare il progetto della fabbrica pubblica e socialmente integrata per la reindustrializzazione dello stabilimento ex Gkn;

– agganciare a questo progetto di reindustrializzazione un ammortizzatore sociale o sbloccare il pagamento degli stipendi da parte di Borgomeo, che è ancora ufficialmente il proprietario dello stabilimento, e mettere fine al ricatto economico a cui da anni sono sottoposti illegalmente i lavoratori.

La proposta di legge regionale e la mobilitazione per la sua approvazione mette con le spalle al muro la Regione Toscana che rispetto alla vertenza ha sempre tenuto un atteggiamento formalmente “distaccato”, ma sostanzialmente utile alle manovre speculative di Borgomeo. L’accampata sotto la sede della Regione ha proprio l’obiettivo di imporre la discussione e l’approvazione della proposta di legge.

Al netto del risultato di questa “operazione”, con il corteo del 18 maggio i lavoratori ex Gkn, pur indeboliti dall’assedio a cui sono sottoposti da tre anni, hanno dimostrato di essere ancora in piedi e di essere in grado di rilanciare ancora una volta la mobilitazione su diversi piani.

Prima di tutto, sul piano della difesa delle aziende e del territorio. E a dimostrarlo c’è stata la presenza al corteo di molte Rsu delle aziende del territorio e non solo, che a loro volta hanno spinto alla mobilitazione pezzi della Cgil. Come pure lo ha dimostrato la presenza di tutti i sindacati di base, l’adesione del Movimento No Tav e di Ultima Generazione, la presenza di organismi in difesa dell’ambiente e delle organizzazioni studentesche.

Il concetto della fabbrica come colonna portante del territorio, sia dal punto di vista economico che sociale, è stato messo al centro della vertenza fin dagli inizi e ha permesso agli operai di legarsi alle lotte ambientali e sociali indirizzandole verso uno sbocco unitario e orientandole verso il per anziché solo verso il contro.

Il piano di reindustrializzazione dal basso dello stabilimento e poi la proposta legge regionale per attuarlo sono diventati obiettivi collettivi che raccolgono le migliori aspirazioni degli organismi operai e popolari e ne alimentano la mobilitazione.

Un altro risultato della manifestazione del 18 maggio riguarda il piano della lotta contro la guerra e la militarizzazione dei territori. Da questo punto di vista il comunicato congiunto con i Giovani Palestinesi per promuovere la manifestazione e la presenza al corteo della comunità palestinese, del Comitato No Comando Nato a Firenze, di pezzi dell’Arci e dell’Anpi ne sono la dimostrazione.

Con questo corteo un altro pezzo della classe operaia si è messa alla testa della solidarietà al popolo palestinese e della mobilitazione contro la terza guerra mondiale.

A questo proposito un’ulteriore riflessione. Promuovere la mobilitazione delle masse popolari per l’attuazione del piano di reindustrializzazione, di fatto significa chiamarle a mobilitarsi per posti di lavoro utili e dignitosi e per strappare le aziende dalle mani dei capitalisti. Questo vale per lo stabilimento della ex Gkn, ma vale anche per tutte le altre aziende e il discorso è particolarmente importante per i lavoratori impiegati nella produzione bellica.

Il terzo risultato della manifestazione è stato l’accampata sotto il palazzo della Regione nel contesto della campagna elettorale. Parliamo di risultato perché l’irruzione nella campagna elettorale non è una pratica usuale. Ma è estremamente utile per vari motivi, primo fra tutti perché permette di imporre i temi di una campagna elettorale che altrimenti sarebbe stata vuota di contenuti, parolaia.

Che nei giorni successivi all’accampata le Rsu dei lavoratori della Regione siano andate a sostenere i lavoratori Gkn è una significativa dimostrazione che non solo le aziende, ma anche le istituzioni borghesi funzionano perché i lavoratori le fanno funzionare. E quando i lavoratori saranno adeguatamente organizzati potranno far funzionare le aziende e le istituzioni secondo gli interessi delle masse popolari.

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