[BOLOGNA] Sull’assemblea NO Passante del 9 luglio 

Domenica 9 luglio scorso si è tenuta al Giardino Manzolini un’assemblea contro il Passante di Mezzo. Si è trattato sostanzialmente di un’assemblea che ha visto coinvolti principalmente lavoratori e abitanti del quartiere, oltre alle organizzazioni che compongono l’Assemblea No Passante Bologna (ANPB), realtà cittadina di coordinamento e a tecnici ed esperti in materia.

L’assemblea si è aperta, infatti, con alcune relazioni di carattere tecnico e legale. Maria Rosa Vittadini, ex professoressa universitaria, si è focalizzata sulla questione tecnica. L’avvocato Mario Marcuz ha invece messo in luce l’aspetto legale della Valutazione di Impatto Ambientale e Valutazione di Impatto Sanitario, illustrando le azioni che si possono mettere in campo sul piano legale. Giulio Lorenzini, professore di fisica all’Università di Parma, e Vito Totire della Rete Nazionale Lavoro Sicuro, hanno messo in luce le contraddizioni delle istituzioni, prospettando la possibiulità e la ncessità di mobilitazione e controllo popolare su  queste grandi opere.

Le realtà componenti l‘ANPB hanno quindi portato la loro esperienza di mobilitazione, sia come singole organizzazioni, rispetto all’attività nei quartieri, e sia in quanto ANPB, come realtà di coordinamento cittadino.

Sono quattro le questioni principali emerse nel corso del dibattito:

1.     L’importanza di attivarsi nei quartieri, quindi di portare avanti un lavoro territoriale, soprattutto nelle zone più colpite dai cantieri, come ha già fatto il comitato Amanda a Scandellara. 

2.     Mettere in campo diverse forme di lotta, cioè superare la divisione tra buoni e cattivi che giova solo all’altra parte della barricata. Dalle irruzioni nei cantieri, con sabotaggi, occupazioni (come quella di via Agucchi) o campeggi, agli strumenti legali, come il ricorso al TAR contro la Valutazione di Impatto Ambientale o l’esposto alla procura portati avanti dal primo Comitato contro il Passante: ogni metodo è legittimo se è negli interessi della saluite collettiva e dell’ambiente!

3.     La necessità di fare irruzione nelle istituzioni dai Consigli regionali, comuniali e di quartiere, alle sedi di enti come l’ARPAER che si rifiuta, da più di 7 mesi, di fornire i dati delle sue centraline, nonostante per legge dovrebbe farlo quanto meno ogni tre mesi. Esempio di cosa significa “fare irruzione” sono le spentolate sotto e poi dentro il palazzo del Comune dell’ANPB tenutesi negli scorsi mesi.

4.     Importante è anche l’aspetto tecnico, a partire dalla formazione e informazione, come ci dimostra il comitato Amanda, che sta mettendo in campo iniziative di autoformazione nel quartiere Scandellara;  ma anche rispetto al coinvolgimento dei tecnici, il cui contributo è fondamentale per dare concretezza e operatività alle misure immaginate dai comitati e dalle associazioni popolari. Per dare uno sbocco alla lotta, infatti, è necessario partire dalla denuncia e andare oltre la denuncia. Elaborare dal basso un vero e proprio modello alternativo di mobilità che sia negli interessi di lavoratori, studenti, pensionati, disoccupati.

Un tema ricorrente durante tutta l’assemblea è stata la questione che “ormai è tardi”. A queste preoccupazioni risponde l’esperienza del movimento NO TAV, che ci insegna come la lotta non finisce quando partono i cantieri, anzi è lì che inizia la resistenza. Tutto sta nella determinazione a vincere e in quel lavoro di mobilitazione ed elaborazione continuativo che va oltre il grande evento e mira a sedimentare organizzazione, coscienza collettiva e, in definitiva, una nuova governabilità dei terriotri dal basso che sia espressione delle organizzazioni popolari.  

L’assemblea si è conclusa con la proposta di rivedersi. È stata posta la necessità degli abitanti del quartiere di moltiplicare questo tipo di eventi, di concepire l’assemblea come l’inizio di un percorso per ragionare insieme sulle attività che si possono mettere in campo nel quartiere per portare avanti la lotta.

Vi invitiamo quindi a prendere parte ai prossimi appuntamenti in Arcoveggio e a moltiplicare le iniziative di mobilitazione e organizzazione dal basso contro il Passante in tutti i quartieri!

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