Saluto del Partito dei CARC al XIX Congresso della CGIL

Per un movimento di lotta e trasformazione radicale del sindacato e del paese!

Il Partito dei CARC saluta e augura buon lavoro ai compagni e alle compagne che parteciperanno al XIX Congresso nazionale della CGIL che si svolge a Rimini dal 15 al 18 marzo.

Il Congresso è un momento particolarmente importante per ogni organizzazione per dibattere, per sviluppare il bilancio dell’attività svolta e per indicare la linea da seguire per il futuro. Un futuro che si conferma incerto a causa del dominio della società da parte della borghesia imperialista che sta facendo sprofondare sempre più il mondo in una situazione di guerra e di barbarie, una vita di stenti per le masse popolari e una devastazione ambientale senza precedenti.

Una situazione che peggiora ogni giorno a causa della crisi generale del sistema capitalista. Una crisi che ha le sue fondamenta nella gestione del sistema economico capitalista e che si articola e si riversa vertiginosamente sul piano politico, sociale e ambientale. 

La guerra, la crisi energetica e la sovranità. Viviamo in un mondo in fiamme, per i  mille focolai di guerra generati e alimentati dalle potenze imperialiste USA e UE che si pongono obiettivo di saccheggiare le risorse e di piegare quei paesi dall’Iran alla Cina, dal Perù alla Federazione Russa, che non si sottomettono al loro regime economico, politico e militare.

Una guerra su vasta scala, oggi provocata con l’espansione sempre più a est della NATO per conto degli imperialisti USA e UE, con l’accerchiamento alla Federazione Russa e la guerra in Ucraina.

Una guerra che alimenta il peggioramento delle condizioni delle masse popolari e l’aumento dell’inflazione che sono destinati ad aggravarsi. L’aumento dei prezzi e dell’inflazione non sono dovuti alla penuria di merce, alla difficoltà nel reperirla e nel distribuirla e neppure alle congiunture del mercato. La reale causa è la speculazione finanziaria che i gruppi capitalisti fanno con l’appoggio e il benestare dei governi e delle istituzioni sovranazionali (FMI, BCE).

La NATO è una “macchina” che assorbe e brucia risorse pubbliche a discapito del funzionamento della sanità, della scuola, delle pensioni e di ogni altro servizio pubblico essenziale per le masse popolari, a discapito della difesa e della tutela del territorio e dell’ambiente, del funzionamento delle aziende pubbliche e della tutela del sistema produttivo del nostro paese sempre più depredato dai fondi finanziari e dai gruppi capitalisti internazionali.

Altro che sovranità nazionale! Il nostro paese, su mandato degli USA, dell’UE e del Vaticano, è in prima fila nella promozione e nella gestione della guerra a cominciare dai traffici di armi in cui l’Italia e i suoi Governi ricoprono un ruolo di primo piano (come produttore e sponda), con la concessione delle oltre 100 basi militari NATO (poligoni in terra e in mare usati dalle forze armate di diversi paesi per le loro esercitazioni di guerra, con munizioni spesso nocive e inquinanti) e l’intervento attivo delle nostre forze armate nel sostegno (logistico e non solo) all’aggressione alla Federazione Russa.

E’ necessario resistere e lottare contro questa occupazione!

«Il lavoro crea il futuro» è il titolo del XIX congresso di CGIL. Sono in serio pericolo filiere strategiche per il paese depredate dai fondi finanziarti e dai gruppi capitalisti internazionali e in fase di liquidazione. La crisi di interi settori industriali sta a dimostrarlo: dalla GKN agli stabilimenti ex FCA (licenziamenti, ecc), le aziende della siderurgia (le acciaierie ex Lucchini di Piombino svendute alla Jindal SW, l’ILVA di Taranto, la Wartsila di Trieste), le aziende della produzione di elettrodomestici (Whirlpool e Electrolux), le aziende della mobilità e dei trasporti (Alitalia, ecc).

E’ necessario lottare per la difesa dell’apparato produttivo del paese che è devastato da chiusure, ridimensionamenti e delocalizzazioni con cui ogni giorno perdiamo posti di lavoro e un patrimonio di conoscenze lavorative e tecnologiche. E’ qui che la CGIL deve intervenire mobilitando i lavoratori attivi e i cassintegrati per presidiare le fabbriche, per evitare il saccheggio degli impianti, schierandosi al fianco di queste vertenze senza riserve e far vivere la solidarietà di classe, indicendo scioperi per arrivare a cingere di assedio i palazzi delle cosiddette istituzioni: sono loro e non gli operai a dover sentire il fiato sul collo!

