Sul suicidio del militare Usa Bushnell all’urlo Free Palestine

Il 25 febbraio, Aaron Bushnell, membro in servizio attivo dell’aeronautica statunitense, si è dato fuoco di fronte all’ambasciata israeliana a Washington all’urlo di “Free Palestine”. Dopo il gesto di protesta è stato portato d’urgenza in ospedale morendo dopo poche ore a causa delle gravi ustioni riportate. Tutto è stato ripreso dallo stesso militare con il suo cellulare e prima di entrare in azione ha spiegato di non voler essere più complice del genocidio in corso in Palestina.

Il video è agghiacciante e lascia senza parole. Ma il gesto estremo di Aaron Bushnell è anche uno squarcio nella propaganda bellica: mostra che anche parti crescenti delle forze armate Usa sono contrarie alle politiche di guerra e sterminio che gli imperialisti conducono in giro nel mondo e in particolare sono contrarie al sostegno ai crimini che i sionisti stanno commettendo in Palestina.

Quanto più sfacciata, spietata e crudele è la condotta degli imperialisti, tanto più essi mostrano la loro debolezza. Non solo l’eroica resistenza del popolo palestinese tiene loro testa, ma la solidarietà che cresce impetuosamente in ogni angolo del mondo contribuisce ad allargare le crepe nel sistema della borghesia imperialista: ogni falla dimostra che gli imperialisti sono giganti dai piedi d’argilla e possono crollare.

Le forze della Resistenza palestinese, dal Fplp ad Hamas, hanno diramato comunicati di solidarietà alla famiglia di Aaron Bushnell.
Noi del Movimento di Resistenza Islamica (Hamas) esprimiamo le nostre più sentite condoglianze e la nostra piena solidarietà alla famiglia e agli amici del pilota americano Aaron Bushnell, il cui nome è stato immortalato come difensore dei valori umani e l’oppressione del popolo palestinese che soffre a causa dell’amministrazione americana e delle sue politiche ingiuste, nonché dell’attivista americana Rachel Corrie, schiacciata da un bulldozer sionista a Rafah nel Nel 2003, è la stessa città con cui Bushnell ha pagato la sua vita per aver esercitato pressioni sul governo del suo paese affinché impedisse al criminale esercito sionista di attaccarlo e di commettervi massacri e violazioni. L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Biden ha la piena responsabilità della morte del pilota dell’esercito americano Aaron Bushnell a causa della sua politica che ha sostenuto l’entità sionista nazista nella sua guerra di sterminio contro il nostro popolo palestinese, poiché ha dato la vita per far luce sui massacri sionisti e pulizia etnica contro il nostro popolo nella Striscia di Gaza. L’eroico pilota, Aaron Bushnell, rimarrà immortale nella memoria del nostro popolo palestinese e dei popoli liberi del mondo, e un simbolo dello spirito di solidarietà umana globale con il nostro popolo e la sua giusta causa. Il tragico incidente che costò la vita al pilota Bushnell è l’espressione del crescente stato di rabbia del popolo americano che rifiuta la politica del proprio paese che contribuisce all’uccisione e allo sterminio del nostro popolo, e che respinge la violazione dei valori umani universali da parte del proprio governo, attraverso fornendo copertura per garantire l’impunità dell’entità e dei suoi leader nazisti dalla punizione e dalla responsabilità.

