[Piombino] Verso la manifestazione del 6 maggio a Ravenna

RILANCIARE LA LOTTA CONTRO IL RIGASSIFICATORE PER NON FARLO ENTRARE IN FUNZIONE,

NE’ A PIOMBINO NE’ ALTROVE!

È trascorso ormai più di un mese da quando la nave rigassificatrice Golar Tundra è giunta nel porto di Piombino.

Qualche giorno prima dell’attracco, il commissario straordinario di Governo, Eugenio Giani, aveva prorogato di altri 3 mesi la presentazione, da parte di SNAM, del progetto integrativo di ricollocazione della nave trascorsi tre anni nel porto di Piombino mentre la multinazionale, in attesa dell’autorizzazione definitiva, aveva depositato il rapporto finale sulla sicurezza, che però non è consultabile dai cittadini e pare neppure dall’amministrazione comunale: alla faccia della democrazia con cui questi soggetti si sciacquano la bocca!

Nei giorni seguenti è accaduto che, mentre la Capitaneria di Porto di Piombino ha dichiarato di non aver emesso prescrizioni imperative ma dato semplici “consigli” alla SNAM, Giani ha affermato che anche se il TAR dovesse accogliere il ricorso presentato dall’amministrazione comunale, «Accadrà quello che avviene in tutti i casi di questo genere — La nave è già partita, sarà già in funzione e quindi continua ad andare».

Tutti questi fatti, se ce ne fosse ancora bisogno, stanno a dimostrare come le cosiddette regole democratiche sulla trasparenza o l’osservanza di decisioni prese da un giudice, quando contrastano con gli interessi delle multinazionali, delle banche coinvolte nei loro progetti e di tutti coloro che si accontentano delle briciole, vanno a farsi benedire!

Nel frattempo, l’associazione RECommon ha presentato un rapporto (https://www.recommon.org/nuovo-report-di-recommon-snam-e-intesa-sanpaolo-a-tutto-gas-naturale-liquefatto/#unlock ) col quale dimostra, analizzando i dati sulle esportazioni di Gas naturale liquefatto (Gnl), come il gas russo continua ad arrivare ai paesi dell’Unione Europea compresa l’Italia: altro che fine della sua dipendenza tanto sbandierata dai vari governi e politicanti per far digerire misure di emergenza che by-passano qualsiasi valutazione sulla sicurezza! Tra questi anche Giani, che è arrivato a definire il rigassificatore la «nave della libertà» perché garantirà al Paese l’indipendenza energetica!

Insomma, come buona parte dei cittadini piombinesi riuniti nei comitati di protesta hanno compreso da tempo, il rigassificatore nel porto di Piombino rientra tra quelle grandi opere inutili e potenzialmente dannose frutto di speculazioni che ricadranno negativamente innanzitutto su di loro: ma non solo. Infatti si stanno coordinando con altri comitati che in tutta Italia non sono disponibili a sostenere una politica energetica fallimentare e funzionale solo al profitto di multinazionali, che lottano contro gli abusi di potere e il saccheggio dei territori.

Una prima manifestazione nazionale si è svolta proprio a Piombino l’11 marzo scorso con una ampia partecipazione, poi la seconda si è svolta a Cagliari il 15 aprile e il prossimo 6 maggio si terrà a Ravenna la terza in due mesi (https://www.terranuova.it/News/Ambiente/Manifestazione-a-Ravenna-per-dire-no-al-rigassificatore).

Questo coordinamento nazionale è il più importante risultato ottenuto fino ad oggi dai comitati piombinesi, ma per vincere la loro specifica battaglia e non vederlo mai entrare in funzione devono innanzitutto resistere al “dividi et impera” che una parte degli attori in campo, a cominciare da Giani, sta promuovendo mettendo avanti il miraggio di compensazioni: in realtà sono opere e bonifiche che da anni sono state promesse, che non giungeranno neppure col rigassificatore!

