Mercoledì 7 febbraio si terrà presso il tribunale di Pisa quella che dovrebbe essere l’ultima udienza del processo di Simone Casella; è un processo nato dal suo licenziamento politico avvenuto oltre due anni fa da parte dell’istituto di vigilanza WORSP. Il condizionale è d’obbligo, visto che la vertenza si trascina ormai dalla fine del dicembre 2021 con rinvii di mesi e mesi che dimostrano quanto importi alla cosiddetta giustizia di un lavoratore e delegato sindacale lasciato pretestuosamente a casa senza stipendio, come dimostrato dalla tanta solidarietà ricevuta nei presidi, alle udienze, in conisglio comunale e davanti al tribunale in questi anni.

Simone lavorava per conto dell’istituto in appalto dentro l’ospedale di Cisanello, e fu licenziato solo ed esclusivamente per la sua attività sindacale all’interno dell’azienda; venne licenziato dopo che il gruppo di lavoratori che aveva contribuito a costruire e sindacalizzare denunciò alla ESTAR (ente regionale) l’illegalità dei contratti con cui erano stati assunti (contratti da servizio fiduciario a 3,60 euro l’ora, invece che contratti da guardie giurate come richiedeva il capitolato di appalto), e sia l’Azienda Ospedaliera sia la WORSP furono costretti ad ammettere di aver siglato in maniera illegale un sotto contratto di appalto ad insaputa di ESTAR e ad assumerli tutti a tempo indeterminato.

Illegalità che l’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana continua a praticare anche in queste settimane, sempre contro il solito gruppo di lavoratori di cui Simone era delegato, provando a far licenziare in modo illegale tutto il gruppo delle guardie giurate non armate. Hanno cercato di farlo, per poi dover fare frettolosamente retromarcia, inserendo le mansioni di cui si occupano questi lavoratori in una gara di appalto ma non inserendo questi nella clausola sociale, attività anch’essa antisindacale: tutto ciò per far fuori un gruppo che ormai da anni rivendica quotidianamente i propri diritti senza sconti, coinvolgendo i lavoratori con o senza tessera sindacale: evidentemente è ritenuto un esempio da stroncare per i padroni e le cosiddette istituzioni pubbliche!

Quanto accade dimostra la “doppia velocità” della giustizia borghese, che è estremamente lenta quando si tratta di rendere conto dei torti che un delegato sindacale, un lavoratore, un proletario subisce, mentre è estremamente rapida nel comminare decreti penali, condanne e sanzioni varie contro quelli che combattono il sistema capitalista allo sfascio. Quanto accade dimostra che è urgente e necessario sostituire questo sistema, governato da quelle che chiamiamo Larghe Intese che si spartiscono anche i vertici delle aziende pubbliche, con uno che faccia gli interessi dei lavoratori e delle masse popolari! Serve un governo che garantisca la piena agibilità dei delegati sindacali e vigili strettamente sull’operato delle cosiddette istituzioni, tanto più quelle dell’ambito sanitario che è ridotto nelle condizioni disastrose che conosce bene chiunque abbia la sfortuna di averne bisogno e che abbiamo visto plasticamente con la pandemia: liste d’attesa infinite, ticket esagerati, carenza di personale stressato per i sovraccarichi di lavoro, paghe ridicole…

Invitiamo tutti a partecipare alla conferenza stampa che si terrà sotto il Comune mercoledì 7 febbraio alle ore 13 e 30 dopo l’udienza in tribunale.

Sempre al fianco di Simone e dei lavoratori e delegati sindacali che non abbassano la testa davanti al padrone!

Sostieni la cassa di resistenza per le spese processuali con una sottoscrizione economica all’iban IT40S0760113900001064055534 intestato a Mariangela Nasillo

Sezione di Pisa del Partito dei CARC

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