***

L’atto di un soldato americano che si sacrifica per la Palestina è il più alto sacrificio ed è una medaglia, e un messaggio di quelli che incidono all’amministrazione americana perché arresti il suo coinvolgimento nell’aggressione. 
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina dichiara che l’atto del soldato americano Aaron Bushnell, dell’Aeronautica militare statunitense, di darsi fuoco davanti all’ambasciata sionista a Washington, D.C., per protestare contro la guerra a Gaza, guerre che dice è per la “liberazione della Palestina”, mostra il grado di collera del popolo americano a fronte del coinvolgimento ufficiale americano nella guerra di genocidio sionista condotta sulla Striscia di Gaza. Mostra anche che la causa palestinese, soprattutto negli ambiti americani, è sempre più profondamente radicata nella coscienza degli uomini e delle donne del mondo, e mostra ciò che i sionisti veramente sono, strumento coloniale da quattro soldi nelle mani dell’imperialismo senza più freni.
Il Fronte esprime piena solidarietà alla famiglia del soldato e a tutti i compagni americani che hanno preso una posizione cui rendiamo onore e che fanno pressione e lottano senza tregua per fermare il genocidio nella Striscia. L’atto di un soldato americano che sacrifica la sua vita per attirare l’attenzione del popolo americano e del mondo sulla condizione del popolo palestinese, nonostante la sua tragicità e il grande dolore che comporta, è il sacrificio ed è la medaglia del più alto grado, è il messaggio più grande diretto all’amministrazione americana, che è coinvolta nei crimini di guerra a Gaza. Dichiara che il popolo americano si è risvegliato e rifiuta il coinvolgimento americano in questi crimini, e chiede all’amministrazione americana di smettere di sostenere e fiancheggiare i sionisti.
Il Fronte ha inviato un messaggio ai soldati arabi affinché prendano come esempio e modello questo soldato americano che ha sacrificato la sua vita per una causa nobile come quella palestinese e lascino le trincee dell’attesa e dell’impotenza per passare alla trincea del combattimento a sostegno della Palestina e del suo popolo che viene massacrato, assediato e ridotto alla fame sotto gli occhi e le orecchie di tutto il mondo e a pochi chilometri dalle terre arabe e a pochi metri dai suoi confini.
La Palestina trionferà quando si sarà profondamente impressa nella coscienza e nelle coscienze del mondo, e la storia registrerà a lettere d’oro i nomi di tutti i compagni e di tutte le genti libere del mondo che si sono schierate al suo fianco e hanno sacrificato le loro vite per il suo bene.
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina – Dipartimento centrale dei media

Il suicidio, il martirio, non è una pratica  che il movimento comunista cosciente e organizzato contempla e sostiene. Nonostante questo riconosciamo chiaramente e comprendiamo la frustrazione, l’insofferenza e il dolore che hanno dilaniato Aaron Bushnell fino ad arrivare a compiere questo gesto.

Non sono sentimenti isolati, sono alimentati dalla contraddizione fra la forma (soldati, agenti, forze dell’ordine formalmente al servizio delle masse popolari e della loro sicurezza) e la sostanza (essere utilizzati al servizio dei criminali che stanno devastando il mondo e contro le masse popolari, i loro diritti e i loro interessi).
Sono sentimenti diffusi anche nelle forze armate e nelle forze dell’ordine del nostro paese.
A questi uomini e queste donne diciamo che anche nella loro situazione possono sostenere la battaglia per fermare le guerre che gli imperialisti Usa e i loro complici al governo in Italia conducono, violando apertamente la Costituzione.

Possono diventare una risorsa per il movimento di liberazione del paese ribellandosi agli ordini di guerra e repressione che non vogliono rispettare, rendendo pubbliche informazioni riservate, rivelando in anticipo i piani del nemico, contrastando quella parte delle forze dell’ordine e delle forze armate irriducibilmente schierate con i governi della guerra e della repressione delle masse popolari.

Chi fra di loro si lancerà in questa impresa assumerà un ruolo positivo nella lotta ma darà prospettiva e futuro a sé stesso agli oppressi del proprio paese e di tutto il mondo.

“Si pone con urgenza la questione di rendere più incisiva ed efficace la mobilitazione per togliere alla Nato e ai sionisti il sostegno e la collaborazione del governo italiano. E poiché il governo Meloni non ha alcuna intenzione di farlo, l’obiettivo diventa necessariamente cacciare il governo Meloni: concentrare la mobilitazione nel rendere ingovernabile il paese a tutti i servi della Nato e a tutti i complici dei sionisti fino a cacciarli e imporre il Governo di Blocco Popolare.
Questo vuol dire mobilitare tutte le forze disponibili (partiti, organizzazioni politiche e sindacali, associazioni e movimenti) in una campagna di iniziative concatenate e coordinate per fare del sostegno politico, economico, logistico e militare che il governo Meloni accorda ai criminali sionisti un problema di ordine pubblico generalizzato: scioperi, manifestazioni, violazione di divieti e prescrizioni, campagne d’opinione, boicottaggi e disobbedienza organizzata. L’obiettivo è ambizioso, ma è l’unico realistico. E soprattutto è possibile” (tratto da Cacciare il governo Meloni e tutti i servi della Nato e dei sionisti).

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