Il 25 marzo a Firenze il Collettivo di Fabbrica della GKN ha organizzato una manifestazione: GKN non si tocca! Insorgiamo!  Un appello a cui anno aderito centinaia  di organismi e migliaia di individui. Questa è una manifestazione contro i licenziamenti mascherati dei lavoratori, per difendere la fabbrica e la produzione e contro il tentativo in corso, prima di speculazione e poi di liquidazione, del nuovo padrone Francesco Borgomeo. Si tratta dell’ennesimo “cavaliere bianco” messo lì per chiudere la fabbrica come è successo più volte nella storia recente del nostro paese: dall’Embraco di Torino, all’Electrolux di Scandicci, dalla ex FIAT di Termini Imerese alla Whirlpool di Napoli: prendono i soldi, chiudono e scappano.

Facciamo appello a tutti gli iscritti e non iscritti alla CGIL a partecipare e a fare partecipare alla manifestazione, per sostenere una vertenza che grazie alla lotta di quasi due anni ha rappresentato e rappresenta un esempio e un segno di riscossa per i lavoratori, il movimento operaio e per le masse popolari tutte. Che ha indicato la via maestra dell’organizzazione, della mobilitazione e del protagonismo operaio.

Il CdF e gli operai GKN hanno dimostrato che con la giusta determinazione e organizzazione si può tenere testa a multinazionali, al padrone di turno, che è possibile non arrendersi al logoramento degli ammortizzatori sociali e all’immobilismo complice di Stato e Regione. Hanno dimostrato con il loro esempio e la loro lotta che è possibile diventare centro di riferimento e indicare la strada alla classe operaia e alle masse popolari: occuparsi della fabbrica e uscire dalla fabbrica per legarsi al territorio.

Hanno dimostrato che serve ed è necessario costruire un governo di emergenza emanazione diretta delle masse popolari per salvare la loro fabbrica e per difendere ogni fabbrica a rischio chiusura, che applichi concretamente il Decreto Delocalizzazioni (elaborato dal collettivo stesso), che espropri la fabbrica in nome degli articoli 42 e 43 della Costituzione affidandola quindi agli stessi operai oppure che lo Stato costituisca una società partecipata e ne faccia un polo produttivo e di formazione: questo è il “made in Italy” che ci piace!

La crisi ambientale e la lotta contro la devastazione del territorio. Per la prima volta nella storia dell’umanità si è affiancata ad una crisi economica una crisi ambientale che ormai è sotto gli occhi di tutti, dovuta a una produzione senza criteri né pianificazione che esaspera il consumo di materie prime, l’inquinamento di aria, acqua e suolo, tale da mettere in serio pericolo il pianeta: a questo ci portano i capitalisti e i loro fedeli servitori.

Migliaia di persone e lavoratori in ogni paese non accettano che il loro presente e il loro futuro siano devastati e si organizzano in comitati, in organismi e nelle organizzazioni in cui i giovani sono protagonisti a partire da quelli di Friday For Future, Extinction Rebellion e Ultima Generazione. Si organizzano e si mobilitano per difendere il loro presente e costruire il loro futuro contro le Grandi Opere inutili e dannose come il TAV, i rigassificatori, la nuova Diga foranea di Genova, la Pedemontana, il TAP ecc.

Dobbiamo impedire di devastare il paese per interessi di pochi speculatori e al contrario mettere mano alle tante piccole e piccolissime opere che servono ai territori. Il sindacato deve smettere di accettare il ricatto fra lavoro e disoccupazione, fra salute e sicurezza e una sopravvivenza misera al prezzo di interi territori avvelenati. La CGIL deve promuovere una mobilitazione e un processo positivo!

Altro che interloquire con il Governo Meloni: organizzare i lavoratori e cambiare il paese! Il Governo Meloni non ha interesse a prendere le misure necessarie per calmierare l’aumento dell’inflazione e contrastare l’esplosione del carovita, per migliorare le condizioni economiche, di lavoro e di vita delle masse popolari! Non ha l’interesse politico a farlo poiché è emanazione della borghesia, risponde agli interessi dei capitalisti, delle organizzazioni criminali, del Vaticano e dei gruppi imperialisti USA e UE che spremono e opprimono le masse popolari.

Gli esempi sono molti e il governo Meloni con la sua pratica mostra di andare nella direzione opposta di quella della tutela degli interessi dei lavoratori e delle masse popolari: lo fa nell’alimentare la guerra tra poveri, lasciando scorrazzare multinazionali e padroni nostrani, badando soli agli interessi dei padroni, del clero e dei loro affiliati, lasciando morire in mare gli immigrati che scappano dai conflitti fomentati dall’imperialismo.