La lotta che i comitati stanno portando avanti da circa un anno non è stata sufficiente a impedire che la nave giungesse in porto, ma non è certo conclusa e bisogna anzi cogliere tutte le occasioni per dispiegarla e fare in modo che la nave non entri in funzione. Dispiegare la lotta significa mettere in campo tutte le proposte che già sono state avanzate, discusse e anche approvate dall’assemblea cittadina svoltasi a inizio aprile: non bisogna tirarsi indietro perché qualcuno anela alle briciole che SNAM e soci distribuiranno.

Non è certo stata l’informazione data ai turisti con il volantinaggio dei comitati che potrà allontanarli, piuttosto quei politicanti che stanno trasformando Piombino nella città dei rifiuti con una mega discarica, un mega rigassificatore, un mega Sito di Interesse Nazionale per inquinanti. A tutto questo disastro si aggiunge lo smantellamento dell’ospedale di Villa Marina, della ex Lucchini e probabilmente, a breve e a causa del cloro che il rigassificatore riverserà nel mare, anche del settore ittico. Infatti un altro specchietto per le allodole che la classe dominante agita per dividere le masse popolari di Piombino è quello del Lavoro utile e dignitoso (che non garantisce più da un pezzo), millantando lo sviluppo del turismo e la mega commessa di rotaie a JSW: gli operai sanno benissimo che gli impianti nelle pessime condizioni attuali non sono in grado di sbrigare la commessa: verrà “delocalizzata” in India? Intanto, l’ennesimo tavolo al MISE è stata l’ennesima bolla di sapone..

Queste prese di giro vanno smascherate assieme ai loro complici, che vanno incalzati in ogni occasione come NON è stato fatto in piazza il 25 aprile, come va fatto il Primo Maggio approfittando della Settimana Rossa in corso, come va fatto in ogni occasione pubblica: a partire dalle sedute dei consigli comunali e regionale. E’ un modo per contrastare la famigerata unità nazionale di cui si riempiono la bocca i politicanti delle Larghe Intese per fare ingoiare il rospo ai piombinesi, è la polpetta avvelenata portata da Meloni al congresso CGIL, è ciò di cui parla il PD quando c’è da sottoscrivere l’invio delle armi al governo ucraino e l’aumento delle spese militari e le cosiddette grandi opere come il rigassificatore, il TAV, i nuovi porti di Livorno e Genova. Ora anche basta!

Quello che serve, di realmente unitario ed efficace, è un governo di emergenza popolare che avvii subito una reale riconversione ecologica delle fonti energetiche (fuori dal fossile!) e delle aziende potenzialmente nocive come quelle siderurgiche, utilizzando le migliori tecnologie e metodi a disposizione (che esistono).

Serve un governo che metta paletti rigidi e precisi a multinazionali e padroni nostrani, impedendogli di fare il bello e il cattivo tempo nei territori saccheggiandoli per lasciarsi dietro inquinamento e disoccupazione, che imponga le bonifiche e i lavori che servono subito mettendo in pratica progetti già pronti come i Lavori di Pubblica Necessità elaborati a suo tempo dal Camping CIG, come fatto dagli operai della GKN con il piano di reindustrializzazione della loro fabbrica: la classe operaia deve essere alla testa di questo processo.

Dipende da noi metter fine a questa vera e propria guerra di sterminio che ci viene condotta contro, (per ora) senza armi ma che miete quotidianamente vittime; dobbiamo rivoltarla contro chi continua a far sprofondare il paese e la società nel baratro della crisi economica, sociale e ambientale. Dipende dalle organizzazioni operaie e popolari, dalle associazioni e dai collettivi di studenti, i partiti e le organizzazioni che si richiamano al comunismo e al socialismo scendere in campo risolutamente senza farsi intimidire dai professionisti della dissociazione e dare battaglia fino in fondo, fino all’imposizione del proprio governo e avanzare verso il socialismo: la soluzione di lungo respiro alla spirale di devastazione di ogni genere in cui ci precipita sempre più la borghesia imperialista e il suo codazzo di scagnozzi prezzolati.

Fare di ogni occasione un problema di ordine pubblico, rendere ingestibile la situazione alla classe dominante!

Avanti uniti! Spezzare le catene NATO e UE, delle multinazionali e dei loro reggicoda!

Il 6 maggio tutti alla manifestazione di Ravenna!

Federazione Toscana del Partito dei CARC

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