Il P.CARC Lombardia aderisce alla manifestazione nazionale Contro lo stato di emergenza senza fine, promossa dal Coordinamento Lombardia Oltre il Green Pass, che si terrà sabato 26 novembre in P.zza Castello a Milano.

Contro guerra, carovita, sfruttamento, repressione

Lo stato di emergenza dobbiamo dichiararlo noi

Dalla pandemia alla guerra, la classe dominante trascina le masse popolari nella sua nuova “normalità”: milioni di nuovi poveri, più disoccupati e precari; speculazione alle stelle; strumenti di controllo più capillari ed estensione della repressione. La classe dominante governa cercando di normalizzare uno stato di emergenza permanente. La situazione di straordinaria gravità in cui ci troviamo indica un’unica strada percorribile: lo stato di emergenza dobbiamo dichiararlo noi.

Governo del pilota automatico.

È la definizione che indica il livello raggiunto nel nostro paese dalla progressiva cessione di sovranità nazionale a favore della UE, della NATO e dei circoli della speculazione finanziaria internazionale. Indipendentemente da chi vince le elezioni, i binari del programma economico su cui deve viaggiare il paese sono sempre gli stessi, decisi a Bruxelles, Strasburgo, Washington, Città del Vaticano, ecc.
Bisogna rassegnarsi a questo meccanismo infernale deciso ai piani alti? Siamo condannati a subirlo senza possibilità di romperlo? La risposta a entrambe le domande è NO.

Guerra ed economia di guerra.

Nonostante la grande maggioranza della popolazione sia contraria alle manovre della NATO e pretende la pace, il governo Meloni opera in continuità con le azioni del governo Draghi, asservito alla volontà degli USA, porta avanti la guerra contro la Federazione Russa, usando le masse popolari ucraine come carne da macello. Questa situazione alimenta la mobilitazione delle masse popolari, in modo diretto (attraverso le mobilitazioni pacifiste, quelle contro le spese militari, ecc.) e anche in modo indiretto (attraverso le mobilitazioni per fare fronte agli effetti dell’economia di guerra).

Repressione.

La repressione aumenta là dove la classe dominante non riesce a distogliere con altri mezzi (per esempio con la sua propaganda) le masse popolari dall’organizzazione e dalla mobilitazione. Questo è successo anche con il movimento No Green Pass. Ma la repressione alimenta la ribellione, ed è quindi un’arma a doppio taglio per chi la usa.

Andare oltre il Green Pass.

È necessario eliminare l’illusione che sia possibile deviare i binari del pilota automatico SOLO con le lotte e le mobilitazioni di tipo rivendicativo. Attraverso la lotta e la mobilitazione rivendicativa si possono strappare alcune conquiste, circoscritte e temporanee, ma per cambiare davvero strada bisogna togliere il governo del paese dalle mani della UE, della NATO, del Vaticano e di Confindustria. La questione è prima di tutto politica!
Tutto quello che le mobilitazioni contro il Green Pass hanno creato in termini di aggregazione e di presenza in piazza deve trasformarsi in organizzazione capillare nei territori. 

Insorgiamo!

Quando gli operai della GKN di Firenze hanno alzato questa parola d’ordine, probabilmente c’era chi si aspettava le barricate nelle strade e gli assalti alle sedi delle istituzioni. E oggi, in assenza di ciò, rimugina deluso sul fatto che “non c’è stata nessuna insurrezione”.
In verità, gli operai della GKN hanno fatto qualcosa di ben più importante: hanno tracciato una rotta e avviato un processo, aggregando anche organismi diversi fra loro.

Assemblee, riunioni, discussioni, dibattiti: non solo le grandi manifestazioni a Firenze indette dal Collettivo di Fabbrica della GKN, ma anche le tante iniziative che, all’insegna di una parola d’ordine ormai comune, si sviluppano in quantità, qualità ed estensione in tutto il paese.
Il Collettivo di Fabbrica della GKN mostra in piccolo qual è il movimento che può portare il paese fuori dai binari del pilota automatico. Perché esso si realizzi, occorre trasformare ciò che oggi è piccolo in grande, è necessario che nelle aziende, nelle scuole e nei territori si formino 50, 100, 1000 organismi operai e popolari che assumono il ruolo del Collettivo di Fabbrica della GKN.
Un movimento che dal rivendicare, si assume la responsabilità di diventare nuova classe dirigente del paese.

Volantinaggi, attacchinaggi, raccolte firme, banchetti informativi, assemblee popolari in aziende,scuole, quartieri; occupazioni di aziende, scuole, stabili, edifici pubblici, banche, piazze; scioperi e scioperi alla rovescia; appropriazione organizzata di beni e servizi (espropri, autoriduzioni, io non pago); manifestazioni e presidi, boicottaggio delle attività delle pubbliche autorità; rifiuto organizzato di pagare imposte, ticket, mutui, affitti ecc; coordinamento con TUTTE le realtà che si oppongono in ogni forma alla crisi e ai governi delle Larghe Intese.
Questo è quello che dobbiamo fare, per andare oltre il Green Pass. Lo stato di emergenza dobbiamo dichiararlo noi, con un governo di emergenza popolare che rompa con l’asservimento a NATO, UE e circoli della finanza internazionale.

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