CGIL si pone l’obiettivo di cambiare radicalmente questo paese attraverso “una nuova alleanza sociale”. Questo significa e deve significare innanzitutto mettersi alla testa dell’organizzazione e della mobilitazione degli iscritti delle proprie categorie, delle camere del lavoro,  lavoratori nella lotta per cacciare il governo Meloni. Altro che invitarla a parlare al congresso nazionale! Noi vogliamo sentire parlare gli operai delle fabbriche in lotta da Trieste a Palermo, gli ambientalisti che si oppongono alla catastrofe climatica, i sindacati di base con le loro proposte di lotta su cui convergere (come è successo, in parte, il 4 marzo a Firenze contro gli scimmiottatori del fascismo del XX Secolo), ANPI e ARCI che indicano la linea per chiudere i covi fascisti e aprire nuovi spazi sociali per ridare vita alle periferie sempre più abbandonate!

Una mobilitazione generale che, a partire dalla difesa delle condizioni delle masse, sia incanalata e diretta a creare le condizioni per costruire un nuovo governo che sia emanazione delle masse popolari stesse e che risponda ai loro interessi: solo in questo modo sarà possibile, già in questa fase, prendere le misure per ridurre l’inflazione e la speculazione, per migliorare le condizioni economiche, di lavoro e di vita delle masse popolari e per un nuovo ordinamento sociale.

Il governo che serve al paese. Questo governo di emergenza – che noi chiamiamo Governo di Blocco Popolare (GBP) – è urgente e necessario non solo per gli operai GKN ma anche per i lavoratori della TIM e dell’Alitalia (oggi ITA) sottoposti allo smembramento dell’azienda, per i lavoratori del Pubblico Impiego ridotti all’osso, e per al difesa di ogni azienda, di ogni posto di lavoro e per crearne di nuovi.

Un governo che metta al centro concretamente e senza indugio o manovre il rinnovo dignitoso delle decine di CCNL ora in scadenza o scaduti come quello dei Servizi Fiduciari (scaduto da 6 anni e con paghe da tre euro e mezzo all’ora).

Un governo che prenda le misure concrete per il potenziamento della sanità pubblica il cui stato pietoso è stato smascherato dall’emergenza Covid. Un governo che prenda misure per la difesa dell’ambiente e contro la devastazione ambientale come le bonifiche di SIN e aziende inquinanti come Acciaierie d’Italia a Taranto e molte altre, per alzare i salari e renderli coerenti con il caro vita e l’inflazione, per fermare la strage quotidiana di morti e feriti sul lavoro: questa  è la guerra che dobbiamo combattere, a questo deve contribuire la CGIL con la mobilitazione generale degli iscritti e di tutti i lavoratori.

Il congresso nazionale della CGIL deve servire a parlare di questo, del piano di guerra che il sindacato intende darsi e dare ai lavoratori (iscritti e non) per fare fronte alla crisi del capitalismo e alle sue peggiori manifestazioni, per non essere travolto a sua volta come è già successo un secolo fa in una situazione di crisi simile, a causa dei limiti di una linea tesa alla concertazione ad ogni costo con il nemico di classe: dal glorioso Biennio Rosso alla Marcia su Roma passarono nemmeno due anni…

Il congresso nazionale della CGIL deve servire deve servire ad organizzare le decine di migliaia di delegati, iscritti e pensionati che non vogliono arrendersi al catastrofico corso delle cose, che chiedono una linea di maggiore attacco ai problemi da parte della dirigenza, che sono stufi di sentirsi criticare per il sempre più ingiustificabile immobilismo dell’organizzazione di fronte a salari che non bastano ad arrivare alla terza settimana del mese, alle crescenti prepotenze del padrone, alla sicurezza sempre più scarsa, che vedono chiudere attività e aziende una dietro l’altra senza che si riesca a impedirlo: facciamo appello ai compagni e compagne che non intendono rimanere indifferenti a tutto questo!

Oggi siamo in una nuova fase, non è più soltanto il tempo delle rivendicazioni dove si riusciva a strappare qualcosa; quello era il tempo della ricostruzione del Dopoguerra, quando i padroni avevano bisogno di una enorme manodopera e il capitalismo si era “riattivato” per le immani distruzioni della Seconda Guerra Mondiale.

Oggi per loro siamo diventati di nuovo esuberi e solo una parte serve al padrone, siamo schiene da spezzare in nome del profitto e carne da cannone per le loro guerre.

Auguriamo ancora ai compagni e compagne un buon lavoro per il loro Congresso nazionale e soprattutto che il dibattito serva a indicare come sviluppare il movimento di resistenza spontaneo che si sviluppa da un capo all’altro del paese, contro lo sfascio del sistema capitalista e il degrado in cui sta sempre più precipitando la società.

Sostenere senza riserve la lotta del CdF GKN e delle altre fabbriche e realtà operaie in lotta contro le scorrerie di multinazionali e padronato!

Organizzare e mobilitare le centinaia di migliaia di iscritti per difendere posti di lavoro, salario e diritti e cacciare il governo farlocco del “prima gli italiani”: il passo migliore che può fare la CGIL per alimentare il necessario rinnovamento del movimento sindacale del paese!

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