La legge dei padroni fa comodo ai padroni – Un esempio dalla vertenza Gkn

Il Collettivo di Fabbrica (CdF) degli operai della ex Gkn di Campi Bisenzio ha lanciato una campagna di incontri e mobilitazioni in vista del prossimo 31 dicembre 2023, data in cui, secondo i piani del padrone Borgomeo, i licenziamenti diventeranno effettivi. Condizione necessaria a procedere con il definitivo smantellamento dell’azienda. A questa campagna il Partito dei CARC aderisce e chiama ad aderire.

Tra i tanti insegnamenti che emergono dall’esperienza del CdF della ex Gkn in questo articolo vogliamo segnalarne uno in particolare. Esso attiene al carattere eversivo e antidemocratico dei capitalisti e del loro sistema. I padroni e i governi che da loro prendono ordini, infatti, sono i primi a pretendere che le masse popolari rispettino le loro leggi e si comportino seguendo le loro regole ma sono i primi a violare, eludere e non rispettare quelle stesse leggi qualora non siano in linea con i loro interessi economici e con i loro affari.

Un esempio? Basta accendere la tv e in qualsiasi programma di dibattito politico è possibile vedere imprenditori, che evadono milioni di euro di tasse, sfruttano i lavoratori in nero e non rispettano una sola norma sulla sicurezza, criticare gli attivisti di movimenti ambientalisti indicati come delinquenti da condannare al massimo della pena per un blocco stradale o un’azione di lotta. Questa non è un’astratta ingiustizia, è il sistema capitalista.

“La democrazia borghese è un imbroglio. Precisamente è l’imbroglio attraverso cui la borghesia imperialista presenta il suo Stato come istituzione di tutto il popolo e super partes nella lotta di classe. Con la partecipazione a riti elettorali, concertazioni sindacali, procedure di “raffreddamento delle vertenze”, tavoli di trattativa e una marea di altri dispositivi simili essa fa credere alle larghe masse di avere voce in capitolo riguardo al governo del paese, ma attraverso l’uso arbitrario delle leggi e della giustizia che solo sulla carta sono “uguali per tutti”, la borghesia sfrutta, reprime e sottomette le masse popolari. Le masse popolari non hanno alcun interesse a difendere la democrazia borghese, le sue leggi e le sue istituzioni, perché difendendole hanno tutto da perdere e niente da guadagnare”.
da Resistenza n.10/2020

Nel caso degli operai della ex Gkn di Campi Bisenzio tutto questo è venuto fuori in tanti momenti della vertenza e della loro lotta.
È venuto fuori quando il 9 luglio 2021 senza nessun preavviso la Melrose ha inviato agli operai un sms in cui si comunicava che dal giorno dopo dovevano ritenersi disoccupati.
È venuto fuori quando nel dicembre dello stesso anno senza spiegare il perché, il per come e le modalità l’azienda è stata “venduta” a Borgomeo per il costo simbolico di un euro.
Ed è venuto fuori anche grazie a una serie di inchieste pubblicate su siti di controinformazione e rilanciate dagli stessi operai della ex Gkn (reperibili a questo LINK).
Di queste inchieste invitiamo a leggere in particolare Progetto Skye, il piano segreto usato da GKN per chiudere la fabbrica di Campi Bisenzio realizzata da IrpiMedia, un sito di investigazione giornalista indipendente.

Dalla ricerca emerge chiaramente che Melrose, a differenza di quanto dichiarato pubblicamente, pensava di chiudere l’impianto fiorentino oltre un anno prima dell’annuncio. Ma lo ha sempre tenuto riservato. E che anzi il progetto di rilevamento di Gkn prevedeva sin dall’inizio la vendita di alcuni stabilimenti (quella che hanno definito strategia della “vendita a spezzatino”), cosa mai comunicata alle organizzazioni sindacali, ai lavoratori e qualsiasi altro interlocutore previsto dalla legge.

