[CECINA] IL 25 APRILE NON È UNA RICORRENZA

Lottiamo uniti per porre fine alla guerra!

Sabato 22 aprile, presso il Circolo ARCI Palazzi, si è svolta un’interessante iniziativa di informazione sulle armi all’uranio impoverito che la Gran Bretagna ha annunciato di inviare al governo Ucraino. Sia il filmato proiettato che la testimonianza di un esponente dell’Associazione Nazionale Vittime Uranio Impoverito hanno evidenziato come questo tipo di munizioni venga utilizzato non solo per la potenza distruttiva, ma anche come smaltimento delle scorie radioattive provenienti dalle centrali nucleari presenti in vari paesi del mondo. Si tratta di armamenti che continuano a provocare vittime anche dopo la fine delle guerre, come lo dimostra la mortalità per cancro presente nei paesi in cui sono stati usati (vedi ad esempio Somalia, Iraq, Bosnia, ecc.). In Kosovo, alcuni militari hanno dato il via al procedimento giudiziario denunciando la NATO per l’uso delle cd bombe “umanitarie” all’uranio impoverito utilizzate nel 1999: i militari sopravvissuti combattono la loro battaglia al fianco di oltre 3mila civili serbi, che vogliono giustizia sia per i danni causati dai bombardamenti, sia per quelli alla salute. Il problema non riguarda solo i teatri di guerra, ma ce l’abbiamo anche a casa nostra dove si contano ad oggi 400 militari deceduti e circa 8.000 che si sono ammalati proprio in queste “missioni umanitarie”; dove, principalmente in Sardegna, ci sono poligoni militari in cui si utilizza uranio impoverito o metalli che provocano inquinamento dannoso per la salute dell’ambiente e di chi lo vive. Durante la serata è emerso anche che non siamo poi così lontani da certi scenari, a pochi km c’è il porto di Livorno e la Base americana di Camp Darby da cui transitano uomini e i mezzi per le missioni militari all’estero; ma anche sul nostro territorio abbiamo una zona militare operativa le cd. ”Casermette” che risulta essere un deposito di munizioni e vediamo inoltre che è continuamente interessato da esercitazioni aviolancistiche che apparentemente innocue alimentano una cultura di guerra!

Usiamo il 25 aprile per ribadire

no alla guerra, no all’invio di armi all’Ucraina

fuori l’Italia dalla NATO

 
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