[Toscana] Da Pisa a Firenze: estendere la solidarietà e fare fronte comune contro la repressione. Viva la lotta del popolo palestinese!

Appuntamenti di oggi 23 febbraio:

ore 18.00 – presidio davanti al Comune di Pisa contro la repressione

ore 21.00 – iniziativa della sezione di Pisa del PCARC ore 21.00 presso il circolo ARCI La Vettola (via Isola bella, 2, Pisa) sulla Palestina

Questa mattina, in occasione dello sciopero generale indetto dai sindacati di base in solidarietà alla resistenza del popolo palestinese, si sono svolti cortei a Pisa e a Firenze.
In entrambi i casi studenti e lavoratori hanno sfilato pacificamente per le strade delle due città in solidarietà alla resistenza palestinese; contro il governo Meloni e le sue politiche guerrafondaie al carro della NATO, degli imperialisti USA e sionisti. In entrambi i casi, la gestione dell’ordine pubblico è stata all’insegna della repressione e del manganello.

A Pisa, quando il corteo è giunto all’altezza di piazza Cavalieri gli studenti si sono trovati davanti un cordone di polizia molto nutrito che vietava l’ accesso in un luogo pubblico e aperto alla città.
La Questura non ha esitato nemmeno un secondo a sguinzagliare i suoi “manganellatori di professione” e a caricare gli studenti (la maggior parte dei quali minorenni) che non hanno accettato passivamente la chiusura dell’accesso alla città per poter manifestare liberamente contro la complicità del governo Meloni nei confronti del genocidio del popolo palestinese. A Firenze la stessa repressione si è riversata su studenti e lavoratori arrivati nei pressi del Consolato americano. È sempre più chiaro che la macchina repressiva dello stato borghese sta attaccando il diritto a manifestare liberamente: la repressione insieme all’intossicazione, alla censura, alla manipolazione dell’informazione – diventa sempre di più l’unico modo per far fronte alla crescente impopolarità di questo governo. È per questo che il governo Meloni ha varato il suo “pacchetto sicurezza” attraverso il quale ha inasprito le pene per le azioni di lotta sociale più diffuse (blocchi stradali o scritte sui muri) tra gli operai, i disoccupati e gli studenti; ha elevato al rango di reato di “rivolta carceraria” anche proteste di soli tre detenuti e quelle degli immigrati rinchiusi nei “centri di smistamento temporanei”, sempre più equiparati a carceri nonostante la retorica schifosa con cui vengono denominati e presentati; ha ridotto i benefici di utilizzo delle misure alternative al carcere per tutti gli strati più poveri della società e si accanisce in particolare contro le donne incinte o con figli minori.
Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai manifestanti: agli studenti e ai lavoratori che sono scesi in piazza, ai tanti che hanno scioperato per dare un segnale, chiaro, che le masse popolari del nostro paese nulla hanno a che vedere con questo governo di criminali, nostalgici del Ventennio e servi della NATO. La verità è che il mondo dei padroni è in fiamme perchè cresce, inesorabilmente e inevitabilmente, il distacco tra le masse popolari e le istituzioni della classe dominante. L’offensiva lanciata da Hamas e da altri gruppi della resistenza palestinese il 7 ottobre sta contribuendo grandemente alla crisi del marcio sistema dei padroni: le masse popolari dei paesi imperialisti stanno trasformando la solidarietà con la resistenza palestinese e l’indignazione verso i crimini dello stato sionista d’Israele in ribellione, organizzazione e lotta per cacciare il governo Meloni, complice dei sionisti, servo dei gruppi imperialisti Usa – Nato e di quelli Ue. Nei paesi oppressi crescono e si rafforzano le lotte antimperialiste e di liberazione nazionale. In entrambi i casi, quella del popolo palestinese è una grande lezione perché dimostra come la resistenza può far saltare ogni piano degli imperialisti! Ebbene, dobbiamo approfittarne e ribaltare ogni attacco repressivo alimentando la lotta politica, fomentando la ribellione e la moltiplicazione di scioperi e problemi di ordine pubblico per rafforzare ogni vertenza in corso, unire le mobilitazioni in corso e cacciare il Governo Meloni. Invitiamo tutti quanti: organizzazioni operaie e di lavoratori, organizzazioni di giovani, di donne, esponenti sindacali e politici all’azione comune e al coordinamento contro ogni attacco repressivo e per la violazione di ogni divieto e prescrizione, per costruire un fronte quanto più ampio per bastonare Meloni e cacciare le larghe intese. Per imporre noi lo stato di emergenza e il governo di emergenza popolare che serve!

Concludiamo rilanciando la più ampia partecipazione alla manifestazione di domani a Milano.

La forma più alta di solidarietà con il popolo palestinese è rendere il nostro paese ingovernabile a tutti i complici dei sionisti e della Nato e mobilitarsi per costituire il Governo di Blocco Popolare!

Federazione Toscana del P.CARC

Sezione di Pisa del P.CARC

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