Dall’inchiesta emerge un piano aziendale vecchio di cinque anni in cui gli stabilimenti del gruppo vengono tutti inseriti in una scala di gradimento il cui criterio di valutazione è la combattività dei lavoratori. In una tale classifica quello di Campi Bisenzio con i suoi 41 scioperi in tre anni era tra gli ultimi classificati e per questo maggiormente a rischio di chiusura. Dei vari stabilimenti, inoltre, l’azienda deteneva una lista con i nominativi di tutti i lavoratori, schedati per appartenenza a ciascuna organizzazione sindacale. Se non è comportamento antisindacale questo cosa lo è? E le leggi sulla privacy, la libertà di sciopero e di organizzazione che fine hanno fatto? Per Melrose e per i capitalisti ovviamente non valgono.

Ma non è tutto. Anche la cessione dello stabilimento a Borgomeo e le rassicurazioni al governo e ai lavoratori circa il futuro dell’azienda, erano tutte bugie! Lo stabilimento, infatti, nelle intenzioni di questi speculatori, non deve essere riaperto né riconvertito, ma venduto in un’operazione di speculazione immobiliare. Il tutto violando ogni norma costituzionale che vede lo Stato come garante della funzione sociale e accessibilità universale della proprietà pubblica o privata che sia, la quale non può essere gestita senza controllo e senza rendere conto a governi, autorità locali, sindacati e soprattutto alla cittadinanza (sulla carta è il popolo a essere sovrano). Almeno questo è scritto nelle leggi che i padroni rispettano o fanno rispettare a seconda dei propri interessi e affari.

“…la lotta degli operai ex Gkn ha già insegnato e dimostrato molto, più di tutto ha dimostrato che gli operai organizzati possono fare cose – e ottenere risultati – che apparentemente sembrano impossibili (chi avrebbe scommesso anche solo nei più di due anni di resistenza?). Con la loro lotta gli operai exGKN hanno mostrato che nel nostro paese esiste già una nuova classe dirigente composta dagli esponenti degli organismi operai e popolari che non solo resistono e lottano contro il disastroso corso delle cose imposto da borghesia e padroni, ma elaborano piani di gestione alternativa dei territori, delle fabbriche, delle scuole, della sanità”.
da Il P.CARC aderisce e rilancia l’appello lanciato dal Collettivo di Fabbrica degli operai ex Gkn!

Ma a che servono tutti questi esempi? Non solo a denunciare la malvagità o la cattiveria dei padroni e del loro sistema. Servono innanzitutto a comprendere che per vincere queste battaglie e tagliare le mani a questi arraffoni, speculatori e criminali non basta lottare seguendo le regole del gioco. Serve comprendere quanto gli operai Gkn, a modo loro, hanno già sintetizzato in “diventare nuova classe dirigente”.

Proprio il CdF della ex Gkn è un esempio importante di cosa voglia dire assumere il ruolo di centro promotore della mobilitazione e della lotta delle masse popolari. Per sviluppare ulteriormente tale ruolo e avanzare nel percorso di diventare nuova classe dirigente, è però decisivo aggiungere un ulteriore tassello: non farsi legare le mani da leggi, norme e prassi della falsa democrazia dei padroni. Bisogna applicare il principio che è legittimo tutto quello che va negli interessi degli operai e delle masse popolari anche se è illegale, siano esse occupazioni, blocchi stradali, espropri proletari, scioperi alla rovescia e altre attività simili.

Tutte azioni per cui non bisogna aspettare risposte, tavoli e trattative ma tenere sempre alto il livello di lotta e mobilitazione per costruire attorno alla lotta una fitta e ampia rete di alleanze (dai lavoratori delle varie aziende, dagli studenti delle scuole, alle forze sociali del territorio) e di solidarietà di classe.

Bisogna rendere ingovernabile il paese con le mobilitazioni e porre continui problemi di ordine pubblico. Bisogna curare che ogni mobilitazione contribuisca a rafforzare gli organismi operai e popolari esistenti, a farne nascere di nuovi, a favorire il loro coordinamento. Questa è la via per sviluppare il ruolo di nuova classe dirigente del paese che alcuni organismi operai e popolari come il CdF della ex Gkn, il Calp di Genova, il Comitato Vele e i disoccupati di Napoli hanno già iniziato ad assumere.

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